strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Cose dell’altro mondo

2 commenti

Ho appena finito di leggere l’anteprima di un romanzo fantasy che mi ha segnalato la mia amica Marina – 400 e rotte pagine, tre euri in ebook.
Il romanzo (e l’anteprima) che inizia nel selvaggio nord, dove il sole può non mostrarsi “fino a otto mesi”…
E io mi dico, come “fino a otto mesi”?
Ora, i meccanismi astronomici non sono così approssimativi. Vediamo cosa ne dice Wikipedia…

A causa dell’inclinazione dell’asse su cui ruota la Terra, a latitudini superiori o almeno pari a quelle dei circoli polari (nord o sud), il Sole può restare sotto l’orizzonte anche durante tutto il giorno, per periodi variabili a seconda della maggiore vicinanza al polo geografico (dove la permanenza sotto l’orizzonte è di circa sei mesi, di cui solo in quelli centrali si realizza il buio diurno più intenso) o al circolo polare (dove il periodo massimo di permanenza sotto l’orizzonte è pari a poco meno di 48 ore)

Per cui OK, immaginiamo che il territorio descritto nel libro si estenda dal circolo polare al polo geografico. Questo giustificherebbe l’affermazione che il sole scompare “fino a sei mesi l’anno”… ma non otto.
A meno che, naturalmente, il pianeta sul quale si svolge l’azione non abbia un anno di sedici mesi. Ed in effetti il libro non parla di mesi, ma di “cicli lunari”… attorno al pianeta si orbita una luna che compie sedici rivoluzioni in un anno.

planet_00aniE resta poi sempre da vedere l’inclinazione dell’asse planetario – forse la variabilità della notte polare è dovuta al fatto che il pianeta ruota attorno ad un asse che non è l’asse principale, ed è inclinato alla malora, per cui l’effetto della precessione causa un disastro coi cicli astronomici annuali.
Sarebbe divertente trovare un simulatore e provarci.

Il problema, a questo punto, è che il testo prosegue parlando di giorni, di anni, di ore, di decadi, di stagioni… in che rapporto sono coi cicli lunari e con l’inclinazione dell’asse di rotazione?
Non è dato sapere.
Così come non è dato sapere che effetto abbia una luna con rivoluzioni così rapide sulle maree, sugli ecosistemi marini, sulla crescita vegetale e su un sacco di altre faccendicole legate alla biologia…

Anche al nord, dove il sole scompare per otto mesi, ci informano le prime pagine del romanzo, la neve è un fenomeno abbastanza raro – così raro, infatti, che la popolazione locale festeggia le nevicate.
Come è possibile?
Siamo, dopotutto, oltre il circolo polare…
Aria troppo secca? Improbabile – se come ci viene specificato, c’è un mare a distanza ragionevole e senza montagne interposte, dobbiamo immaginare masse d’aria calda e umida che…
Ma anche questo non è dato sapere.
E non è che faccia così freddo che non nevica (come in effetti avviene sulla Terra in prossimità dei poli) – perché se così fosse, allora a sud farebbe più caldo e nevicherebbe – ma a sud non sanno cosa sia la neve, o così sostiene un personaggio.
Un effetto serra da paura?
Potrebbe essere, ma nulla, nella flora o nella fauna, sembrano indicare qualcosa del genere.
Forse per i motivi elencati qui sopra, il fatto che il freddo nord resti senza sole fino a otto mesi l’anno non impedisce lo sviluppo dell’agricoltura e dell’allevamento.
E ammettiamolo, qui da noi gli esquimesi non è che allevino e coltivino granché.
Il pianeta quindi è più caldo del nostro. Più vicino al sole?
O è forse la strana configurazione dell’asse di rotazione, a causare fenomeni climatici anomali e imprevedibili?
Non è dato sapere.

E in generale, la cultura che ci viene presentata, nel grande e freddo (davvero?) nord è il solito boioso mix di vichingaggini e celtronerie, e non risente di nessuno dei fattori visti fin qui.
Però la protagonista si perde durante una terribile tempesta di neve che dura due ore.

heliconia

E mi viene in mente, a questo punto, il Ciclo di Helliconia, del compianto Brian Aldiss. Ma anche Dune, di Frank Herbert.
n18066Oppure cose come Midworld di Alan Dean Foster.
O la duologia Snow Queen/Summer Queen di Joan Vinge.
Mondi sui quali gli autori avevano ragionato, e si erano documentati, ed avevano creato qualcosa di unico, romanzi nei quali il mondo e l’azione non possono essere separate – storie che si possono raccontare solo in quel mondo.
Ci aggiungiamo anche il Ringworld di Larry Niven? Perché no…
E prima che qualcuno dica #tantoefentesi, aggiungo alla lista il Newhon di Fritz Leiber, che è una bolla che sale all’infinito nell’eterno mare cosmico, o il Discomondo di Terry Pratchett.

Quello dell’anteprima che la mia amica Marina mi ha passato è un mondo messo assieme senza pensarci.

Il che mi fa ben sperare – perché lunedì prossimo si apriranno le iscrizioni al primo Corso di Worldbuilding di strategie evolutive.
Perché c’è un sacco di gente che ne ha bisogno.
Il problema è che probabilmente non se ne rendono conto.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Cose dell’altro mondo

  1. In una passo, che ai molti passa inosservato, hai per certi versi affermato che le fasi lunari hanno un influsso misurabile sull’agricoltura. Ed ora ti chiederei di elaborare, se hai tempo ovviamente, su questo fatto. Il fatto che imbottigliare il vino in luna calante o crescente influisca o meno sul contenuto della bottiglia è oggetto di accese discussioni fra me e mio padre. Quindi, se mi sbagliassi, a questo punto mi piacerebbe saperlo 😀

    Sono d’accordo con te, comunque: il world building è fondamentale anche se tutto il lavoro di ricerca non viene scritto esplicitamente riga per riga nel libro, ma alla fine traspare “fra le righe” in ogni caso, sia fatto bene o fatto male. Con le conseguenze del caso 🙂
    Un altro esempio è il film “avatar”, anche se criticato per certi aspetti ho sempre avuto l’impressione che Camoron abbia sviluppato parecchio l’ecologia del pianeta, senza poi fare spiegoni.

    • Vedrò di fare un post sugli influssi lunari sull’agricoltura e su altre faccende.
      E se non hai mai letto “Midworld” di Alan dead Foster, ti consigliodi farci un giro – scoprirai un sacco di cose sull’ecologia del mondo di Avatar 😉

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