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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Una specie di gioco

11 commenti

Facciamo una specie di gioco.
In questo momento sono molto occupato fra cose da scrivere (si avvicina l’uscita del secondo episodio di AMARNA), corsi, traduzioni e quant’altro.
Non mi lamento, non mi lamento affatto.
1497638283Ma per il momento le mie giornate sono piuttosto piene, e nelle pause o guardo vecchi telefilm o midiverto leggendo lo splendido No Hurry to Get Home, della meravigliosa Emily Hahn.

Ma con l’inizio del mese prossimo un paio di cose saranno smaltite dalla mia lista, e avrò più tempo, ed è qui che viene fuori il giochino.

In questo momento sto palleggando due libri.
Il caso vuole che siano entrambi dei fantasy, entrambi scritti da donne, entrambi volumi di circa 600 pagine, entrambi i primi titoli di due rispettive trilogie.
Quale scegliere?
E se facessimo una votazione?

I libri in questione sono i seguenti…

514U4GYoUGL._SX306_BO1,204,203,200_Feast of Souls, di C.S. Friedman, popolare autrice americana che ha in catalogo per lo meno un romanzo leggendario, e ha comunque un ottimo curriculum di pubblicazioni.
Il romanzo è un secondary world fantasy, che segue le vicende di una ex prostituta-bambina che si scopre dotata della capacità di usare l’energia magica che alimenta il suo mondo. Un mondo nel quale la stregoneria è riservata agli uomini, e nel quale la pratica della magia comporta una lenta, inesorabile morte. Ma è molto più complicato di così.
La Friedman è famosa per le sue capacità quando si tratta di worldbuilding , e quindi così prendiamo due piccioni con una fava.
Il volume è il primo della Magister Trilogy.

519KJVvvQ8LGrave Mercy, di Robin LaFevers, popolare autrice californiana specializzata in narrativa per ragazzi e qui alle prese con temi un tantinello più adulti.
Il romanzo è un fantasy storico ambientato nella Bretagna del quindicesimo secolo, e segue le vicende di una ragazza che fugge da una vita di abusi e si rifugia su un’isola dove ha sede un convento. Ma le monache del convento appartengono ad una setta pagana che venera il Dio dei Morti e sono, a tutti gli effetti, delle suore assassine.
Il volume è il primo della trilogia His Fair Assassin, che visto il successo ottenuto fin qui pare destinata a diventare una pentalogia.

Perciò, a questo punto, e considerando che in entrambi i casi è come accendere una cambiale, da dove cominciare?

E naturalmente non c’è alcuna garanzia che poi io abbiail tempo di leggere, ma se ce la dovessi fare, mi piacerebbe poi postare qualcosa su questi libri, che sono una buona dimostrazione di come il fantasy offra ancora una certa scelta e una certa varietà, e delle buone storie.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

11 thoughts on “Una specie di gioco

  1. Lo spunto delle monache killer sembra un po’ più insolito dell’altro, ma rischia di essere un po’ strambo…
    Forse andrei sulla trilogia, per chiudere la lettura più in fretta, prima di dimenticare i dettagli dei libri letti.
    Entrambi i cicli sono completi, oppure in fieri?

  2. Io sarei più per il romanzo della Friedman, l’idea delle suore assassine non mi attira granché. Ma forse è perché non ho abbastanza immaginazione.

  3. Premesso che Grave Mercy sembra essere veramente divertente (Suore Assassine in un contesto storico? Just right up my alley) ma dopo aver letto i primi capitoli di entrambi i libri suggerisco Feast of Souls per due motivi:

    – Il primo ammetto superficiale: le copertine. Trovo quelle della Magister Trilogy molto più accattivanti di quelle della serie His Fair Assassin (e mi riferisco a quelle nello stesso stile di quella riportata nel post, le ristampe sono molto più “generiche” purtroppo).
    – Il Prologo di Feast mi ha colpito molto di più grazie al personaggio di Imnea.

    • Sì, sulle copertine mi trovi d’accordo – tanto che ho puntato gli occhi sulla trilogia della Friedman prima per la copertina e poi ricordandomi dei suoi libri già letti.
      E il prologo di Feast Of Souls è potente davvero.

  4. Io andrei per il secondo, forse per la i miei pregiudizi nei confronti dei secondary worlds.
    Mi permetto una nota saputella e puntigliosa: lavorando un sacco alla scrivania, potendo, cerca anche di fare movimento. Io ultimamente non dedico il dovuto tempo all’esercizio e me ne sto già pentendo.

    • Grazie del consiglio – con l’inverno e l’influenza mi sono fermato, ma appena rimette al bello (qui le previsioni per il weekend dicono neve) riprendo a camminare, almeno 4 km al giorno.
      Sennò si muore.

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