strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Hobby

21 commenti

Si era detto fare più post per arginare l’avanzata delle tenebre, poi come al solito le cose hanno preso una piega diversa. Vediamo di metterci in pari.
Hobby.
Voi ce l’avete un hobby? O tre?
74b61c034e9d8767fc607094155e7c1eL’idea è venuta fuori la notte passata, mentre finivo di leggere Il Nostro Tragico Universo, di Scarlett Thomas.
Attorno a pagina 300-e-rotti l’autrice (per mezzo della protagonista) si lancia in una lunga tirata – una delle tante lunghe tirate nel libro – sull’importanza degli hobby contrapposti e in effetti come alternativa al self help.
Cosa che mi è parsa interessante.
Con la faccenda dell’importanza degli hobby ci avevo già avuto a che fare l’anno passato, quando avevo seguito un MOOC su come affrontare la vecchiaia in maniera sana – avere un hobby tiene lontana la demenza, che non è cosa da poco. Aiuta anche a superare i traumi che la vecchiaia ci infligge, primo fra tutti la perdita delle persone care, e la solitudine.
Quindi sì, è bello avere un hobby.
Ci mantiene sani di mente.

Ora, Wikipedia (versione italiana) descrive l’hobby come…

un’attività praticata nel tempo libero per piacere, interesse e divertimento. Come lo stesso concetto di tempo libero, si è affermato con l’avvento della società industriale, che distingueva il tempo lavorativo da quello disponibile per altre attività

La versione inglese di Wikipedia non solo ci offre una lunga lista di hobbies che è una meraviglia a leggersi, ma espande alquanto la definizione minima italiana, e porta alla scoperta della Serious Leisure Perspective, da cui ricaviamo tre tipi di attività ricreative nel tempo libero…

a. L’attività nel tempo libero casuale (casual leisure) è un’attività gratificante, di breve durata e piacevole che richiede poca o nessuna preparazione.

b. L’attività nel tempo libero seria (serious leisure) è la ricerca sistematica da parte di un dilettante, di un hobbista o di un volontario che sia sostanziale, gratificante e produca un senso di realizzazione.

c. L’attività nel tempo libero a progetto (project-based leisure) è un progetto a breve termine, spesso unico, gratificante.

Untitled-300x221E noi che pensavamo fosse solo roba tipo collezionare francobolli.

Che siano casuali, seri o a progetto, i nostri hobby ci salvano la vita. Garantiscono stabilità mentale, offrono una indispensabile distrazione, possono essere occasione di incontro con altre persone, o fornire un’ottima scusa per starsene per conto proprio.
Possono persino diventare una fonte di introito, o un lavoro alternativo – tanto che in paesi più civilizzati del nostro esistono manuali per trasformare il proprio hobby in un lavoro.
Eccellente.

Io ho sempre avuto troppi interessi.
Lo dicevano anche gli insegnanti a scuola…

il ragazzo ha troppi interessi.

… che, con l’altro grande classico…

il ragazzo ha troppa fantasia

… era l’equivalente di una maledizione egizia. Era come essere marchiati a fuoco a sei anni, per l’eternità: troppi interessi e troppa fantasia, l’anticamera del fallimento. Guarda piuttosto il piccolo Pierbernardo, che non ha un briciolo di fantasia e che non ha alcun interesse. Lui sì che andrà avanti nella vita.
Potrebbe persino diventare un (cori angelici in sottofondo) ingegnere!

71rX3HraxXL._SY355_Alcuni dei miei hobby son diventati col tempo qualcosa di più – collezionare minerali e fossili, e leggere libri sui dinosauri, è diventato una laurea prima e poi un dottorato in geologia. È diventato un lavoro.
Così come il raccontare storie è diventato un lavoro – e un’occasione per salvarsi la vita (o per lo meno provarci).
È diventato un lavoro anche giocare a giochi di ruolo.

E badate, il fatto che io dica è diventato un lavoro non significa che sia meno piacevole o divertente: se non fosse piacevole e divertente, ci sarebbe da spararsi. Solo che non è più un’attività che si fa per distrarsi, per staccare.
Questo rende ancora più necessari degli hobby diversi.

Discutevo qualche giorno addietro con alcuni amici che scrivono e/o gestiscono un blog, del fatto che la distinzione più basilare ed elementare fra lavoro e hobby è

  • Lavoro – ci guadagni dei soldi
  • Hobby – ci spendi dei soldi

E non c’è niente di male nello spendere soldi (se li abbiamo) per una nostra passione. È parte della nostra esistenza, e ci mantiene sani.
E così mi è venuta questa idea, rubatissima dal libro della Thomas, di cominciare a fare dei post sugli hobby.
Parlando principalmente di quelli che ho praticato o che pratico, un po’, certo, per parlare di me stesso (argomento che, non ci crederete, trovo infinitamente affascinante) ma anche perché,  come diceva Galileo Galilei

i nostri discorsi hanno da esser sul mondo reale, non su un mondo di carta

E soprattutto come ipotesi di resistenza umana al grande nulla che ci corre incontro, perché come si diceva un hobby può diventare qualcosa di più, ed è comunque qualcosa che facciamo. È attivo, richiede iniziativa. Immaginazione, magari, o un po’ di giovanile sciocchezza. Forse è per questo che praticare uno o più hobby ci mantiene giovani, e tiene alla larga il rimbambimento.

Come prolegomeni per i futuri discorsi sugli hobby, metterei giù qui un paio di osservazioni

  • Osservazione la prima – nove volte su dieci, vi diranno che il vostro hobby è una sciocchezza, che è ridicolo, che è una perdita di tempo e di denato. Ma perché invece di X non fai Y?
  • Osservazione la seconda – praticare un hobby significa fare qualcosa, il che di solito ci attira l’ostilità di chi non fa nulla, ma ne parla molto. O come mi disse un mio coinquilino, nel lontano 1992, se io sapessi suonare il flauto lo suonerei meglio di te.

Sono rischi che siamo disposti a correre, credo.
Ma per cominciare, si diceva – voi avete un hobby?
E sì, ammettiamo fin dall’inizio un elitario senso di superiorità intellettuale per cui binge watching su Netflix non sarà considerato un hobby comme il faut.
Perché bisogna pur avere degli standard a questo mondo.
Ma non lasciate che questo vi scoraggi – i commenti sono aperti.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

21 thoughts on “Hobby

  1. Non riesco nemmeno a concepire che qualcuno possa non avere un dannato hobby – o tre, o cinque – fosse anche guardare le macchie sul soffitto! 😛
    Fino a oggi, le mie amicizie le ho strette quasi tutte grazie ai miei hobby, perciò devo molto, ai miei interessi 😀

    I miei hobby sono per lo più legati alle storie: leggere libri e fumetti: guardare film, telefilm e cartoni animati; giocare ai videogiochi; scribacchiare; giocare di ruolo e creare regolamenti, e ambientazioni, per giochi di ruolo…

    Ultimamente, sto cercando di aggiungere “ascoltare e capire la musica”, perché anche se mi piace e ho sempre canzoni per la testa, ho sempre avuto una sensibilità un po’ carente su questo versante. E ogni tanto provo ad aggiungere “disegno”… ma c’è da lottare con la pigrizia e le rotture di scatole di ogni giorno, che insidiano anche i miei hobby storici. A volte vinco, a volte perdo… ma se non altro, la questione non è ancora chiusa 😉

    • La pigrizia è un problema perché sta diventando un atteggiamento istituzionalizzato – pare quasi che, se da una parte veniamo martellati da pubblicità e inviti a dedicarci ad attività spesso stravaganti, dall’altra atteggiamenti come “tanto non serve a nulla” stanno prendendo il sopravvento.
      Bisogna resistere.

  2. Per curiosità: io leggo, guardo (serie tv, film, wrestling), ascolto, gioco. A questo dedico il mio tempo libro e ne sono contentissimo. Però sono un fruitore, diciamo, non produco assolutamente nulla. Questo modo di passare il tempo libero come andrebbe considerata, non essendo considerabile hobby? Interessi?

    • Domanda interessante – di fatto sono hobby, ma sono hobby “passivi”.
      Comportano comunque lo sviluppo di una competenza, ma senza che questa sia legata ad una attività personale.
      Fors chiamarli interessi aiuta a distinguere, ma io li darei comunque come hobby.

  3. Mi piace questa idea dei post sugli hobby
    In questo momento il mio hobby è ridurre il numero di hobby… credo
    ^__^

  4. Ho sempre avuto anche io molti interessi e parecchia fantasia, e probabilmente sono stato fortunato, in quanto ho sempre trovato insegnati che apprezzavano la cosa, o che semplicemente la ignoravano.

    Di tutt’altro tenore invece i giudizi dei coetanei, che non capivano (e ancora oggi non capiscono) come potesse interessarmi certa roba: ma questo è un classico.

    Nonostante tutto alla fine sono diventato un ingegnere, cosa che fin da piccolo avevo sempre desiderato, attitudine che forse non contraddice gli hobby con cui mi intrattengo.

    Quelli a cui dedico più tempo,e che hanno un côté intellettuale (guardo anche Netflix):

    – collezione e manutenzione di una buona collezione di computer vintage: con tutta la documentazione che esiste on line, ogni macchina è un mondo da scoprire, e questi computer sono così semplici che ormai una sola persona può conoscerli fino all’ultimo componente

    – homebrew computing: costruzione di piccoli computer, sia con tecnologia ‘d’epoca’, che con moderni componenti

    – collezione di boardgame/wargame (dai classici dell’SPI ai german games di oggi): non avendo un gruppo regolare, gioco parecchio in solitario

    – collezione di RPG (CoC in testa): qui leggo e basta

    – lettura di saggi sulla storia dei computer (ora sto leggendo ‘Commodore: the Amiga years), e del gaming (ho appena comprato ‘Empire of Imagination’, una biografia di Gygax)

    La conseguenza negativa di quanto sopra è che ho smesso da anni di leggere narrativa, con qualche eccezione durante le estati (l’anno scorso ho letto il cliclo degli Chtorr).

    • Ah, ma la coté intellettuale non è un requisito indispensabile: la varietà di interessi lascia spazio anche a hobby un po’ scemi, magari, se quella è la nostra inclinazione.
      Bella l’idea di collezionare computer vintage.

  5. Principalmente leggo. Una volta giocavo anche parecchio ai videogiochi, ultimamente ho mollato parecchio. Il binge watching mi piacerebbe, ma non ho il tempo… 😀
    Molto saltuariamente, disegno.
    E poi c’è il blog, ovviamente.
    La scrittura la considero qualcosa a metà strada tra hobby e lavoro. Nel senso che ci guadagno troppo poco per considerarlo un lavoro, ma allo stesso tempo mi fa faticare troppo per considerarlo un hobby… 🙂

    • La questione di praticare come lavoro qualcosa che altri considerano un hobby – e viceversa – andrà approfondita.
      Noi siamo nell’unico paese, ad esempio, nel quale gestiore unblog venga considerato quasi esclusivamente un hobby.
      Sulla fatica – se diventa una fatica, ma resta un divertimento, allora OK. È quando smette di essere divertente che diventa un problema.

  6. Da quando ho trasformato il mio in lavoro sento di non avere hobby; di fatto leggo solo ogni tanto, con piacere si, ma trovo sempre meno roba che mi stuzzichi, al pari la TV con qualche film di tanto in tanto, vado in palestra 4 o5 volte e a settimana, ma lo faccio di malavoglia, giusto perché se non faccio esercizio fisico sono preda di dolori articolari, quindi non è un hobby. Per hobby intendo qualcosa che mi faccia venir voglia di farla, che mi stuzzichi e mi faccia magari guardare l’orologio o il calendario con l’attesa del momento in cui potrò cimentarmici, eppure di cose che mi piacerebbe quanto meno provare ne ho in testa. Però ogni volta che ci penso, salta fuori un altro problema: non ho tempo… sono sempre in carenza di tempo, ho pochissimo tempo per finire i lavori, per giocare con mio figlio e cosi mi trovo a leggere nei ritagli di tempo, quando vado a letto prima di dormire, ad esempio. Credo che prima di parlare di hobby, almeno nel mio caso, si dovrebbe parlare di gestione del tempo, infatti ogni volta che qualcuno mi dice “faccio questo o quello” la prima cosa che penso è “ma dove lo trovate il tempo per riuscire a fare tutte ‘ste cose?”, il che mi deprime, e mi fa pensare che forse avevano ragione i professori e i genitori che mi riprendevano quando svolazzavo troppo con la fantasia, forse a quest’ora sarei ingegnere e avrei tempo libero per guardare “uomini e donne”.

    • Verissimo – gestire il tempo, specie se si lavora da freelance, è una questione critica.
      E io credo che sia assolutamente indispensabile trovare questo tempo, o si entra in una sorta di continuum indifferenziato in cui giorno e notte, giorni feriali e festivi, diventano un tutto unico. Non è più vivere.
      Sarà un discorso da approfondire.
      Resta il fatto che genitori e insegnanti non avevano necessariamente ragione 😛

      • Giusto per curiosità, tu come fai a regolarti? Io mi accorgo che è domenica solamente perché mio figlio non va a scuola… Inoltre c’è da aggiungere che non avendo uno stipendio fisso io ho sempre remore ad acquistare qualcosa che non abbia una qualche utilità, va da se che sacrifico in prima battuta tutto ciò che riguarda il mio svago. Non avendo uno stipendio certo si sta sempre con l’ansia: e se il cliente non paga in tempo? E se l’altro non commissiona i lavori che ha promesso una volta finito l’accordo? Da questo punto di vista fare il freelance è tragico.

        • Quella dell’ansia è una cosa che capisco benissimo – questi due anni passati a pagare (a malapena) i conti scrivendo e traducendo mi hanno fatto scoprire il dubbio piacere delle crisi di panico.
          La mancanza di uno stipendio fisso e – nel mio caso – di un fondo per le emergenze, è terribile.
          Io ho trovato il modo di leggere con poco, e molti miei hobby non richiedono spese particolari (o nel caso, le spese le ho fatte quando potevo permettermelo). Diciamo che stanzio una decina di euro al mese per i miei hobby, lettura inclusa.
          Per il time management, questo va completamente a gambe all’aria nei periodi di fuoco (come questo), incui non ho date e nonho orari.
          Altrimenti, mi impongo almeno una giornata libera alla settimana (non necessariamente domenica). E ho eliminato la TV, per cui ci ho guadagnato in tempo libero.
          Ed essendo single, se è vero che non ho tutti i piaceri e le soddisfazioni di una vita familiare, non ne ho neanche gli impegni.
          Ma ne parleremo, perché di questa cosa del timer management vale la pena discutere ancora, e magari farci suun post.

  7. Fondo per le emergenze… dovevi proprio nominarlo?
    Comunque, il time managment e magari qualcosa del tipo “manuale di sopravvivenza per freelance” è ben accetto, per quanto senza disciplina qualunque buon consiglio serve a poco. Sull’essere single, alle volte penso quanto sarebbe facile la vita, altre volte no, credo che anche chi è single abbia di questi alti e bassi.

  8. Ci ho riflettuto e a parte il tempo e i soldi richiesti per sostenere i propri hobby almeno per me c’è dell’altro. A ben pensare, forse per via della cronica mancanza di pecunia, dentro di me si è formata una sorta di distacco, un “non val la pena” cronico. Ai bei tempi collezionavo e dipingevo modellini, giochi da tavolo e giochi di ruolo (pur non trovando uno straccio di giocatore che volesse quanto meno provarli), fumetti, CD musicali, videogiochi, libri e riviste e quando era vicina una qualche uscita importante avevo quel misto di impazienza, gioia e curiosità che oggi provo molto raramente. Oggi, di fatto, ho come la percezione che non valga più il tempo e il denaro, a cominciare dai videogame (che sono arrivato a disprezzare), tutto mi puzza di già visto, già provato. Pur continuando a coltivare una certa fantasia, che di fatto mi permette di vivere (letteralmente ci metto il pane a tavola), dall’esterno ricevo pochi stimoli, se non nei classici o roba che prima poco consideravo (recentemente mi sto interessando di filosofia orientale, buddismo e antroposofia). Ho paura che i pensieri di tutti i giorni stiano riuscendo ad uccidere il ragazzino fantasioso che ero e che mi sento ancora di essere.

    • Non è una bella prospettiva – anche e soprattutto con la fantasia ci mangi.
      Il mio suggerimento, per quel che può valere, è trovarsio un interesse completamente diverso – cercare e scoprire qualcosa che ci interessa e ci distrae e che mai avremmo pensato di scoprire.
      E ci sono un sacco di risorse gratuite – se ad esempio ti interessi di filosofia, fai un giro su OpenCulture… ci sono un sacco di corsi gratuiti per approfondire.
      Ma in generale, non bisogna mai perdere la curiosità 🙂

  9. Sto per fare un commento noiosissimo…
    una delle mie grandi deficienze professionali é aver curato poco gli hobbies che mi permetterebbero di aumentare le conoscenze spendibili sul lavoro. Il che – grazie a dio- non mi ha proprio tagliato le gambe, ma mi sarebbe piaciuto rivendere di piú i miei hobbies.

    In ogni caso, a parte leggere libri e guardare netflix, i miei hobby sono:
    La cucina, con divagazioni su ossessioni secondarie come il the.. ad esempio ho scoperto l’esistenza dei “tea pet” poche settimane fa.

    La fotografia naturalistica, anche se è per lo più una scusa per andare per campi e colline all’alba, quando non c’è nessuno.

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