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Il panino retroingegnerato

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Come ho accennato nel post precedente, stavo retroingegnerando un sandwich mangiato in un ristorante di una nota catena, qualche giorno addietro, con mio fratello e con l’amico Fabrizio Borgio.

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Una volta ricostruita la ricetta (non particolarmente complicato), abbiamo testato su noi stessi il risultato (senza Fabrizio, che spero si unirà a noi in una prossima occasione), ed i risultati sono stati tutto sommato eccellenti – pur considerando l’Effetto IKEA.

L’Effetto IKEA sarebbe quel mecanismo psicologico per cui se l’ho fatto io allora è meglio. Difficile sfuggire a certe trappole.
Ma che diamine, il panino era ottimo, per cui – a grande richiesta – segue la ricetta, con alcune considerazioni. Perché come sappiamo, non è sempre caviale.

Ingredienti per due persone

  • 6 salsicce toscane (di quelle che si comprano da Lidl)
  • mezzo chilo di cipolle gialle
  • due ciabatte rustiche
  • 3 cucchiai di salsa barbecue
  • 1 bicchierino di whiskey
  • sale, pepe, zucchero
  • olio e burro

Escludendo il whiskey, il costo complessivo è di circa otto euro.
Come si diceva, il bello del saper cucinare è che si risparmia.

Procedura operativa

  • Pulire e tagliare le cipolle.
  • In una pentola antiaderente, mettere un cucchiaio d’olio e una noce di burro.
  • Aggiungere le cipolle, cuocere a fuoco lento, coperchiate.
  • Quando le cipolle sono imbiondite, aggiungere sale e pepe a piacere, e un cucchiaio di zucchero. Caramellare a fuoco lento per 15/20 minuti.
  • (opzionale, ma consigliato, aggiungere un cucchiaio di farina a fine cottura)

Intanto…

  • Rosolare le salsicce in un tegame.
  • A cottura quasi ultimata, aggiungere la salsa barbecue e il whiskey.
  • Lasciare ridurre il fondo, girando le salsicce di tanto in tanto.
  • Tagliare in due le ciabatte.
  • Spalmare sul fondo un paio di cucchiai del sugo di cottura delle salsicce.
  • Disporre le salsicce sul pane.
  • Aggiungere due o tre cucchiaiate di cipolle caramellate.
  • Chiudere il panino e mangiarselo (facendo attenzione a non macchiarsi la camicia).

Servire con patate fritte o anelli di cipolla.
In generale, si tratta di una mezz’ora di lavoro ai formnelli.

L’ingrediente mancante: la salasa Piccalilli.

301331011_0_640x640_7a02137f-f5a7-4505-aeec-fdcbd960f079Il sandwich originale includeva una guarnitura in agrodolce nota come Piccalilli, e che costituisce problema, trattandosi di un ingrediente abbastanza complicato da procurare fra le colline dell’Astigianistan.
E poi, si tratta del Piccalilli del New England, a base di peperoni e pomodori verdi, o di quello del Midwest, a base di cetriolini sott’aceto?
In entrambi i casi, questa guarnitura in agrodolce dovrebbe anche contenere del cavolo e del peperone dolce. Complicato, molto complicato.
Noi abbiamo fatto senza, ed è andato comunque benissimo.
O forse chissà, è stato l’Effetto IKEA.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

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