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Per vincere la soggezione

11 commenti

Questa è una specie di pezzo del piano bar del fantastico. Si parlava con la mia amica Lucia di come certe persone si sentano in soggezione davanti alla fantascienza.
Il che per me è abbastanza strano, ma io naturalmente con la fantascienza ci sono cresciuto.
Perché sentirsi in soggezione?
Per l’aspetto scientifico?
fanta-orange-12ozRicordo un tale che sosteneva che secondo lui la scienza non era indispensabile per scrivere fantascienza – eppure, se alla fantascienza togliamo la scienza, cosa rimane?
La Fanta?
O forse, chissà, c’è chi è stato traumatizzato in giovane età come la mia amica Chiara, leggendo un libro francamente brutto, per cui ora gira al largo dal genere e lo guarda con una certa difficenza.
O semplicemente ci sono coloro che hanno finora sperimentato il genere solo attraverso brutte serie televisive e film discutibili, e pensano che la fantascienza sia tutta così.
E non dubito che alcuni siano stati spaventati dai fan.
E ci sono certamente persone troppo maledettamente colte per leggere le storie con gli ometti verdi – ma questi non provano soggezione, casomai disprezzo, e il sentimento è, a dirla tutta, reciproco.

Ma la soggezione, si diceva…
Possiamo permettere che questo stato di cose persista?
Naturalmente no.
E manca ancora qualche giorno alle vacanze, per cui perché non mettere giù una lista di romanzi di fantascienza, reperibili in italiano (battete le bancarelle, setacciate eBay), che servano a far perdere la soggezione, e magari riconciliare i lettori diffidenti con la fantascienza?
Proviamo…

Signore-della-LuceRoger Zelazny, Signore della Luce

Cominciamo subito barando: Zelazny scrisse Lord of Light per sfumare il confine fra fantascienza e fantasy, e quindi il romanzo è fantascienza,ma viene narrato coi modi, i ritmi e i tempi del romanzo fantasy. Resta uno dei migliori libri del genere, e se non lo avete letto siete delle povere cose.
Il protagonista, è noto, lo chiamavano Mahasamatman, ma lui preferiva lasciar perdere il Maha e l’Atman, e si faceva semplicemente chiamare Sam…

uc_115Poul Anderson, Crociata Spaziale

Altro romanzo col doppiofondo: una nave spaziale atterra nei pressi di un castello inglese il cui signore si prepara ad andare a liberare il Santo Sepolcro. Gli alieni sono troppo sofisticati per il loro bene, e lo scontro di civiltà inevitabile dice loro malissimo, e ben presto abbiamo una intera comunità medievale alla conquista, suo malgrado, della galassia.

u796Arthur C. Clarke, Le Fontane del Paradiso

Fantascienza hard come piace a noi, e anche la dimostrazione che hard non significa sterile o privo di qualità letterarie. La storia di un uomo, di un’ossessione, e di come nascano le leggende.
È ambientato a Sri Lanka, ma non proprio, e resta il mio libro preferito del vecchio ACC.

s-l300Larry Niven & Jerry Pournelle, La Strada delle Stelle

Che sarebbe poi The Mote in God’s Eye, ma chissà perché gli hanno cambiato titolo.
La dimostrazione che la fantascienza militare non deve essere necessariamente solo fracassona, il romanzo di Niven & Pournelle racconta unprimo contatto fra un’umanità ben avviata verso la colonizzazione dello spazio e una razza aliena sottilmente pericolosa.

ucl230Fritz Leiber, Novilunio

Romanzo catastrofico, con dentro tutto.
Scritto da Fritz Leiber dopo una lunga assenza dalle scene (si stava curando dall’alcoolismo), e per l’epoca qualcosa di mai visto – e il libro di fantascienza più spesso mai pubblicato fino a quel momento.
Se ben ricordo in alcune edizioni la scena di sesso con l’aliena/gatto venne tagliata per non impressionare i puri di cuore che leggevano fantascienza.
Perché ci fu un tempo in cui gli editori pensavano prima di tutto alla nostra anima.

301463b47b92f365081f23c827cc3138C.J. Cherryh…

Ah! Scegliere un romanzo di C.J. Cherryh è difficile. Io direi tutti, a cominciare da Downbelow Station, naturalmente, o dal ciclo dei Mri, ma questa è una lista per quelli che hanno paura della fantascienza, allora cominciamo con qualcosa di più facile.
L’Orgoglio di Chanur.
Quando gli alieni siamo noi.
Avventuroso, politico, insolito, e narrato dal punto di vista di una razza di felini che si ritrovano a dover gestire una crisi inaspettata, e uno strano alieno mai visto prima.
È il primo di una serie, sarete felici di sapere, che si mantiene su livelli qualitativi molto alti.

51SQgQc6ErLFrank Herbert, Dune

Ovviamente. Un romanzo che crea un intero universo in un solo volume, e che riesce a trattare una quantità di temi e di idee in maniera nuova e interessante. Essenzialmente un romanzo sulla radicalizzazione, sull’uso della fede come arma, e su come esista un legame indissolubile fra l’uomo e l’ambiente in cui vive.
Scordatevi il film, o la miniserie, e leggete il libro.
Ah, e chi ha avuto l’idea di metterci in copertina lo “scontro cosmico” e i “popoli magici e misteriosi” andrebbe dato in pasto a Shai Hulud.

NOTA PERSONALE: se trovo odiosi quelli che definiscono qualunque poliziesco “noir”, quelli che cercano di mascherare la fantascienza da qualcosa di diverso mi mandano veramente fuori dai gangheri, a livello di violenza fisica.
E se “technothriller” non merita pietà, e chi dice “avant-pop” andrebbe preso a scudisciate sui malleoli, tentare di spacciare un classico della fantascienza come Dune per un fantasy è, nella mia agenda, un paio di gradini al di sotto dello sfruttamento della prostituzione.

Gregory Benford, Timescape

Non la solita storia di viaggi nel tempo, il romanzo di Benford flirta con la fantascienza catastrofica, e rimescola le carte rispetto ai temi classici di entrambi i generi.
(e niente copertina, mi dispiace, ne ho trovate solo che parevano francobolli)

51h71F2zlsLKage Baker, La Compagnia del Tempo

Primo di una serie eccellente, e ancora una volta una storia di viaggi nel tempo, anche se più tradizionale. Forse. Inghilterra elisabettiana, botanica, e l’orrore per l’integralismo religioso in ogni sua forma, e per il neoliberismo tramutato in divinità, una passione per il linguaggio, e per le idee. Bello!

E qui ci fermiamo – sono nove, e sono stati tutti pubblicati in italiano. Non credo li troverete facilmente ion libreria, ma magari in biblioteca sì. Ciascuno è un punto di partenza, non un punto di arrivo.
Ciascuno dimostra, io credo, che non ci si deve sentire in soggezione davanti alla fantascienza.
La fantascienza è nostra amica.
Come l’elettricità.
Avete forse soggezione del fulmine?
Buona caccia.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

11 thoughts on “Per vincere la soggezione

  1. Grazie per i suggerimenti (da appassionato per niente intimidito).

  2. Grazie per la preziosa segnalazione, mi segno tutti i titoli per una futura lettura.

  3. “Ah, e chi ha avuto l’idea di metterci in copertina lo “scontro cosmico” e i “popoli magici e misteriosi” andrebbe dato in pasto a Shai Hulud.”
    Ho riso, ma concordo pienamente. Andr ò a caccia di quelli che non ho letto, anche perchè apprezzoi gli attori che hai citato. Lieta che ti piaccia il ciclo di Chanur. E’ piaciuto molto anche a me.

    • Finora non ho trovato nessun libro della Cherryh che non mi sia piaciuto. Il ciclo di Chanur è ottimo, anche se continuo a preferire la trilogia del Sole Svanito.
      E buona caccia.
      Che titoli ti mancano?

  4. Per esempio, la trilogia del sole svanito…. io della Cherry ho letto solo il ciclo di Chanur.

    • Credo che in Italia sia la sua cosa più conosciuta.
      Però ha scritto tantissimo – e ancora scrive.
      C’è una serie, intitolata Foreigner, che al momento è arrivata a venti volumi, e da noi non l’hanno mai tradotta.
      Ma cercando per bancarelle si trova un sacco roba ottima.

  5. Ottimo articolo, grazie! Ottimi spunti per la lettura. Forse ho letto solo Dune della lista.
    Mi rendo conto di essere uno dei pochissimi al mondo che abbia apprezzato il film di Lynch 😀

  6. Io aggiungerei anche *The Martian* di Andy Weir 🙂

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