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Funeral Point, e altre storie

3 commenti

In un commento ad un post precedente mi è stato chiesto a che punto sia Funeral Point: Funeral Point sta bene e vi saluta tutti.
Ci sono tre storie delineate, e devo solo trovare il tempo e la voglia di scriverle.
Il lato positivo di Funeral Point è che ormai il grosso del lavoro di preparazione è fatto, e quindi posso tranquillamente scrivere ciascuna storia in una singola sessione.

FUNERAL POINT LOGO 1

Esiste però un rovescio della medaglia.
Che richiede una breve introduzione, per inquadrare il problema.

Nel momento in cui si scrive per pagare i conti, e si scrive narrativa seriale…
Ooops, correzione…
Nel momento in cui si scrive per pagare i conti, si deve scrivere narrativa seriale.

Un ebook venduto su Amazon a 1.99 frutta all’autore 57 centesimi. Un ebook a 2.99 frutta all’autore circa 1 euro e 70. Oltre la soglia del 2.99 a quanto pare esiste una barriera psicologica, per cui vendere un ebook a 3.99 o non pubblicarlo è più o meno la stessa cosa, per lo meno per la narrativa.
Ora che avete i numeri, date un’occhiata alla vostra ultima bolletta della luce, e fate due conti sul numero di copie che è necessario vendere per non farsi staccare i fili1.

Risposta: tanti.

Per questo motivo si scrive narrativa seriale – perché in questo modo abbiamo non la certezza, ma la speranza, che se il primo volume vende, allora venderanno anche gli altri. Non è una garanzia, non è un’assicurazione, ma è una ferma speranza.

E naturalmente è indispensabile conoscere il proprio pubblico – e il proprio pubblico lo si conosce attraverso due dati fondamentali: le vendite, e il feedback.
A questo punto, si procede per via darwiniana – si provano tante storie diverse, tutte serializzabili, si mettono sul mercato, e poi si prosegue con quelle che hanno il maggior riscontro, di vendite e di feedback positivo.
È sempre stato così.
È questo il motivo per cui ci sono serie che muoiono.
È il motivo per cui Howard smise di scrivere storie di Kull di Valusia quando parve evidente che i lettori (e Farsworth Wright) gradivano di più le storie di Conan.
È il motivo per cui esistono i numeri zero.
Si prova e si vede.
Non è una scienza esatta.

51OlT36YQkLOra, si parlava di Funeral Point.
Funeral Point mi piace, è divertente e facile da scrivere ed ha un sacco di potenziale. Ma la prima storia ha avuto riscontri molto molto bassi. Poche vendite, nessuna recensione, nessuna condivisione. Anche chi l’ha letta non l’ha trovata abbastanza interessante da volerne parlare in giro.
È un segnale che non posso ignorare: se ho del tempo per scrivere, devo scrivere qualcosa che interessi al pubblico abbastanza da investirci 1 euro e 99 e da parlarne in giro. E non è Funeral Point.

Il che, mi rendo conto, suona orribile, perché non c’è nulla di artistico o spirituale, in tutto questo. Non ci sono la Musa, l’ispirazione o il combattere i propri demoni. Tutto quello che c’è è una bolletta da pagare, e c’è un certo numero di ebook da vendere.
Immagino che questo contrasti con la narrativa vigente, quella del decaffeinato, il giro per bancarelle con la tipa e poi ascrivere nella notte, pieni di meraviglia.
La scrittura come lifestyle, non come lavoro.
Per me è un hobby.
Per me no, non più.
Ma immagino anche che se siete qui e state leggendo queste righe a voi interessi la realtà, non le favole.

Perciò torniamo alla realtà.

Allo stato attuale, le mie vendite sono tali da garantirmi la possibilità di pagare i conti, per quanto in ritardo. Non posso lamentarmi.
Ci sono però progetti che, al test del mercato, si sono dimostrati fallimentari.
Altri progetti hanno la priorità.
Semplicemente, il pubblico li ha graditi di più, e me lo ha dimostrato2.

Il caso di Funeral Point è particolare – lo sto pubblicando in italiano, ma lo scrivo in inglese, e ho un accordo col proprietario del setting per pubblicarne poi un volume unico in inglese quando uscirà la versione in inglese del gioco di ruolo.
Quindi non interromperò la scrittura.
Ma al momento Funeral Point in italiano non è prioritario – è un po’ il discorso che abbiamo fatto giorni addietro per AMARNA.
E mi dispiace moltissimo perché evidentemente qualcuno a cui Funeral Point interessa c’è, ed è stato bello scoprirlo.
E non ho intenzione di deluderlo o abbandonarlo.
Ma devo chiedergli di avere pazienza.


  1. il sollecito è arrivato stamattina 
  2. sempre in maniera molto discreta, naturalmente 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “Funeral Point, e altre storie

  1. Approfitto qui per fare una critica al sistema di recensioni di Amazon e di eBay (in primis cito questi due perché attualmente sono i principali gestori di commercio online). E scrivo in OT perché non c’entra col tuo articolo ma tu citavi giustamente la mancanza di feedback da parte dei lettori.
    Ti dico qual è il mio problema con le recensioni (e forse non sono l’unico): la pigrizia… relativa.
    Io divoro kb digitali di ebook al mese e non scrivo mai nessuna recensione. Lo facevo agli inizi ma poi ho mollato per un semplice, banale motivo: il titolo.
    Mi ricordo che quando recensivo un ebook o un articolo fisico acquistato in rete, mi divertivo un mondo nell’esprimere la mia opinione, davo l'”Invio” ma la recensione si bloccava perché il sistema voleva… il titolo! E “zio can” quanto detesto scervellarmi.per scrivere ogni volta il titolo della recensione che poi magari butti giù un “Bello” solo.per accontentare il bot ma lo stesso ti fa presente che il titolo deve possedere almeno 37 caratteri (ironizzo) altrimenti non posso proseguire…
    Una, due, tre volte, alla fine ho mandato a quel paese le recensioni purtroppo per i venditori e gli onesti autori. Non è una cosa bella ma proprio non riesco a concepire il dovere di stare a fare il pelo (da parte del bot) per ogni recensione anche perché quello che conta non è il titolo della stessa ma il feedback espresso dall’acquirente/fan/lettore.

    • Amazon ha spesso delle regole non proprio chiarissime.
      Ma non è il caso di disperarsi o sentirsi in colpa: chi posta recensioni fasulle a testi inammissibili, il titolo lo trova sempre 😉

  2. Eccomi
    Faccio outing
    Io sono fra quelli interessati ma non ho ancora nemmeno aperto amazon da quando hai segnalato l’uscita.
    purtroppo sono anch’io fra quelli con le bollette alla porta e il tempo disponibile è pochissimo

    Però mi fa piacerissimo il fatto che, in spare time, tu porti avanti il progetto.

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