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La cuociriso elettrica

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Si era detto di fare un post sulla cuociriso – un po’ perché lo sappiamo che non è sempre caviale (a volte è riso), un po’ perché a quanto pare questo si sta trasformando in un lifestyle blog, un po’ perché ancora una volta questo aggeggio non ha una sua pagina Wikipedia in italiano.
E chissà poi perché.

Traduciamo allora la Wikipedia degli inglesi, tanto per aver chiaro di cosa stiamo parlando…

Una cuociriso o cuociriso a vapore è un elettrodomestico da cucina progettato per bollire o cuocere a vapore il riso. Consiste di una fonte di calore, una ciotola di cottura e un termostato. Il termostato misura la temperatura della ciotola di cottura e controlla il calore. Le cuociriso più complesse possono avere molti più sensori e altri componenti e possono essere multiuso. […] Il termine cuociriso era precedentemente applicato a utensili per la cottura del riso dedicati non automatizzati, che hanno una storia antica (una cuociriso a vapore in ceramica risalente al 1250 aC è esposta nel British Museum). Ora il termine si applica principalmente ad elettrodomestici automatici. Le cuociriso elettriche sono state sviluppate in Giappone, dove sono conosciute come suihanki (炊 飯 器).

Bello liscio.

Ma ci mettiamo subito un avviso – esiste anche una cosa chiamata cuociriso per il microonde, di base un contenitore speciale in plastica per la cottura del riso in microonde. Non mi occuperò di quello, in questo post.

120650210136La cuociriso come la intendiamo noi, versione da fornello, venne studiata come parte del kit dell’esercito giapponese durante la seconda guerra mondiale. Era una cosa un po’ spartana, che pareva una delle nostre gavette, ma aveva una doppia camera per la cottura al vapore del riso.
Poi nel 1945 la Mitsubishi ne mise in commercio un modello elettrico  abbastanza primitivo.

BsBS6GxIYAENpNxLa cuociriso elettrica moderna venne inventata da Yoshitada Minami, che lavorava per la Toshiba, e fu perciò la Toshiba a commercializzare l’apparecchio a partire dal 1956, assestandosi in capo a un paio d’anni sulle 200.000 unità vendute al mese. Nelle case giapponesi è come per noi italiani la Moka, o qualcosa del genere.

E in Cina nel solo 2015 ne sono stati venduti 320 milioni di unità (quasi il doppio rispetto al 2011).

Ora, a parte film e cartoni animati giapponesi, io la cuociriso l’ho scoperta grazie a Roger Ebert, il critico cinematografico. Negli ultimi anni della sua vita, Ebert venne colpito da un cancro alla mandibola che venne operato, ma che compromise notevolmente la sua capacità di nutrirsi normalmente.
La cuociriso giapponese permise a Ebert di variare la propria dieta e non ridursi a vivere di omogeneizzati come RoboCop.

Gran parte di ciò che so sulla cuociriso l’ho imparato da un articolo che Ebert scrisse, intitolato The Pot and How to Use It. Per il vostro diletto, ne traduco una parte non essenziale, perché è Roger Ebert, e io a Roger Ebert devo tanto.

Per prima cosa, trovati una cuociriso. Hai bisogno modello più semplice che esiste. Viene fornita con due velocità: Cuoci e Scalda. Non è costosa. Ora sei pronto per cucinare i tuoi pasti per il resto della tua vita su un metro quadrato quadrato di bancone, più un tagliere. No, non ti sto mettendo a dieta a base di riso. Mangia quello che ti pare. Sto pensando a te, studente nella tua stanza del dormitorio. A te, scrittore solitario, artista, musicista, vasaio, idraulico, costruttore, eremita. A voi, genitori con figli. A te, guardiano notturno. A te, ossessionato programmatore di computer o stanco web-worker. A voi amanti che amano cucinare insieme ma non vogliono mettere nulla nel forno. A te, nel programma di protezione dei testimoni. A te, fissato della nutrizione. A te, su una sedia a rotelle. E a te, che servi in Iraq o in Afghanistan. A te, persona con un budget limitato che vuole cibo sano. A te, che vivi chiuso in casa. A te, reduce della campagna elettorale. A te, critico cinematografico al Sundance. A te, operatrice del sesso che aspetta che squilli il telefono. A te, operaio in fabbrica, stufo dei pasti surgelati. A voi, gente che compare nel documentario di Werner Herzog sulla vita al Polo Sud. A te, mattiniero che salta la colazione. A te, adolescente a casa da solo. A te, rabbino, pastore, prete, suora, cameriera, organizzatore di comunità, monaco, infermiera, attore alla fame, tassista, autista di Tir. Sì, a te, lettore del secondo blog meglio scritto su internet.

51XPYn78GQL._SX258_BO1,204,203,200_Il punto sostanziale dell’articolo di Ebert è che la cuociriso non si usa solo per cuocere il riso. È alla fine una macchina studiata per la cottura al vapore – per il riso è facile, perché ci sono le istruzioni, e quindi sapete come muovervi con le quantità. Per cose come gli spinaci, le pesche, il petto di pollo, la trota, i fusilli… beh, dovrete inventare, vi dice Ebert. Fate degli esperimenti per determinare tempi e quantità. O comprate il libro. Perché il post di Ebert divenne un libro, col contributo delle ricette dei suoi lettori. Metto qui il link, tanto lo so che non lo comperate.
E in effetti Ebert era meglio quando scriveva di cinema.

E parlando di link commerciali – esattamente come Ebert, anch’io consiglio una cuociriso economica e semplice, di formato medio o standard, attorno ai due litri di capacità, adatta per una famiglia. Ebert giurava e spergiurava sulle cuociriso prodotte dalla giapponese Zojirushi, semplicemente perché erano semplici e costavano poco.
È una buona filosofia. 611WysPL+lL._SL1171_Facendo un giro su Amazon, la più desiderabile, se si vuole sperimentare, sembra essere la Russell Hobbs 19750-56, che ha un nome come un fucile da cecchino, ma è solida, e viene fornita con un vassoio per la cottura a vapore di cose che non siano il riso, e si vende a circa trenta euro. Il link commerciale per vendere la vostra anima a mio nome al Grande Diavolo Amazon è questo.

La mia cuociriso è abbastanza simile, ma è un modello “giapponese” a pressione acquistato da Lidl, come al solito1, per qualcosa come venti o trenta euro.

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9240Il procedimento – ci buttate dentro il riso, ci buttate dentro l’acqua, aggiungete eventuali ingredienti (magari ripassati prima in padella, come nel caso del risotto ai funghi “alla Ebert”), e la fate partire.
Il riso viene misurato in tazze (la tazza viene fornita con l’aggeggio, di solito) e di solito raddoppia il proprio volume dopo la cottura, per cui una tazza di riso crudo produrrà due tazze di riso cotto. Nella maggior parte dei casi conviene sciacquare il riso prima della cottura per facilitare successivamente la pulitura dell’apparecchio.

Screenshot from 2018-08-23 23-55-26Diversi tipi di riso richiedono quantità di acqua differenti per la cottura – consultate il manuale. Potete usare anche i risi pronti o quei risotti/farrotti “tutto compreso” che si trovano al supermercato. Potete condire il riso come vi pare. Potete aggiungerci verdure, carne, pesce, cose strane.

A differenza dello slow cooker, la cuociriso può essere un po’ più complicata da pulire, e salare eccessivamente l’acqua rischia di causare incrostazioni nel sistema di scarico del vapore o all’interno.  Idem per i condimenti aggiunti.
Questo è il principale caveat – ed il principale motivo per scegliere un modello semplice con poche parti mobili e un design elementare.

Domanda fondamentale: Serve davvero, una cuociriso?
788fd4ad428f4c76f0e7d6416b9c0996La risposta è, sostanzialmente, dipende.
Se mangiate molto riso, se volete sperimentare con la cucina a vapore, allora sì. Magari dovete seguire una dieta iposodica, o ad alto contenuto di proteine e basso contenuto di grassi. Allora la cuociriso può essere una buona idea. Lo stesso vale se dovete seguire una dieta senza glutine.
Se per voi invece il risotto è una cosa che capita agli altri, e al limite buttate due pugni di riso nella pentola e li fate bollire, probabilmente l’aggeggio non fa per voi.

Ma certo, c’è chi nella cuociriso ci fa i dolci, il pane, il pollo farro e funghi, la frittata, la torta di mele …

Io personalmente dovendo fare una scelta, fra cuociriso e slow cooker, scelgo lo slow-cooker. Ma la cuociriso è comoda. Io sono un abbondante consumatore di riso, e la possibilità di avere il riso pronto senza doverlo stare ad accudire, e poi avere la macchina che tiene in caldo quello che avanza, per me è una grande comodità.

Altra domanda – ma quanto consuma?
Attorno ai 700 watt all’ora, e la cottura dura dai 10 minuti all’ora a seconda dei casi. La funzione scaldavivande per tenere il riso in caldo naturalmente allunga la durata del funzionamento, e alza il consumo (e i costi in bolletta).
Ma se siete per le cose cotte e mangiate, alla fine non vi arriva una bolletta feroce.

Come nel caso dello slow cooker, la cuociriso è un aggeggio che diventa tanto più utile quanto più ci si ingegna a trovargli degli usi alternativi attraverso la sperimentazione. Il che, considerando che si tratta di un pezzo di elettronica giapponese  derivato da una tecnologia militare, è molto cyberpunk, a suo modo.
The street has its use for technology, diceva William Gibson.


  1. incidentalmente, l’elettronica di Lidl, nonostante gli house brand, è di solito prodotta dalla Mitsubishi. Per cui diciamo che è abbastanza affidabile, nonostante i prezzi modici; aggiungo che Lidl non è che mi paga – semplicemente è il supermercato più comodo e col miglior rapporto qualità/prezzo qui fra queste colline. Certo, una sponsorizzazione non sarebbe male… 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

10 thoughts on “La cuociriso elettrica

  1. Grazie!!! Sei stato rapidissimo al solito.
    Mi fa molto piacere leggere questo articolo. Mi rimanda all’adolescenza (e al post adolescenza) delle estati iniziate alla fine degli anni ’80 e proseguite negli anni ’90. Nelle sperdute colline tra Siena e Grosseto (certo, molto diverso dalla tua Valle del Belbo ma sicuramente per molti versi intessuta di una trama lo stesso sanguigna e selvaggia) in un duro e antico paese “metallifero” attendevo questo breve periodo per giocare di ruolo nei torridi pomeriggi e le notti estive. Ospitavo amici da Roma e spesso li nutrivo io stesso con cibi preparati secondo la tradizione toscana e appresi direttamente dagli “indigeni”. Poi ad un certo punto, verso agosto, giungeva in paese la famiglia di uno dei miei più cari amici “romani” e la madre, vietnamita, ci deliziava ricambiando l’ospitalità da me offerta con dei meravigliosi polli al curry (non solo quelli chiaramente) serviti con un riso dall’aroma inconfondibilmente esotico (e un curry che non sono mai riuscito a rifare così gustoso e delicato… ma oggi sono felice del mio). E la signora mi presentò quella che chiamava una ricecooker, che mi disse essere “carissima!” ma lo stesso un investimento per la vita (ricordo che siamo alla fine degli anni Ottanta, giusto per rifare capolino su di un articolo precedente qui pubblicato da Davide rispetto al riparare gli elettrodomestici e molto altro). Ma mi disse anche che molta differenza sul risultato la faceva la qualità di riso che vi si metteva dentro a cuocere. Io fo da sponsor alla coop (anzi “iccoppe” come si usa dire qui in Val d’Elsa, anche se ultimamente tendo a criticarla molto!!!) e qui la scelta dei risi… insomma non so. Per questo ti chiedevo quale tu usassi e perché proprio quella qualità.
    Tornando alle estati torride delle Colline Metallifere: la casa della signora vietnamita era la casa degli odori. Non solo il cibo aveva sempre un odore raffinato ma anche gli ambienti. è incredibile quanto mi sia ristupito, in età avanzata, di quanto io abbia sottovaluto la capacità impressionante dell’olfatto sulla memoria emotiva.

    • Grazie per questo contributo, che è davvero un piacere leggere.
      E mi fa piacere che il post sia stato gradito – oggi le cuociriso costano molto meno – credo che negli anni ’80 si dovessero ancora acquistare d’importazione in qualche negozio elegante di ammennicoli fetish per la cucina 🙂

  2. Io ho proprio quel modello Russell Hobbs, e ormai ci preparo di tutto, dalle patate agli asparagi, alternandola alla vaporiera da fornello. Costa poco ed è facile da pulire.

    • Grazie per latestimonianza. Sarà che a me non piace lavare i piatti (e non abbiamo una lavastoviglie), ma io trovo sempre pulire la cuociriso una gran rottura… 😀

      • Per questo l’alterno a quella da fornello, per fare pesce, verdure o patate: se ho tempo per spugna e detersivo, uso la RH, se non ho tempo, fornello e via di lavastoviglie 😉

  3. Io me la sono sempre cavata con i trucchi di casalinga giapponese che mi aveva passato una giapponese per cuocere il riso (mi aveva consigliato anche di aggiungere alghe al riso italiano per dargli più sapore) ma capisco benissimo il discorso sulla comodità: in effetti in una cucina asiatica, che sono in miniatura e spesso mancano di fornelli decenti o forno,
    un accessorio del genere è un must have.

  4. Una domanda, visto che mi sono ritrovato a cambiare drasticamente dieta e ad aumentare il consumo di riso, verdure e carne, abbandonando completamente la pasta e il pesce, mi converrebbe prendere una cuociriso e uno slow-cooker o il riso posso farlo tranquillamente con lo slow-cooker?

    • Il riso nello slow cooker è piuttosto scomod, perché se cicchi i tempi, ti ritrovi con della colla da manifesti. E purtroppo sbagliare tempi col riso nello slow cooker è abbastanza facile (been there, done that).
      Dei due eletttrodomestici, lo slow cooker è il più versatile, ma ci sonocose sulle quali non è il massimo.

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