strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Sociopatici per colpa degli altri

16 commenti

Ho riflettuto a lungo prima di scrivere questo post.
La cosa è andata così – WordPress mi fornisce abbondanti statistiche sui miei post. Quante volte vengono visualizzati, da che nazione arrivano i miei lettori (abbiamo un paio di lettori a Hong Kong), trend, medie ed elenchi dei post più visualizzati.
Ma anche che link sono stati cliccati e attraverso quali link i miei lettori arrivano su strategie: Facebook, il servizio di news di WordPress, Google, giù giù fino ai singoli siti e blog che hanno condiviso qualcosa di mio.
Ed è così che dando un’occhiata alle statistiche della settimana uscente, trovo un picco di visite da un forum.
E vado a dare un’occhiata, per vedere quale dei miei post è stato linkato, e in quale contesto.
Mi aspetto, dal titolo del forum, di trovarmi davanti ad una comunità di nerd.
E invece capito su una comunità di incel de no’antri.

Nel caso ve li foste persi, dice Wikipedia

Il termine incel è un neologismo della cultura Internet che deriva dall’unione dei termini inglesi “involuntary” e “celibate”, traducibile in italiano come “celibe involontario”, e coloro che vi si autodefiniscono tali sostengono di non riuscire a trovare un partner sessuale nonostante ne desiderino uno.

… e qui c’è un problema di traduzione – che potrebbe essere familiare a chi si fosse trovato a compilare un curriculum in inglese: celibate e celibe non sono la stessa cosa.
In italiano, celibe significa “non ammogliato”, come uno scapolo.
In inglese, celibate è “persona che si astiene dai rapporti sessuali”, come un monaco.1

Quindi gli incel sarebbero, a voler essere completamente corretti, quelli che non scopano per colpa di qualcun altro.
E sarebbe facile liquidarli come dei segaioli sfigati (per usare un termine tecnico), ma la faccenda è molto più complicata di così.

Il forum in questione è un campionario di ignoranza e pregiudizi, misoginia e sociopatia.
I partecipanti misurano il proprio aspetto mediante una scala a punti, ed applicano la medesima scala alla popolazione femminile, per poi incunearsi in discussioni agghiaccianti, per decidere se valga la pena portarsi a letto una 3.5 pur di non restare vergini, tanto una sopra il 4 non li considererà mai, e poi comunque concordare sul fatto che anche la 3.5 comunque ti disprezza.

Ce n’è per tutti.
Le donne sono tutte universalmente delle avide manipolatrici affamate di sesso, e cattive.
Chiunque abbia una vita sessuale è o uno sciocco che viene manipolato (e quindi magari dice che scopa ma non è vero), o un troglodita superdotato, o uno che paga.
Le persone di colore vengono odiate, perché inerentemente superiori al maschio bianco (”sono più veloci”, osserva un partecipante, e “hanno una voce più adatta al canto”), ma anche sostanzialmente inferiori perché “la storia ci insegna” che l’uomo bianco è superiore. Ma pare sia OK “stimare” cantanti e attori di colore.

Ma a questo punto, si domanda uno di loro, vista la naturale inferiorità sia del maschio di colore che della femmina in generale, è meglio essere un uomo di colore o una donna bianca?

C’è anche spazio per parlare di femminicidio, descritto da uno dei partecipanti al forum come “la natura che segue il suo corso” in quei casi in cui una donna scelga un partner che non sia lui. C’è chi osserva che “nessuna donna è mai stata uccisa da un incel” (falso, tra l’altro) perché, gli dicono, le donne con gli incel non ci vanno. Ma arriva subito quello che puntualizza che di donne da ammazzare ce ne sono tante, se uno ha voglia.

Non è Black Mirror.
Non è Philip K. Dick.
È, sostanzialmente, il lato peggiore dell’adolescenza, esteso all’infinito.
Sono i discorsi da ragazzini che hanno letto troppi fumetti sconci e guardato troppi film “per adulti” e si sono costruiti su quello la propria realtà.
Succede.
Nella vita normale, i più crescono.
Incontrano persone, parlano, si confrontano, cambiano.
Imparano. Magari dolorosamente, ma crescono.

how-to-deal-with-irritation-and-frustration

Ma in un forum come questo, l’unico confronto è con altri adolescenti frustrati. Quell’orrenda miscela di ignoranza, pregiudizio, misoginia e frustrazione viene coltivata, codificata con tabelle e schemi e statistiche2, giustificata ed elevata a realtà, a stile di vita. Ha un suo linguaggio, le sue categorie, i suoi modelli.
Uno stile di vita che presuppone la propria immutabilità.
La possibilità di crescere e diventare individui funzionali è negata nelle premesse del modello: sei sfigato, lo sarai per sempre, e la colpa è “degli altri”.
Una palestra per sociopatici.
Un vivaio per potenziali serial killer.

Poi sì, certo, OK, è un forum di frustrati – è probabile (abbiamo le statistiche) che due su tre siano falsi profili, e che ci sia un sacco di gente che alla fine fa botta e risposta in solitaria.
E sì, certo, la maggior parte di questi discorsi sono fanfaronate da piccoli perdenti che si vogliono atteggiare a duri, a “uomini veri” che sanno “come vanno queste cose”. Fanno gli uomini di mondo raccontando di aver avuto rapporti sessuali “con una pro” e si scambiano reciproche pacche sulla spalla dopo aver dichiarato la propria frustrazione sessuale.

Non c’è rapporto umano che sopravviva – tutto è pessimo, le donne non ti considerano, gli amici ti tradiscono appena vengono abbindolati da una femmina.
Nessuno, stranamente, parla della propria famiglia.
Niente fratelli o sorelle, niente genitori.

È un gioco di ruolo, certo, ma per esperienza personale sappiamo in tanti che il gioco di ruolo incide sulla nostra personalità.
E se è vero che non si può passare un pomeriggio alla settimana per dieci anni nei panni di un eroe a salvare il mondo senza che un briciolo di quei principi ci resti appiccicato addosso, allora è anche vero che non si possonopassare un paio d’ore al giorno a comportarsi da misogini stronzi senza che un po’ di quella misoginia e di quella stronzaggine ci restino addosso.

E c’è qualcosa che mi agghiaccia ancora di più, ed è la cultura che ha prodotto questo tipo di comunità.
Perché se un adolescente bullizzato deve cercare su un forum di sociopatici un aiuto – che arriva nella forma di un consiglio a reagire con violenza, in modo che i bulli “si cerchinoi una preda più facile” – se davvero questa è la sola risorsa a sua disposizione, la domanda è: che ne è delle altre?
La famiglia, la scuola, gli amici…
È lì probabilmente che il sistema comincia a fallire.
Per cui forse sì, la colpa è degli altri.
Ma è una magrissima consolazione, non credete?

postbanale1PS: Ah, sì, e nel caso foste curiosi, il mio post condiviso è questo – solo che lo hanno preso sul serio. Il banner sulla Giornata del Post Banale non è bastato, a metterli sull’avviso.
Come diceva quel tale, quando tutto ciò che hai è un martello, ogni cosa sembra un chiodo.
Si chiama confirmation bias.


  1. e sì, ci si potrebbero fare delle interessanti considerazioni sociologiche, sul perché ci sia stato questo shift semantico. 
  2. farlocche; fidatevi, ho usato alcuni di quei grafici quando insegnavo statistica, per spiegare perché sono fasulli, e come fare a capirlo. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

16 thoughts on “Sociopatici per colpa degli altri

  1. Vado a vedere. Mi hai incuriosita

  2. Io ho letto storie assurde su sta gente, tipo che alcuni si martellano la mascella per
    farla sembrare più quadrata ed avere quindi un aspetto più “virile”. O altri che si fanno paranoie assurde sulla circonferenza del polso non ricordo per quale motivo.

    • Sì, a quanto pare c’è tutta una ricca letteratura di idiozie a cui questi poverelli credono ciecamente, che legano il successo dell’individuo alle proporzioni fisiche.
      E sulla circonferenza del polso potrei avanzare delle ipotesi, ma non con delle signore presenti.

  3. È meglio essere un uomo di colore o una donna bianca?
    Beh, con gente così… è meglio essere molto lontani!
    Che ambiente strano e spaventoso hai trovato; spero che quelle persone trovino una prospettiva più interessante e argomenti migliori di quelli che hai elencato.
    Ora voglio leggere il post banale 🙂

  4. Ho riletto il tuo post (una perla di ironia, tra l’altro), ma poi, siccome sono maledettamente simile a una scimmia curiosa, ho fatto ricerche.
    E ho individuato il forum, chiaramente.
    E’ una cosa agghiacciante, con della roba illeggibile. E in alcuni casi secondo me ci sono gli estremi per indagare l’intera community per istigazione al suicidio. Evidentemente, come dici tu, la comunità educante di queste persone ha fallito. Da qualche parte, in qualche modo, per qualche motivo, ma ha fallito. E quello che temo è che continui a fallire, perché in un loop di inconsapevolezza e arroganza, i singoli componenti della comunità educante continuano a pensare che sia colpa di qualcun altro…

  5. Il fenomeno degli incel, per quanto al momento sia più sviluppato negli Stati Uniti, è molto preoccupante. Non metto link per rispettare la tradizione, ma Elisa Cuter ha scritto un articolo piuttosto esaustivo su Not, in caso qualcuno fosse interessato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.