strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Senza Storia

13 commenti

Immagino abbiate sentito dell’abolizione della Storia come argomento del tema di maturità.
La motivazione è, a quanto pare, la scarsa popolarità dell’argomento fra gli studenti

“Nei dieci esami di Stato dal 2008 al 2017 ben otto volte il tema storico è stato praticamente ignorato.Facendo una media complessiva, solamente il 3% dei maturandi ci si è cimentato.”

E allora lo si taglia.

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Ma non ci si deve strappare i capelli, ci dicono – i ragazzi che lo vorranno, potranno ancora affrontare temi storici nel tema libero.
Evviva.
Ma per intanto, segnaliamo ai ragazzi che lo studio della storia è sostanzialmente inutile. Tanto non te lo chiedono all’esame, gusto?

Ora, sulla scarsa popolarità dei temi storici io ricordo la mia esperienza, quando i dinosauri dominavano la terra, e ci veniva detto che scegliere il tema storico alla maturità era pericoloso, perché rischiava di diventare un tema ideologico, e se il commissario di italiano non la vedeva nello stesso modo in cui lo vedevamo noi, potevano essere dolori.
Naturalmente da allora i tempi sono cambiati, e le modalità di esame anche. Ma sarà un caso che il più snobbato tema storico di sempre sia quello del 2010, sulle Foibe?

E io da queste parti di solito segnalo come noi si sia vittima, come cultura e come civiltà, di una fortissima paura del futuro. Il declassamento della storia a materia di serie B rappresenta la controparte speculare di questo problema – il disinteresse per il passato. Il risultato è quel presente esteso in cui così in tanti si sentono intrappolati.

“Il passato non può insegnarci nulla,” mi rise in faccia beffardo un commilitone, tanti anni addietro. Lui era unlaureando in filosofia, certe cose le sapeva1.
Io non credo.
Io col passato ci ho lavorato, l’ho toccato, ne ho dei pezzi sullo scaffale.
Mi ha insegnato qualcosa?
Credo di sì.

La storia non ci dice solo dove stiamo, ma ci fornisce degi indizi sul perché siamo qui, in queste condizioni, con questi problemi.
51b-cQd7RHLC’è un bel libro, che vi consiglio, e si intitola Prisoners of Geography: Ten Maps that explain the world, di Tim Marshall – in italiano lo hanno intitolato Le 10 mappe che spiegano il mondo, togliendo il riferimento alla geografia, perché… bah, chissà perchè.
Lo pubblica Garzanti.
Si tratta di un testo che mostra il legame strettissimo fra la geografia, che è qualcosa di concreto, è montagne e pianure e fiumi, la storia, che è invece qualcosa di labile, una memoria, e l’attuale stato del mondo, che è quel qui ed ora che pare sia l’unica cosa importante.
Se vogliamo capire quel qui ed ora è indispensabile conoscere la Storia e la Geografia. Non solo la data della battaglia di Waterloo, o il principale prodotto esportato dal Brasile. Non sono quelle, Storia e Geografia.
È necessario esplorarne i legami, approfondirne le ramificazioni – è questo che si dovrebbe fare a scuola.
E non si dovrebbero evitare argomenti perché “ideologicamente sensibili”.

E mi direte hey, hanno solo tolto una prova d’esame, mica hanno abolito la materia.
Ma come dicevo sopra, eliminando la prova d’esame, si segnala ai ragazzi che quella materia non è prioritaria.
Come mi disse un ragazzo al quale davo lezioni di Inglese, mentre gli spiegavo un po’ di fatti di contorno su William Shakespeare per inquadrare Macbeth

Senti, tutto questo sarà anche interessante, ma io devo passare l’orale domani, queste cose non sono necessarie, a me chiedono il riassunto della trama.

Lo abiamo sempre fatto? Probabilmente sì.
Devo prendere la sufficienza, non imparare delle cose.
È per questo che vado a scuola, giusto? Per prendere dei bei voti e poi uscirne il prima possibile. Per cui se non è argomento d’esame, chissenefrega.

Io credo che sia una scelta terribile.
Ma d’altra parte a me piace la storia. Mi è sempre piaciuta.
Che vita triste faranno questi ragazzi, sospesi in un eterno presente senza gli strumenti per capirlo.
E che scelte faranno nellapropria vita? E basate su cosa?
Solo ed esclusivamente sulle loro immediate esperienze personali?
Sarà un disastro, vero?


  1. sì, l’Aeronatica era dopotutto il corpo tecnico delle forze armate italiane. Le nostre camerate pullulavano di intellettuali, e si facevano discorsi di un certo livello. O si giocava a Dungeons & Dragons. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

13 thoughts on “Senza Storia

  1. Se la popolarità di una materia è così vitale, perché non levare anche la prova di matematica?
    Un bel tema, tipo “Il mio cane/gatto, che cose buffe fa!” sarebbe di certo apprezzato!
    Certo, aiuterebbe insegnare la storia a un livello meno da quizzone preserale, io ricordo che a studiare storia mi addormentavo, era un esercizio di compilazione database (data – evento) e ho sempre odiato mandare a memoria le informazioni. Inoltre, anche solo arrivare al 1900 fu un’impresa…

    • Il modo in cui si insegna qualunque materia è critico.
      Molto dipende dai programmi ministeriali, una buona fetta di responsabilità ce l’hanno gli insegnanti, che per tanti motivi spesso sono demotivati.
      Considerare la scuola come un accessorio e non come una voce fondamentale in bilancio è probabilmente alla radice di tutto questo.

  2. Quasi ogni giorno un piccolo tassello si aggiunge al sempre più inquietante mosaico del nostro attuale vivere. Ho sempre più paura per i bambini e i giovani, cittadini di domani. 😦

  3. Buongiorno a tutti. Scusate se posto questa mia, ma credo che possa interessare.
    Vivo e abito nelle case popolari, a Milano, ed è SPAVENTOSO sentire genitori e figli
    che non sanno NIENTE della storia, per esempio della storia d’Italia. Io non sono un
    erudito, ma almeno alle superiori ci hanno insegnato a leggere, e in modo critico anche
    (l’era geologica di quando ho fatto le superiori forse era il Precambriano… :-))
    Boh. Come che sia, ho paura anche io.
    Grazie.
    saluti
    max

  4. A scuola ho detestato quasi tutte le materie e se non fossi stato un divoratore di fantascienza e affini oggi disprezzerei anche la lettura, probabilmente. La storia… ne intuivo il fascino, ma poi di fronte ai rigori del mio liceo classico, persi ogni interesse. Non avevo il tempo di apprezzarla, dovevo ingegnarmi per sopravvivere alle prove. E così via per quanto riguarda filosofia, greco, latino, ecc. Una istruzione in stile oche ingozzate.
    A volte penso, con iperbolico gusto del paradosso, che estirpando dal sistema scolastico, le si presti un servizio. Anche se so che alla fine tutto dipende dagli insegnanti. Come dice Galimberti, i maestri e le maestre dovrebbero ricevere lo stipendio dei docenti universitari e viceversa. Stesso discorso per i prof, a patto che prima dell’assunzione si sottopongano a prove attitudinali e test psicologici. A quel punto ok: storia, musica, arte… tutto! Altrimenti tanto vale il silenzio.
    La storia si insegna con il carisma, proprio come ogni altra materia. O coi cialtroni, ma questa è un’altra storia.

    • Il grosso problema del sistema scolastico – qualunque sistema scolastico – è la valutazione e certificazione dei risultati. Perché richiede una standardizzazione, una formula.
      E di solito favorisce il nozionismo e lo studiare per passare l’esame, non per imparare.
      Consideranto i mezzi tecnologici e la facilità di accesso alle informazioni, sarebbe possibile provare a usare approcci diversi. La scuola steineriana, ad esempio. O il gioco del mondo di Bucky Fuller.
      Ma questa è davvero fantascienza.

  5. Onestamente li capisco anche se vogliono andarsene il prima possibile dalla scuola. Dopo anni con le stesse persone che vedi tutti i giorni, professori umorali e materie interessanti ma banalizzate da un approccio allo studio nozionistico, non puoi che sognare il giorno del diploma. Detto questo, a me la storia è sempre piaciuta ma l’ho studiata per comprendere determinate scelte storiche e ho cominciata ad amare per contestualizzare i romanzi che leggevo: studiarla per sapere fatti e date mi è sempre sembrata una scelta sterile e alla lunga ha ammazzato l’entusiasmo di molti studenti.

    • L’ossessione per le date è dovuta alla necessità di avere degli standard per poter valutare la preparazione col minimo fastidio. La data o la sai o non la sai – non serve neanche un buon insegnante per decidere se darti la sufficienza o meno.
      Per questo bisognerebbe rivedere radicalmente l’approccio all’insegnamento.

  6. M’ero persa questa notizia… in effetti, approcci diversi farebbero molto bene all scuola…Ma hai ragione, è ancora fantascienza, Io spero che ci si arrivi…

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