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Settimana del Pianeta Terra: Solastalgia Portami Via

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Oggi comincia la Settimana del Pianeta Terra, e noi parliamo di solastalgia – era in programma come podcast per Cartoline dalla Periferia, ma poiché quel progetto è al momento in sospeso, e poiché si tratta di un argomento importante, eccoci qui.

Cos’è la solastalgia?
La definizione da manuale è

Una forma di disagio psicologico o esistenziale causato dal cambiamento ambientale.

Il genere di sentimento che sta alle spalle del classico una volta qui era tutta campagna, in altre parole.

E prima che qualcuno parta per la tangente, il cambiamento ambientale non è necessariamente quello legato all’attuale crisi climatica (della quale, magari, parleremo in settimana). Potrebbe trattarsi di qualcosa di più localizzato e diverso: la devastazione portata da un terremoto o da un’alluvione, o anche semplicemente vedere un paesaggio al quale eravamo legati sconvolto da opere architettoniche invasive, o processi industriali distruttivi.

“Solastalgia è quando il tuo senso endemico del luogo viene violato”.

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Una volta qui c’era il mare.

La solastalgia si esprime come un senso di ansia e di paura, un pervasivo senso di disasgio che è difficile identificare – perché è il genere di cosa di cui non ci hanno parlato.
Conosciamo lo stress post-traumatico, la depressione, gli effetti del mobbing… ma gli effetti del vedere il nostro ambiente stravolto? Quello no, non lo abbiamo preso in considerazione fino a che, nel 2003, il filosofo Glenn Albrecht non cominciò a fare degli studi a riguardo.

Dal lavoro di Albrecht e dei suoi successori si rilevano alcuni tratti caratteristici della solastalgia.

Che colpisce più facilmente coloro che sono strettamente legati all’ambiente che viene alterato – e quindi la solastalgia è più diffusa nelle aree rurali che in quelle urbane1.
Allo stesso modo, le fasce più deboli socialmente sono più sensibili agli effetti della solastalgia. Gli anziani più facilmente dei giovani. Chi è fortemente stanziale più di chi è abituato a spostarsi.

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E penso a questo punto alle verdi colline dell’Astigianistan, l’area più povera del Piemonte, e il territorio in Italia più interessato da fenomeni di disagio psicologico, la provincia col record dei suicidi.
Un territorio dove la sopravvivenza è sempre stata legata alle attività agricole, e il rispetto per il territorio è sempre stato una preoccupazione secondaria – si dice che quando gli ispettori UNESCO fecero il primo sopralluogo di queste terre per valutarne il titolo di Patrimonio dell’Umanità, gli amministratori locali li portarono a vedere i capannoni.
Penso alla ferocia stemperata di disperazione con la quale la popolazione locale resta aggrappata al passato – una volta qui c’era tutto.
Penso a mio padre, che si rifugiò in queste terre quando le cose cominciarono ad andar male, e sprofondò nella depressione perché il posto in cui era cresciuto da bambino “non era più come prima”.

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La solastalgia, che dal 2015 è riconosciuta dall’Organizzazione Internazionale della Sanità come una delel conseguenze sulla salute fisica e mentale del cambiamento climatico in atto, è un fenomeno trasversale – e se è vero che essere ricchi aiuta2, la solastalgia può colpire chiunque, nei paesi industrializzati come in quelli in via di sviluppo.
La solastalgia non fa differenze di età – anche se i giovani sono avvantaggiati, perché si possono adattare a un nuovo ambiente, possono andarsene e rifarsi una vita, per così dire. La solastalgia è un’afflizione a pari opportunità, colpisce sia gli uomini che le donne.
Ed è difficile da identificare, perché ha una causa “distante” – la nostra vita è sempre quella, no? OK; non possiamo più farci una passeggiata nel parco perché non c’è più il parco, ma chessaràmai?…

La solastalgia solleva un punto interessante nel momento in cui cerchiamo un rimedio.
È dimostrabile che una passeggiata in un ambiente sano ci può aiutare, che parchi e luoghi protetti sono la cura di cui abbiamo bisogno. Il che sembrerebbe indicare che, come individui, il nostro legame con l’ambiente è “generico” – non serve necessariamente che sia l’ambiente in cui siamo cresciuti, ad essere ripristinato, per rimetterci in sesto. Basta un ambienta naturale sano.

La solastalgia è ancora in fase di studio e definizione – è stata osservata dall’Africa al Galles, da territori devastati da eruzioni vulcaniche e siccità a aree soggette allo strip mining.
È una realtà.
Ed è probabilmente un segnale al quale dovremmo prestare attenzione.
È anche una parola che diventerà molto familiare negli anni a venire.


  1. ma può esistere, mi domando, anche una reazione solastalgica al degrado urbano? Sembrerebbe probabile. 
  2. ci sono casi in cui essere ricchi non aiuta? 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “Settimana del Pianeta Terra: Solastalgia Portami Via

  1. Oggi ho imparato qualcosa che mi riguarda da vicino, ti ringrazio. Vivo nella comunità montana più piccola del Piemonte e sento che questo paesaggio pralpino inalterato da decenni grazie alla suo status di Parco regionale, fa parte di me quanto le mie braccia e la mia biblioteca, Se mutasse, muterei imprevedibilmente anche io. L’uomo contemporaneo ha nostalgia della natura pensando di farne parte, mentre è la natura che fa parte di lui.

    • Il legame con l’ambiente naturale è forte, anche per chi é/pensa di essere lontano dalla natura.
      È necessario ripensare il nostro raporto con l’ambiente se vogliamo conservare la nostra salute fisica e mentale.

  2. Oggi, grazie a te, ho scoperto di essere un sostalgico. Ma non un sostalgico qualunque. Riesco a notare cambiamenti anche a livello urbano. Addirittura di attività commerciali esistenti quando ero bambino e oggi sostituiti da altro. Comunque sia credo che buona parte della popolazione sia sostalgica, ma non sa affatto di esserlo. Magari se ne fosse al corrente sarebbe più sensibile di fronte a certe tematiche.

    • È probabile.
      Un effetto, i cambiamenti dell’ambiente in cui viviamo li abbiamo sempre. Un esempio che tutti hanno provato è tornare dopo molti anni nel luogo in cui si è cresciuti – l’effetto che si prova è certamente una forma di solastalgia.

  3. Anche troppo vero… Ne ho sofferto spesso. Si sopravvive, ovviamente. Ma fa male.

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