strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Dave Duncan, 1933-2018

3 commenti

30279Novembre comincia malissimo.
Ho appena saputo cheil 29 di Ottobre se ne è andato Dave Duncan, certamente uno dei miei autori preferiti.
Aveva ottantacinque anni.
Canadese, era stato un geologo del petrolio ed era quindi “un collega” – iniziò a pubblicare nel 1986, all’età di 53 anni. Due settimane prima era stato lasciato a casa per via della contrazione del mercato petrolifero, e perciò si inventò un altro mestiere.
Nei trentadue anni successivi pubblicò una sessantina di volumi, prevalentemente fantasy, con qualche sporadica incursione nella fantascienza.

West-of-January2Nel 1990, con il romanzo stand-alone West of January, Duncan vince il Premio Aurora, il massimo riconoscimento per la narrativa fantastica canadese. Si tratta di un romanzo “alla Vance” (o forse “alla Farmer”) su un mondo la cui rotazione genera un ciclo giorno/notte di oltre due secoli, e spazio e tempo diventano quasi sinonimi – viaggia abbastanza a lungo verso ovest, ed arriverai a Febbraio…

51J25P4KTHLIl lavoro più popolare di Duncan rimane certamente la tetralogia A Man of His Word, che stravolge, infrange e ignora con allegra noncuranza tutti i cliché e le regole del genere, ed è assolutamente meraviglioso.
Nel mondo di Pandemia la magia è data dal possesso di parole segrete. Più persone conoscono la stessa parola, minore è il potere della parola stessa. Per cui gli stregoni tendono a torturare i propri colleghi per apprendere le loro parole, e poi ad accopparli per non diluirne il potere. 1231846
Non è che uno proprio lo dica in giro volentieri, di conoscere una parola magica.
Chi conosce una sola parola ha un talento – è semplicemente meglio in qualche aspetto della vita di tutti i giorni. Chi ne conosce due è un adepto, e può operare piccoli incantesimi. Chi ne conosce tre è uno stregone, e ha poteri vastissimi. Chi ne conosce quattro impazzisce per pochi minuti, e poi muore in maniera assolutamente spettacolare – di solito devastando un’area abbastanza ampia.
Rap è uno stalliere. Non ha poteri, non ha titoli, non ha ambizioni. Ma è un uomo di parola.

1321587Il mondo di Pandemia e i personaggi di A Man of His World tornarono in una successiva tetralogia, A Handful of Men, che si dimostra altrettanto irrispettosa e ironicamente snob nei confronti dell’epic fantasy e delle sue regole, e ci porta nel cuore dell’Impero.
Shandie è il prossimo sulla linea di successione per il trono imperiale – deve solo riuscire a restare vivo abbastanza a lungo, e trovare qualcuno che possa aiutare lui e il suo pugno di uomini fedeli.
Un uomo di parola, ad esempio, potrebbe essergli utile.

53543Successivamente, Duncan lavorò alla serie The King’s Blades, ancora una volta infischiandosene delle formule abituali per produrre una serie di 10 romanzi stand-alone ambientati nello stesso universo. Le Lame sono una elite di guerrieri legati magicamente all’imperatore – o a uno dei suoi vassalli. Ogni ferita subita dal sovrano (o dal vassallo) viene incassata anche dalle sue Lame… che quindi devono per necessità di cose essere guardie del corpo molto molto efficienti.
A partire da questo semplice set-up – un guerriero legato indissolubilmente a un nobile – Duncan esplora tutte le possibili permutazioni, un romanzo dopo l’altro: cosa succede se il tuo nobile è un cialtrone? Se è uno che corre rischi gratuiti tanto le sue ferite le subisci tu? Se scompare? Se decide di ribellarsi alla corona?
Alla serie si affiancherà uno spin-off per young adult – The King’s Daggers, tre romanzi su una unità di giovani utilizzati come corrieri dalla nobiltà, e maicamente legati, come le Lame, al proprio messaggio da recapitare.

9781497640511_p0_v6_s550x406The Reluctant Swordsman trasferisce un giovane dal nostro mondo in un mondo fantasy, e nel corpo del più grande spadaccino di tutti i tempi… e lui dovrà bluffare per quattro romanzi. È sword & sorcery,ma non la solita sword & sorcery.

Nella trilogia The Great Game, fantascienza e fantasy si sovrappongono in un fitto gioco di colpi bassi e intrighi avanti e indietro per il tempo, complice il complesso megalitico di Stonehenge.

Il ciclo di Omar ha per protagonista un individuo, Omar o forse Homer, condannato dagli dei a dover raccontare storie per sopravvivere, e devono essere storie di avventure o viaggi che ha vissuto in prima persona. “Vi ho mai detto di quella volta col ciclope…”

978-1-5436-5514-8Seguono una trilogia di fantasy storici su Nostradamus, e svariate altre storie di spadaccini incastrati in guerre che non sono le loro, di semidei che ne farebbero volentieri a meno, di astronauti naufraghi su pianeti medievali, e avanti così… una sessantina di titoli, fra serie e stand-alone – tutti di un livello sempre notevole, scorrevolissimi e leggeri anche quando vanno a toccare argomenti tutt’altro che lievi.

JFBeveridge-Near_Sunset_at_Eocene_Station-2016bDuncan se ne è andato mentre l’ultimo volume della sua ultima trilogia, The Enchanter General, era in preparazione. Uscirà postumo, nel 2019, e poi potremo solo rileggerlo.
Gran parte del catalogo di Duncan è disponibile in ebook per prezzi non proibitivi – compresi dei massicci omnibus delle opere fondamentali.

In Italia, mi chiedete?
Mi risultano tradotti solo due titoli, i primi due volumi della tetralogia A Man of His Word – Fanucci pubblicò The Magic Casement come “La Stanza Fatata” nel 1995, e il successivo Faery Lands Forlorn come “Terre Fatate e Dimenticate” nel ‘97. E poi basta.
Non vale la pena cercarli, a meno che non siate collezionisti dell’insolito e del perverso: per darvi un’idea, in Casement, “cartwheels” (capriole) viene tradotto come “ruote di carro”, e la frase “do cartwheels naked in the dance hall” assume un significato piuttosto… piuttosto.
Leggete gli originali, se potete.
Dave Duncan era un colosso, nel suo piccolo, e non sarebbe giusto se venisse dimenticato.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “Dave Duncan, 1933-2018

  1. Beh l’ho ribloggato, storie fantasy con Nostradamus, un collega.

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