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Riletture

17 commenti

Un post un po’ a casaccio per l’Epifania, in parte legato al book club, in parte per stimolare la discussione, in parte perché parlare di libri è sempre divertente e l’idea che per conoscere una persona bisogna guardare sul suo scaffale dei libri è sempre valida.

Iop parlo spesso di ciò che leggo su queste pagine. Non di tutto ciò che leggo, non di ciò che leggo e non mi piace. E nelle ultime ore sono stato coinvolto in una interessante chiacchierata sul rileggere.

Però ci sono libri che si rileggono, e io ho una mia piccola lista, che non vedo perché non postare qui per il giorno dell’Epifania i libri che ho riletto più spesso, e che conto di rileggere.

E sì, questa è la mia lista, ed è possibile che la vostra lista non sia identica, e questo non significa che siete individui turpi, o che io sia un criminale. Il bello è che là fuyori ci sono un sacco di libri, e noi possiamo leggere e rileggere quello che ci pare.

Omero – l’Odissea

Diamoci un tono, subito.
Tutto comincia con lo sceneggiato RAI con Bekim Femyu, e col film con Kirk Douglas: per me, credo, l’Odissea è sempre stata una grande avventura fantasy, una specie di uber-peplum, cosa che ha causato qualche inbarazzo a scuola, ma niente di che. L’ho riletta un paio di volte negli ultimi due anni, e credo ci tornerò volentieri in futuro.

Le Mille e Una Notte

È diventata poco a poco un’ossessione, cominciando con una versione ridotta per ragazzi letta ai tempi delle elementari èper poi andare avanti con l’edizione Nerbini degli anni ’30, e con la versione di Burton, e poi avanti. Il mondo delle Mille e Una Notte resta uno di quelli ai quali torno più volentieri, e che mi piacerebbe di più affrontare scrivendo. Chissà che prima o poi…

Gene Wolfe – Il Ciclo del Nuovo Sole

Riletto regolarmente un anno sì e un anno no, il ciclo di Severian – cinque romanzi, forse sei, e una manciata di racconti e articoli, più una pila di saggi – resta per me uno dei vertici assoluti della narrativa di genere, per complessità, intelligenza, qualità letteraria, e divertimento. Il primo impatto è durissimo, ma poi rischia di diventare una (ennesima) ossessione.

Mervyn Peake – Gormenghast

Altro lavoro che al primo impatto mi lasciò abbastanza traumatizzato, ma che è diventato un volume al quale ritorno molto volentieri – negli anni in cui non rileggo Wolfe, rileggo Peake. Ho letto opinioni molto negative su Gormenghast negli ultimi anni, di solito da parte di persone che poi piangono commosse per elfi e conigli o che, dio ce ne scampi, invocano il fantasy di menare.
A ciascuno il suo.

Larry McMurtry – Lonesome Dove

Ne parlavo di là su Karavansara, visto che mi preparo a rileggerlo per la terza o quarta volta. Una storia su una manica di buzzurri che devono condurre delle vacche fino al territorio del Montana, il romanzo di McMurtry è un western ed un’ottima dimostrazione di come la narrativa di genere possa accomodare un sacco di cose, di temi, di stati d’animo, e beccarsi anche un grosso premio letterario, senza tradire le proprie radici.

C. J. Cherryh – Faded Sun

Cherryh è sempre più la mia autrice preferita di fantascienza, e la trilogia del Sole Sbiadito – insieme con il ciclo di Morgaine – resta un lavoro al quale torno spesso, per cercare di capire come si faccia.
C’è una densità ed una precisione, nel linguaggio della Cherryh, che sono sorprendenti – e il suo worldbuilding è assolutamente straordinario.
Non posso fare a meno di provare una fitta, un senso di colpa, tutte le volte che lo rileggo, pensando a tutti i romanzi della Cherryh che mi mancano all’appello. Ma per quelli c’è tempo.

Mary Gentle – Rats & Gargoyles

Letto e riletto, un altro libro dal quale c’è solo da imparare. Malamente azzoppato nell’edizione italiana, è un altro libro che ad ogni nuova lettura rivela qualcosa di nuovo e di diverso e di sorprendente.
Un altro colossale esempio di worldbuilding, e di come si possano infrangere le regole del genere. Vale ogni minuto speso sulle sue pagine, e credo sia criminale che non goda di maggior successo.

Clrk Ashton Smith – Zothique

Rileggo e ho riletto tutti e tre i Moschettieri di Weird Tales, ripetutamente ma CAS è quello al quale torno più spesso, e se torno torno a Zothique. La miscela di orrore, aventura, ironia ed esotismo, il linguaggio, i colori, tutto sembra combinarsi perfettamente nel definire un mondo. Difficile trovare di meglio, nella produzione di Weird Tales. L’edizione della Necronomicon Press è quella filologicamente più accurata e ricca, ma io resto parziale nei confronti dell’edizione curata da Lin Carter.

… e ce ne sarebberpo ancora una mezza dozzina, inclusa una manciata di saggi, ma come programma di riletture possiamo anche fermarci qui. Quest’anno, invece di rileggere come da programma Gormenghast, comincerò con Lonesome Dove. E poi staremo a vedere.
E voi, avete in programma di rileggere qualcosa?

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

17 thoughts on “Riletture

  1. Negli anni dispari Inizio sempre con la rilettura dei vagabondi del dharma e angeli di desolazione di Kerouac, a seguire il ciclo di sandokan.

  2. Può capitare di rileggere un libro perché abbiamo scoperto che le edizioni più comunemente rintracciabili in commercio non erano integrali (I viaggi di Gulliver), può capitare di rileggere libri letti durante l’adolescenza che poco s’erano compresi e che la crescita svela numerose parti lasciate per anni intonse per colpa dell’innocenza (Condominium, A ciascuno il suo), può capitare che trovi la lettura così piacevole che riprendendo in mano il libro non ancora finito decidi di ricominciare da pagina uno (The Iron Dragon’s Daughter), può capitare che il libro in questione è un vero enigma pensato per essere riletto e che richiede la partecipazione ben più che attiva del lettore per effettuare le giuste connessioni, come un puzzle (La vita: istruzioni per l’uso). Ma riletture pianificate? No. Sono però certo che La vita: istruzioni dell’uso di Perec rientrerà nella categoria, poiché è facile che strappi una rilettura non totale per macinarsi qualche capitolo casuale o specifico.
    Riguardo Gene Wolfe posso, in modo solare, affermare che mi trovo nel mezzo della mia prima lettura del Ciclo del Nuovo Sole.

    • Concordo che i motivi della rilettura possono essere molteplici. E buon divertimento col Nuovo Sole (spero nell’edizione originale e non in quella tradotta).
      E concordo sul fatto che The Iron Dragon’s Daughter è meglio ricominciarlo che cercare di finirlo 😀

      • Cerco sempre di leggere in lingua originale quando mi è possibile, ma non è questo il caso. Non che sia un problema, anzi.
        Inizialmente possedevo solo due dei volumi fantacollana, poi ho scelto specificamente questo ciclo per leggerlo al telefono alla mia fidanzata, un capitolo alla volta. Ho ricevuto da lei i tre restanti per natale in modo che la lettura non subisca interruzioni. Si tratta comunque di un ciclo pensato per essere apprezzato con la rilettura, quindi lo rileggerò in lingua in un futuro prossimo con la conoscenza generale degli eventi e la possibilità di concentrarmi su dettagli, paragonare le versioni e fare tutte le connessioni intratestuali.
        Fra l’altro, quest’anno dovrebbe uscire “The Iron Dragon’s Mother”.
        (Gene Wolfe ricorda che non esiste un solo termine inventato e che quelli di origine arcaica o desueta sono da considerare come indicativi nel significato; ma diamine se riuscissi a capire da dove ha tirato fuori “scopolagna”)

        • Stando al “Lexicon Urthus” di Michael Andre-Druissi, “scopolagna” si trova nel “Mrs. Byrne’s Dictionary of Unusual, Obscure and Preposterous Words” (1976) come “piacere derivato dal voyeurismo” e, per estensione, chi o cosa è associato a tale attività.

  3. Anche io non programmo, ma lo scorso autunno ho riletto lo hobbit, a voce alta, a mia figlia. E ora siamo imbarcati nel Signore degli anelli. È un buon modo per rimetterli in prospettiva, e divertirsi nel mentre. Ma lo faccio a margine delle mie letture, con cui cerco di sfoltire la mia pila di roba nuova, a cui i miei ritmi lenti impediscono di calare.
    Anche io ho riletto i vagabondi di kerouac, ma da un bel po’non mi capita di riprendere in mano roba già finita.

    • Ilpadre di un mio buon amico gli leggeva il Signore degli Anelli prima di addormentarsi – spesso traducendo direttamente dall’originale.
      Considerati i risultati, direi che tua figlia verrà su molto bene 🙂

  4. Ho cominciato il nuovo anno con la rilettura di tutte le poesie di Emily Bronte (a ciascuno il suo :-D) e credo proprio che non mi farò mancare la terza rilettura di “Ninfee nere” di Michael Bussi. Poi vedrò in corso d’anno. Prendo nota di questi tuoi titoli, che, a parte “Odissea” e “Le mille e una notte”,sono assolute novità che le tue parole mi fanno balenare davanti agli occhi in modo allettante. Grazie, come sempre. Buone letture. 😀

  5. Mi piacerebbe tanto trovare il ciclo di Gene Wolfe completo, (magari gratis…) in italiano per ora…. Ho riletto i due che ho almeno tre volte. Io rileggo molto, spesso, e quasi sempre trovo cose nuove o nuove interpretazioni. Sto tentando di rileggere Il signore degli anelli nell’originale (ebbene sì, è uno dei pochi che ho letto per intero anche in inglese) ma sto facendo molta fatica… e poiil tempo è sempre di meno, non capisco perchè. Buon proseguimento a te, sia in lettura che in tutto il resto. Ciao!!

    • Credo che l’unica sia battere le bancarelle, per trovare i volumi che ti mancano, oppure ebay.
      Gratis, eh… magari qualcuno che se ne vuole disfare. Se fossimo più vicini ti presterei le mie copie.
      Il Signore degli Anelli l’ho riletto spesso, ai tempi del liceo, prima due volte in italiano,e poi due volte in inglese. È uno di quei libri che più lo rileggo, meno mi piace.
      E il tempo, ahimé, è quel che è ormai.
      Ciao!

  6. Ho riletto il ciclo del sole (new, long e short) lo scorso anno, quest’anno Gene Wolfe saà racconti, Peace e the Sorcerer’s house(questo terza volta). Rileggerò Guerra e pace, Anna Karenina e il conte di Montecristo. Probabilmente anche the dispossessed.

  7. Avevo fatto un lungo commento, ma credo di averlo perso nei meandri di Internet da solo XD. Riproviamoci, perché l’argomento riletture mi piace, e tanto.
    Ho tre tipi di riletture:
    1. Quelle “alimentari”, intese sia come libri che leggo con un occhio solo durante i pasti, di fianco al piatto, sia come riletture veloci da fare per tirarsi su di morale. King (Carrie, Christine, tutti i suoi racconti, It, L’uomo in fuga e La lunga marcia), Brooks (quando ero più giovane, per tornare bambino; soprattutto il ciclo di Landover, che è molto divertente), Martin (aye, tutta la saga de Le cronache del ghiaccio e del fuoco, che in fondo è una gigantesca, divertente campagna di D&D) e la collana sui racconti di fantascienza di Asimov: peschi un racconto a caso dai 20 libri, e sai che quasi sempre incontrerai qualcosa di epocale.

    2: Riletture necessarie per sollevare lo spirito nei momenti di depressione massima: Le cronache di Prydain di LLoyd Alexander da un lato, e l’opera omnia di Terry Pratchett dall’altro. Se un mix di ironia, intelligenza e umanità non riescono a risollevarti, nulla può farlo.

    3. Riletture stagionali: per quel che mi riguarda, a seconda della stagione vengo “tentato” da riletture molto diverse. Sotto Natale, ad esempio, l’atmosfera festosa (e le luci di casa) mi attirano verso una rilettura delle Grandi Parodie Disney (e non metto in mezzo altri fumetti, sennò facciamo notte), de La storia infinita e Momo di Ende e de La guerra dei bottoni.
    In estate, invece, l’occhio cade sempre su l’isola del tesoro e, di conseguenza, su La vera storia del pirata Long John Silver.

  8. Pingback: Riletture periodiche – Plutonia Publications

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