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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

La Giornata della Memoria

11 commenti

Oggi è la Giornata della Memoria, in cui ricordiamo uno degli episodi più agghiaccianti non solo della storia del ventesimo secolo, ma della storia.
Io per la Giornata della Memoria, normalmente, posto uno stralcio di To Be or Not to Be di Ernst Lubitsch – che qui da noi venne intitolato Vogliamo Vivere. È un film al quale sono molto legato per una quantità di motivi, ed è un film comico, che colpisce il nemico – che all’epoca era ben presente – con l’arma del ridicolo. Perché non c’è nulla di più efficace per disinnescare i deliri di certi individui del ridicolo.
Rivelare il mostro in tutta la sua grottesca assurdità.
Perciò eccolo qui…

Però quest’anno c’è anche dell’altro.

Nel 2018 è uscito un libro intitolato Ebrei contro Zombi – curato da Lavie Tidhar e Rebecca Levine, pubblicato da Acheromn Books e in gran parte tradotto dal sottoscritto. Non è, come alcuni potrebbero pensare, una farsaccia o un libro comico. Si tratta di una collezione di racconti, che vannoa toccare tutti i registri – c’è la comicità, c’è il gioco intellettuale, c’è l’orrore, c’è la storia alternativa. È una bella collezione – parlo da lettore e non da traduttore (no, non ve lo metto il link per l’acquisto – cercatelo, se vi interessa, si vende a poco).

Ora, quel che è succeso è questo: ero ad una fiera, l’anno passato, e mi è capiutato di cogliere un commento al volo, al tavolo di Acherom. Una persona che si rigira fra le mani il volume, ed alla fine dice

OK, lo prendo, ma lo sapete che io sto dalla parte degli zombi, vero?

Ah ah ah.

Mi ha fatto orrore.
Profondamente e a lungo.
Un uomo di trent’anni e spiccioli, che potrebbe essere un padre di famiglia, che ha delle velleità intellettuali. E che in Ebrei contro Zombi tifa per gli zombi. Ah ah ah.
Mi ha ricordato un altro libro che vi consiglio, e del quale non vi metterò il link – ma che potete cercare su Amazon, o in libreria, o sulle bancarelle. Si intitola I volenterosi carnefici di Hitler, lo ha scritto Daniel Jonah Goldhagen, e lo pubblica in italiano Mondadori.
È un libro utile, perché la Memoria, che oggi – almeno oggi – dovremmo cercare di tenere in vita, si sta spegnendo. Quelli che c’erano non ci sono più, ed al loro posto ci sono quelli che tifano per gli zombi. Ah ah ah.

E voi mi direte ma dai! Cosa stai a preoccuparti per un singolo cretino.
E potreste anche avere ragione. Ma vedete, quel singolo cretino ha degli amici, ha dei colleghi di lavoro, ha dei conoscenti. Magari ha anche una famiglia, dei figli non suoi, un cane. Che probabilmente lo sanno da che gamba zoppica, il cretino, e invece di sputargli nel cappuccino mentre non guarda, o in faccia mentre guarda, dicono massì, chessaràmai. E col suo Ah ah ah, col suo essere simpaticamente nazista, quell’osceno spreco di pelle sta facendo ciò che noi non stiamo facendo. Sta lavorando sulla memoria. Annacquandola.
Sta facendo, a modo suo, propaganda, e la sta facendo per un’idea che ha ucciso milioni di persone – molte di queste persone nostri connazionali. Magari alcuni nostri parenti. Ah ah ah.

E il suo Ah ah ah non risuona solo nel vuoto lasciato da coloro che sono stati uccisi, ma anche nelle nostre vite. Nelle vostre vite. Perché potrebbe toccare a voi, o a me, la prossima volta. Perché una buona scusa per tifare per gli zombi, questi la trovano sempre.

Potrebbe cominciare con Prima gli Italiani e poi diventare Prima Solo Certi Italiani. Non sarebbe così strano – l’ultima volta è andata così: ricordiamocelo, erano italiani, quelli che finirono nei campi, era italiano il governo che predispose la deportazione.

Perciò sì – riguardiamoci anche quest’anno il film di Lubitsch, che è splendido, e ricordiamoci di che sorta di patetici omuncoli ridicoli fossero i carnefici di Hitler. E prendiamo atto che i loro eredi spirituali sono ancora fra noi, e fanno i simpatici. E tifano per gli zombi.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

11 thoughts on “La Giornata della Memoria

  1. In effetti, mi hai dato una buona ragione per censurare a forza queste persone ogni volta che le incontro. una ragione che prima non avevo. E’ vero – lavorano sulla memoria collettiva, alterandola e danneggiandola. Soprattutto da quando, in seguito alla crisi economica, le idee neonaziste e neofasciste sono uscite dal loro recinto. Oddio, stavano già cercando di rientrare nel discorso pubblico “accettabile” da qualche anno, ma adesso lo fanno con maggior forza.

    • Ora si sentono protetti.
      Non è la prima volta che capita, a mia memoria – ricordo qualcosa di molto simile nella seconda metà dei ’90. Ora però non hanno più remore, non hanno più pudore. E sono pericolosi.

  2. Hai ragione, non hanno più pudore. E sono supportati dai media. E sono MOLTO pericolosi. Grazie.

  3. Devo dire che, in certi casi un bel po’ in controtendenza con la società che mi circonda, i ragazzi delle scuole medie e superiori mi danno un po’ di speranza. È dal 2009 che con il mio gruppo portiamo nelle scuole, in questo periodo, uno spettacolo di teatro e storytelling sulla Shoah. Le osservazioni a fine spettacolo raccontano una realtà di ragazzi che hanno davvero bisogno di avvicinarsi alla Storia in un modo diverso, e basta poco per fargli cambiare davvero l’ottica con cui guardano e ascoltano. Di solito tutto termina in un discreto fiume di lacrime… In tanti anni, l’unico episodio davvero spiacevole è stato quando una professoressa si è intromessa nel dibattito finale per dire, sostanzialmente, “e allora le foibe?”.

    • Sì, io credo che la curiosità esiusta e i ragazzi abbiano ancora un’anima – e che molto spesso la storia venga insegnata nella maniera peggiore possibile (e fosse l’unica materia).
      Quanto alle foibe… lasciamo perdere.

  4. Segnalo una vecchia striscia di Zerocalcare al riguardo “il fascismo non è una partita a bocce” e una serie di articoli sugli ultimi Espresso che espandono proprio questo tema.
    Si tende ad identificare fascismo unicamente con leggi razziali/guerra etc ma A) non è solo questo, ha a che fare con dei comportamenti degli individui nella società che sono striscianti e pericolosi e B) l’ormai espansione dei movimenti di estrema destra specialmente nell’est europa certificano che si può parlare di nazismo vero e proprio.
    Vige un clima di impunità in Italia molto pericoloso, con forze politiche che tendono a minimizzare (e di conseguenza a proteggere anche involontariamente) certi atteggiamenti. E questo clima trasuda, per me, fino alle aule scolastiche, alle fasce più giovani della società che non si rendono nemmeno conto di quello che dicono, citano etc.
    Alberto Angela disse, durante la presentazione della puntata di Ulisse sul rastrellamento del ghetto di Roma, che è importante che soprattutto i giovani vedano e sentano la Storia specialmente dalle labbra dei protagonisti, per sentire direttamente da chi l’ha vissuta sulla pelle il racconto dei fatti.

  5. tutto quello che scrivete è molto vero.
    Ma non basta, la memoria non basta, perché a leggere questo post e i commenti sembra che il pericolo (dell’antisemitismo) sia solo in un ritorno del nazifascismo.
    Fosse così la situazione sarebbe meno grave.
    A fine 2018 è uscito un importante report UE, dal titolo “Experiences and perceptions of antisemitism – Second survey on discrimination and hate crime against Jews in the EU”.
    A pagina 54 c’è una tabella sull’identità di chi commette hate crimes o aggressioni contro ebrei (sono esaminati 12 paesi): nel 30% è “someone with a Muslim extremist view”, nel 21% “left-wing political view”, nel 13% “right-wing”, 5% estremisti cristiani (il totale non è 100 perché ci sono i non identificabili e altre categorie che potete vedere nel report).
    E’ vero che in Polonia o Ungheria i “right-wing” da soli sono quasi la metà degli attacchi, ma in quei paesi il numero assoluto di atti antisemiti è molto più basso che in Europa occidentale (per un ebreo ungherese è molto meno problematico che per un francese uscire di casa con la kippah).
    Chiedo venia per il lunghissimo commento.
    Il report lo potete trovare qui:
    https://fra.europa.eu/en/publication/2018/2nd-survey-discrimination-hate-crime-against-jews

    • Ionormalmente nonpermettol’inserimento di link nei commenti, ma in questo caso è opportunofareun’eccezione.
      Grazie per il contributo.
      Il fattoc he esistano individui esecrabili in ogni categoria umana, religiosa e politica viene spesso trascurato.

      • grazie per aver approvato il commento, in effetti non ero sicuro di poter inserire un link.
        Oltre al fatto che di brutte persone ce ne sono in ogni categoria, l’antisemitismo è un fenomeno veramente trasversale e che non ha una precisa collocazione ideologico-politica. Sei comunista e odi il capitalismo? I banchieri che affamano il popolo sono ebrei. Odi i comunisti? E cos’è il bolscevismo se non una creazione ebraica?
        L’ADL periodicamente pubblica dei report sull’antisemitismo nel mondo, ci sono paesi europei dove c’è una maggiore presenza di antisemiti tra chi si definisce cristiano rispetto agli atei, altri paesi… sempre in Europa… dove avviene l’esatto contrario!

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