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Credo rileggerò Dune

10 commenti

Credo rileggerò Dune, il primo romanzo della serie. Sarebbe la terza volta, credo. La prima fu ai tempi del liceo, l’edizione della Nord, CosmoOro (che credo sia la stessa traduzione che ora è in catalogo Fanucci). La seconda fu ai tempi dell’università, in inglese, un paperback di seconda mano che aveva fatto le Guerre Puniche, e che è ancora qui da qualche parte in uno scatolone. Ora toccherebbe alla bella edizione rilegata della Fantasy Masterworks di Gollancz, una specie di piccolo vocabolario di carta riciclata fra due copertine antiproiettile, e la rilegatura che scricchiola quando lo si sfoglia.

Non sono un dunologo. Ne ho conosciuti, e li chiamo amici, gente che sa scriverti la formula di struttura della molecola di spezia e che è intima di Shai Hulud. Dune mi piace, ma non è il mio libro fondamentale. Resta un ottimo esempio di come si possa creare un intero universo in un solo libro. Detesto Paul Hatreides, ma credo sia normale.
E tuttavia, ci sono una serie di motivi, per tornare a leggere il romanzo di Frank Herbert.

Credo rileggerò Dune perché è una bella storia scritta bene. Senza voler far torto alcuno ai traduttori, credo lo si dovrebbe leggere in originale, per apprezzare il modo in cui Herbert abbia compattato il proprio linguaggio, distillando in circa settecento pagine abbastanza idee da riempirne duemila nelle mani di un autore meno dotato.

Credo rileggerò Dune perché è un romanzo che ha più di cinquant’anni, ed è un importante momento nella storia della fantascienza, un romanzo che è space opera ma è anche hard science fiction, e tuttavia si apre ai temi ed ai modi della new wave – lo spazio interno, la connessione fra la mente e lo spaziotempo. Non si può capire cosa sia la fantascienza oggi senza passare per Dune.

Credo rileggerò Dune perché voglio vedere quei luoghi e quei personaggi con gli occhi della mia immaginazione, prima che il film di Villeneuve ci imponga i suoi scenari, i suoi costumi, i suoi volti.
E affinché qualche anima semplice non si imbizzarrisca, non sto criticando preventivamente il film di Villeneuve, che credo sia il regista adatto per questo progetto, e che aspetto con curiorità. È solo che i libri ci danno questo potere, quello di immaginare facce, abiti, toni di voce. Toccalavorarci, ma in fondo abbiamo un cervello grande anche per quello.
Leggere Dune in inglese, tanti anni fa, era servito a scrostarmi dal cervello le immagini di Lynch, la musica dei Toto. E anche qui, non sto criticando né Lynch né i Toto.

Credo rileggerò Dune perché il film si porterà dietro il solito baraccone demente di convertiti freschi alla Jihad Butleriana, che non mancheranno di farci un po’ di nerdsplaining riguardo al libro, al film, al videogame, infiammati dal loro fresco fervore religioso. Quelli che verranno a dirci che in realtà Dune è fantasy (è già successo), quelli che ci spiegheranno che Herbert ha sbagliato world-building (è già successo), quelli che lo accuseranno di misoginia (è già successo), di appropriazione culturale (è già successo), di neo-colonialismo (è già successo).
Quelli che #epperòLynch, quelli che #epperòJodorowski.
Quelli che #infondoHerberthacopiatoTolkien, quelli che #infondoPaulAtreidesècomeHarryPotter.
Quelli che #allafineèmeglioTatooine, quelli che #allafineèmeglioVulcano.
Quelli che faranno notare che Guardians of the Galaxy è una figata, ci sono Groot e il procione incazzato.
Quelli che ci terranno a sottolineare che Lady Jessica però c’ha un bel culo.
Quelli che scriveranno #filmone o #capolavoro o #tantaroba su Facebook e su Twitter, ma poi osserveranno come un certo attore sia sbagliato per quella parte, e una certa attrice sia una puttana che avrebbe fatto meglio a tacere.

Lo sapete anche voi che arriveranno. Li potete già sentire, che scalpitano e sbuffano come mufloni infoiati, sui loro forum, troppo intenti a fare punti per godersi il libro e poi, quando verrà, il film.
Per tenere a distanza il rumore. Per questo credo che rileggerò Dune.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

10 thoughts on “Credo rileggerò Dune

  1. Dunologo qui. Posso chiederti cosa ne pensi degli altri romanzi della serie?

    • Non mi hanno particolarmente entusiasmato – li lessi initaliano dopo il primo. Credo che ci siano una quantità di idee eccellenti, ma che la narrazione poco per volta si sgrani.
      Avendone il tempo mi piacerebbe rileggere per lo meno i primi tre titoli della serie di seguito, per vedere se col passare del tempo, e leggendoli in originale, l’effetto sia differente.

  2. Ottima idea
    Ho appena comprato gli audiolibri perché voglio rileggere Dune ma voglio farlo con un senso diverso dal solito per ‘vedere’ io spero, cose che non ho visto con gli occhi
    ^__^

    P.s. Dune è un fantasy, una spece opera e hard scifi… come tutti i libri di fanta* che si rispettino
    ^__^

  3. Dune lo leggo ad anni alterni, molto più raramente riprendo in mano altri titoli della serie. Aggiungo che aborro i titoli scritti dopo la scomparsa di Herbert, che possono servire solo come esempio di scuola sul concetto di speculazione economica in ambito editoriale.
    Cos’è Dune? Non lo so. E’ quello che hai scritto tu, qualcosa di più e qualcosa di diverso. Negli anni ho stratificato impressioni sui personaggi, sulle azioni principali, sul perché ci siano elementi che stridono qui e là senza rovinare nulla del prodotto finale.
    A Dune devo riflessioni sulla paura, su dove si possa arrivare in nome dell’ambizione, sull’importanza di comprendere le basi della biologia per poter fare del world building e su come non ci sia un modo di descrivere le problematiche FTL senza pretendere molto dal lettore.
    Col nuovo film arriverà tutto quello che hai descritto, più varie altre forme di barbarie. Lo considero un darwin test, ben sapendo che persone che conosco non lo supereranno. Ma più di tutto, spero che Villeneuve abbia il coraggio di prendere il suo consueto coraggio e buttare il cuore oltre l’ostacolo.

    • Io ho molta fiducia in Villeneuve, che finora ha dimostrato il coraggiodi affrontare dei film impossibili, facendo unottimo lavoro.
      E sì, credo che far leggere Dune ai ragazzi delel scuole – diciamo delle superiori – potrebbe servire a dar loro un’idea di come funzioni certi meccanismi, la persuasione, la manipolazione ideologica, e come spesso chi avvia una rivoluzione ne resti prigioniero. Ma nonc redo succederà mai.

  4. Io non sono un Dunologo, ma per me Dune rimane IL libro. L’ho riletto probabilmente 5-6 volte (per i miei standard è tantissimo) ed è sicuramente il libro che cito più spesso in conversazioni con le persone che contano 😉
    Per me è il libro perfetto, nel senso che ha tutto quello che voglio avere in un libro. Detto questo anche io mi aspetto immani rotture di scatole da parte di detentori del verbo assoluto sull’opera che apriranno discussioni senza fine su questo adattamento, per lo più per criticare.

    Come scrissi prima in un commento ad un altro post, sono uno dei pochi (forse) ad aver apprezzato il film di Lynch, e mi aspetto di apprezzare anche il film di Villenueve, l’unico rischio che vedo è che si preoccupino di fare un film bello da vedere più che fare un film bello. Ma vedremo.

    • Ma anche a me il film di Lynch non dispiace – non lo metto a livello del libro, ma si lascia guardare, non è che deve per forza diventare i fondamento della mia esistenza.
      Ma c’è un sacco di gente là fuori che vive di assolutismi. Saranno insopportabili.

  5. Non sono una dunologa, ma credo di averlo letto almeno cinque volte, e credo che potrei citarne alcuni passi a memoria… Ho provato a leggere anche il secondo della serie, ma già non mi pareva più la stessa cosa. Comunque, m’hai fatto venir voglia di rileggerlo di nuovo, così come per “colpa” tua ho riletto ancora i due del ciclo del nuovo Sole… ma va bene così. Ciao!

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