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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Fra le ombre con Patricia McKillip

20 commenti

È il compleanno di Patricia McKillip, nata il 29 Febbraio 1948, ed una delle autrici più premiate nel campo della narrativa fantasy. E neanche a farlo apposta, la notte passata, in preda a un brutto attacco di insonnia, ho messo mano a uno dei libri della McKillip che avevo qui come lettura d’emergenza. Ombria in Shadow, del 2002, che vinse il Word fantasy Award e venne persino pubblicato da noi, nel 2005, dalla Nord, per poi scomparire dai nostri scaffali. Io ce l’ho incartaceo, nella edizione della Fantasy Masterworks di Gollancz, acquistato con un buono un annetto fa.

Patricia McKillip è un’autrice che leggo sempre con piacere, per quanto mi aspetti di venire spiazzato dalla sua mano, dalle sue idee. Emersa in quel famigerato interregno prima dell’avvento del template fantasy, Patricia McKillip è l’antitesi assoluta a tutto ciò che sa di standardizzato e “solito”.

Uno degli aspetti più interessanti, per quel che mi riguarda, della narrativa della McKillip, è come l’autrice nel corso degli anni si sia progressivamente allontanata dai modelli tolkieniani – il suo ciclo del Riddlemaster venne dichiaratamente scritto per cercare di provare a fare, in modo diverso, ciò che Tolkien aveva fatto con la sua trilogia – per arrivare a sviluppare un fantastico che è suo, è personale, ed è inconfondibile.

Ombria in Shadow è un ottimo esempio di questo approccio estremamente personale al fantasy.
In circa 300 pagine visitiamo una città, ne esploriamo le due facce – quella alla luce del sole e quella fra le ombre – ciaggiriamo per vicoli, corridoi e stanze segrete, e diventiamo partecipi di una storiaccia orribile di usurpazione ed omicidio, in cui un bambino diventa la pedina in un gioco omicida fra la sinistrissima Domina Pearl e una banda scompagnata di improbabili eroi: un aristocratico che preferisce il disegno all’intrigo, l’ex amante del defunto sovrano, armata solo della propria dignità, una strana ragazza forse creata artificialmente da una strega che indossa volti e corpi come altri indossano abiti…

Non ci sono le solite cose, in Ombria in Shadow: non ci sono gli elfi, non ci sono i barbari nerboruti, gli dei e gli eroi, non ci sono draghi o manticore, nani, orchi, nessuno si sognerebbe mai neanche per sbaglio di usare l’aggettivo “norreno”e no, assolutamente no, questo non è fentasi di menare, grazie a dio. È un romanzo elegante, intricato, scritto con un linguaggio che si avvita su se stesso. Barocco? Forse. ma limpido come acqua di fonte.
E mi piacerebbe potervi dire “assomiglia a un romanzo di…” – ma non ci sono paragoni pronti a buon mercato. Calvino, forse, ma sarebbe sbagliato comunque. Di sicuro nessuna delle correnti superstar del fantasy ha nulla a che vedere con tutto questo.

Ma c’è questa cosa, nei lavori della McKillip – non solo si tratta di narrativa che solo lei sembra in grado di scrivere, ma non si tratta mai di una lettura qualunque. Non c’è una virgola fuori posto, non c’è una parola di troppo. È breve ma denso, Ombria in Shadow, e popolato di immagini meravigliose e di personaggi unici. E in fondo è questo che cerchiamo, in un fantasy, no?

Come dicevo, uscì in italiano, e scomparve – non c’è su Amazon, per cui vi converrà battere le bancarelle. Oppure leggerlo in inglese – è un’esperienza che prima o poi bisogna fare.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

20 thoughts on “Fra le ombre con Patricia McKillip

  1. L’ho trovato usato su ebay e ce n’era almeno un’altra copia. Se la spedizione sarà puntuale, dovrebbe arrivarmi giusto giusto per quando avrò finito Lonesome Dove.
    E grazie anche per quello, ovviamente!

  2. Adoro tantissimo la McKillip da quanto lessi il manga ispirato a The forgotten beasts of Eld (i disegni di Reiko Okano con la narrazione di McKillip rendono tantissimo!) e dopo recuperai il romanzo e altri ancora. Veramente un peccato che sia sconosciuta qui da noi, ma noto che tanti autori non “omologabili” sotto qualche etichetta sono sconosciuti in Italia.

  3. Patricia McKillip è insieme a Buzzati la scrittrice che più mi ha influenzato e quella che ancora oggi mi ispira di più. E il suo Riddlemaster è probabilmente il libro che ho riletto intero di più nella vita, sicuramente più di quindici volte e a pezzi poco sotto le ’40. Sebbene i suoi ultimi romanzi mi ispirino di meno, resta una scrittrice straordinaria, tra l’altro anche di racconti. Harrowing the Dragon, raccolta di racconti che è molto più recente di Forgotten Beasts ed è pazzesco. Non solo perchè è scritto bene ma perchè Patricia non è stata ferma negli anni, si è evoluta e si sente. La scrittrice che forse le assomiglia di più per pura genialità di lingua e potenza mitica è la Frances Hardinge, che pure è diversissima. Tuttavia, nella community SFF la McKillipnon sembra essere un grande nome, cosa che onestamente mi riempie di sgomento. la sua presa è immensamente più precisa, evocativa e profonda di scrittori come Neil Gaiman per non parlare dei ‘grandi nomi’ come Ruthfuss e Martin, che secondo me non sono degni nemmeno di allacciarle le scarpe. Persino la Ursula Le Guinn secondo me le è inferiore, almeno quando scrive fantasy ‘puro’.

    • presa = prosa

    • Credoc he ciò che penalizza la McKillip rispetto a molti altri autori è chenon si è maiconformata al modello standard della trilogia cotta-e-mangiata, e non ha la presenza mediatica di un Gaiman o della LeGuin.
      E concordo su Harrowing the Dragon, che è uno splendido compendio di idee e di sviluppi.

    • Concordo sulla costernazione pure io. Non ho letto tanto fantasy, non sono ferrata quanto voi, ma del poco che ho letto non mi viene in mente molto che mi sia sembrato superiore a lei. Non capisco.

  4. Non lo so, per me resta sicuramente un mistero. Negli anni 80 era sicuramente piuttosto nota. Ma nelle classifiche dei migliori fantasy do iggi Forgotten Beast e Riddlemaster sono tipo 50/60esimi. Ci sono ‘addetti ai lavori che dicono che i suoi lavori sono semplicistici, cosa che è falso a tutti i livelli possibili. Fosse solo per la prosa, credo che solo una fantasiste come la Angela Carter la può battere, gli altri stanno miglia dietro.

    • Anche Angela Carter la conosco ed è un’altra che mi piace tantissimo.
      “Semplicistica” mi pare una cosa ridicola. Ci sono più spunti e complessità e risvolti in Riddlemaster che in Tolkien! Forse è vero il contrario, che ci sono anche TROPPE cose, ma sicuramente non è “semplicistica”.

  5. La sincronicità nel leggere questo post, non mi stupisce più di tanto, avendo trovato sabato al libraccio una copia de “Il maestro degli enigmi” a 4€ (poi lasciato, in cambio de “La regina delle nevi” della Vinge) e “La maga di Eld” a 2€ (questo l’ho preso, più per adozione, non me la sentivo di lasciarlo tra gli “scarti”).
    Anni fa presi a prezzo di copertina e lessi “La città di luce e d’ombra”, mi piacque, ma non lasciò il segno nella memoria. Forse dovrei rileggerlo, l’ho comunque conservato.

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