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Tre libri, forse quattro

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Un paio di sere or sono mi hanno rivolto una di quelle domande ipotetiche e sostanzialmente inutili che servono a far partire delle discussioni che si protraggono a lungo nel cuore della notte. La domanda in questo caso specifico era

Supponiamo che tu debba andare a parlare a una terza superiore, a dei sedicenni, e che tu gli debba presentare un solo libro, un volume di narrativa che secondo te è fondamentale che leggano. Cosa gli consiglieresti?

Ed è venuto fuori naturalmente che io di libri gliene consiglierei tre, forse quattro, magari anche cinque. Ed è stato interessante sentire opinioni alternative e suggerimenti incrociati.
Non so se mai avrò l’occasione di fare una presentazione del genere – ne dubito profondamente, ma credo sarebbe divertente. Per intanto, infliggo le mie opinioni non richieste a voi.

Il primo titolo che io raccomanderei è una edizione monovolume di tutte le storie di Sherlock Holmes. Ho linkato qui quella di lusso di Mondadori, ma ce ne sono molte altre. Si tratta di quattro romanzi e cinquantasei racconti. Quando io andavo al liceo erano accettati nella lista di libri da leggere durante le vacanze, quindi uno studente delle superiori potrebbe prendere i proverbiali due piccioni con una fava. Ma la motivazione principale per suggerire il Canone è che, come diceva Harlan Ellison, leggendo Sherlock Holmes impariamo a ragionare. Impariamo che è possibile conoscere la realtà se teniamo gli occhi aperti, se prestiamo attenzione a ciò che ci circonda, e se facciamo mente locale.
Oggi esistono manuali per “pensare come Sherlock Holmes” (da Holmesiano in disarmo, ne ho un paio sul mio scaffale) ma le storie originali sono sempre e comunque meglio.
E naturalmente leggerlo in inglese servirebbe anche come un ottimo esercizio per migliorare la lingua straniera – con il vantaggio che tutto Conan Doyle si trova gratis sul Progetto Gutenberg.

Secondo titolo, senza se e senza ma, una buona edizione de Le Mille e Una Notte. Se Holmes ci serve ad esercitare la ragione, le storie de Le Mille e Una Notte ci servono per allenare la fantasia. Qui dentro c’è tutto, l’avventura, la magia, i mostri, l’umorismo, le storie edificanti.
È anche un’ottima occasione, per il nostro sedicenne, di scrostarsi dal cranio Aladdin e tutto il ciarpame Disney.
Restra solo il problema di trovare una buona edizione. Quello dell’edizione di riferimento è un problema fondamentale, per questo libro.
L’edizione Einaudi è costosa, l’edizione Newton Compton è molto a buon mercato ma pare sia incompleta, l’edizione Rizzoli è basata su un testo precedente a quelli usati da Galland – filologicamente apprezzabile ma non è la stessa cosa. Perché uno degli elementi che rendono le Mille e Una Notte importanti e interessanti è che non si tratta di “novelle arabe”, ma di un mix molto più esotico che va a toccare la Turchia e la Persia, l’India, la Cina, il Marocco e l’Egitto, senza contare le aggiunte e manipolazioni occidentali. Si tratta di un libro di tutti, ed anche in questo risiede il suo fascino.
Comunque, sulla fiducia, quella linkata qui sopra è la versione Mondadori.
Per gli anglofoni, il progetto Gutenberg ha la versione in lingua inglese di Andrew Lang, che eliminò tutte le parti che riteneva sconce. In alternativa, qui si trova la versione di Richard Burton, che invece aggiunse parti sconce anche dove non c’erano nell’originale.

Terzo titolo, qui il gioco si fa duro, ma credo che alla fine consiglierei Il Conte di Montecristo, di Dumas. Perché è un colossale romanzo diavventura, perché ha una trama moralmente ambigua e un sacco di colpi di scena e sorprese. E perché dopo aver allenato la ragione e la fantasia, è ora di far fare un po’ di ginnastica alla nostra morale. Il Conte di Montecristo è una storia di tradimento e vendetta, e solleva una bella serie di problemi. Ma è anche un romanzo storico, una storia di pirati e tesori nascosti ed un tour de force che venne scritto a puntate, a mano, senza trucchi. È un classico, e come i due volumi precedenti è invecchiato molto bene. Sul mercato ne esistono infinite edizioni, per tutte le tasche. La versione pubblicata da Donzelli è l’unica filologica e completa, mi dicono, ma costa un disastro. Quella linkata sopra, Garzanti in due volumi, rappresenta probabilmente un buon compromesso fra comodità e prezzo.

E mi sono dilungato sulle edizioni perché questi sono libri che è bello avere come nucleo di una biblioteca, e quindi forse conviene spendere un po’ di più e avere delle belle edizioni. In alternativa, per un consumo usa e getta, le versioni Newton Compton in ebook costano credo 5 euro ciascuna. Un affare.

Aggiungo in coda un ultimo volume, che è stato a lungo in un testa-a-testa con Montecristo. Si tratta de Il Circolo Pickwick, di Charles Dickens. I più giurano e spergiurano su Grandi Speranze, e a scuola ci viene inflitto l’insopportabile Davide Copperfield, ma per me la scelta è e rimane fra Pickwick, Casa Desolata oppure Il Nostro Comune Amico.
Ma per un ragazzo o una ragazza di sedici anni Il Nostro Comune Amico è molto probabilmente troppo tetro e pessimista, e Casa Desolata – che darebbe ai giovani lettori di che pensare sulla questione del denaro e del suo effetto sulla società – è probabilmente altrettanto deprimente. Meglio allora Pickwick Papers, che è una valanga di risate, è popolato da una galleria di personaggi memorabili, e contiene tutti i generi – dalla commedia alla ghost story all’intrigo poliziesco. Un po’ come le Mille e Una Notte. Anche qui le edizioni si sprecano, ma noi abbiamoi linkato l’edizione Adelphi, che fa punti extra per lo stile.

Questo sarebbe, io credo, un buon inizio. Non come alternativa a libri più moderni – che diamine, che i nostri sedicenni si leggano Dune, e Salem’s Lot e Earthsea! – ma come fondazione per ciò che dovrà poi venire. Perché non c’è nulla di peggio che non avere memoria, salvo forse non avere uno straccio di cultura.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “Tre libri, forse quattro

  1. L’edizione Einaudi delle Mille e una Notte in ebook costa 5,99. Direi che è un affare.

  2. Per quanto riguarda “Il conte di Montecristo”, mi pare che le recenti edizioni sia di Garzanti che di Einaudi ripristinino il capitolo omesso dalla famigerata traduzione di “Emilio Franceschini” (che di per sé è già una ghiotta curiosità editoriale, tutta da scoprire).
    Io qualche anno fa lessi la versione e-book della Garzanti, con grande soddisfazione, dopo un tentativo a vuoto da ragazzo con la versione Franceschini (è più forte di me, ma quando leggo “Edmondo” Dantes, proprio non ce la faccio).

    De “Le mille e una notte” ho quattro edizioni: Newton, Donzelli, Rizzoli ed Einaudi. La Newton è la versione di Galland (non so se completa o meno). Sia la Donzelli che la Rizzoli non sono complete, anche se cercano una certa cura filologica, attingendo da non chiaramente specificati “originali arabi”. Dell’edizione Einaudi, presa in cartaceo al Libraccio a metà prezzo dopo aver spasimato per anni a causa del costo proibitivo, curata da Gabrieli possiedo anche la pratica versione e-book citata da drstins0n.

    • La versione di Donzelli delle Millee Una Notte è “incompleta” perche omette le parti che Galland aggiunse su richiesta dell’editore – non c’è Sinbad, ad esempio, e mancano tutte le aggiunte europee.
      È interessante, ma io preferisco la versione “scorretta” di Galland – o meglio ancora la versione Everyman uscita un paio d’anni addietro, che è una sintesi di tuttele traduzioni storiche.

  3. Segnalo gli sconti su Oscar Mondadori da oggi 2 agosto fino al primo di settembre.

    Anzi, magari servirebbe un post con qualche consiglio…

    • Proverò a buttarci un occhio – con la scusa che la libreria più vicina è a otto chilometri, io ormai “frugo fra gli scaffali” solo via internet.
      Se riesco comunque domani faccio un post.

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