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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Invisibili e trasparenti

2 commenti

Oggi qui nel Blocco C della Blogsfera, il mio vicino di cella, Alessandro Girola, ha preso il cucchiaio che di solito usiamo per cercare di scavare un tunnel che ci porti oltre la recinzione e lo ha usato per incidere alcune parole sul muro di blocchi di calcestruzzo del cortile dove trascorriamo l’ora d’aria. Ci ha messo un po’, perché un cucchiaio non è lo strumento adatto a scrivere, ma ha scritto:

Quella bella sensazione di essere invisibile a questo mondo e ad altri.

E in fondo è anche per quello che si viene rinchiusi, no? Non tanto per farci espiare i nostri crimini o per farci redimere, ma semplicemente per farci sparire. Eliminare l’imbarazzo.
Le esecuzioni pubbliche creano martiri, e i martiri attirano seguaci. Molto meglio l’oblio, in silenzio e con discrezione.

Io non sono particolarmente infastidito dall’invisibilità in sé.
Mi urta, questo sì, che sia una imposizione e non una scelta, ma alla fine l’effetto è lo stesso, e chiusi in una cella del Blocco C o in una stanza in un monastero buddhista, alla fine tutto ciò che abbiamo è noi stessi, e quella che Bodhidarma chiamava la vastità del vuoto.
Tocca lavorare con quel che c’è.

E il principio basilare dello zen è, ovviamente, che non c’è alcuna stanza, e non c’è alcuna cella, e non c’è alcun Blocco C, e quella che loro chiamano invisibilità noi la chiamiamo trasparenza.

Perché – e questo è un interessante koan che certamente i praticanti dello zen troveranno affascinante – noi siamo riusciti ad essere invisibili senza scomparire. Non credo fosse parte del piano di chi ha costruito il Blocco C, ma come si diceva, noi lavoriamo con quello che abbiamo a disposizione. Con un blog o un racconto o un cucchiaio per incidere un muro di calcestruzzo, noi siamo ancora qui.
Essere invisibili ci permette di essere più vicini al pubblico, ci porta a scoprire i segreti e a ignorare i pettegolezzi, ci permette di superare la paura. Cosa potrebbe mai succederci?
È semplicemente chi ci ha condannati all’invisibilità, che ora deve compiere il doppio del lavoro per non perderci di vista.
E davvero non possono permettersi di perderci di vista – l’ultima volta che è successo è stato quasi un disastro, dovettero fare terra bruciata.

E noi siamo ancora qui.
E abbiamo imparato la lezione.
Siamo diventati intimi delle ombre.
Trasparenti, ma non invisibili.
透明人間, come si suol dire. Ma questa, in effetti, è un po’ sottile.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Invisibili e trasparenti

  1. Da una conversazione avuta con una amica
    “se tu potessi avere un superpotere, cosa sceglieresti?”
    “volare”
    “io l’invisibiltà!”
    “l’ho avuta per tutti gli anni di liceo, non è questo granché”

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