strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Scrivere per vendetta

4 commenti

Sono appena capitato su una discussione, su Facebook, riguardo all’agonia dei blog – e ho commentato che entrambi i miei blog godono di buona salute. Ora credo sia il caso di fare un post, per evitare che qualche infermiere troppo zelante passi di qui e stacchi le macchine.

Mi si vede poco in giro in questi giorni perché sto scrivendo un sacco – sono comparse all’orizzonte delle spese inaspettate, e il panico è sempre uno stimolo straordinario, una fonte d’ispirazione inesauribile.

Intanto continuano ad arrivare delle lettere di ìrifiuto – in generale, ho un rapporto di 1/6 fra storie accettate e storie rifiutate. Che non è spaventoso, però sarebbe bello se fosse 1/4, o magari 1/3.

Tra ieri e oggi mi son tornate indietro – con allegata lettera di complimenti dell’editor – due flash fiction. Una, da circa 700 parole, è stata revisionata e spedita a un altro possibile mercato, mentre la seconda, di 300 parole esatte, è qui che aspetta.

Si tratta di una storia anomala, perché l’ho scrittaper scaricare la frustrazone.

Come diceva William Goldman, io scrivo per vendetta.
Beh, no, non sempre.
Ma di tanto in tanto ci vuole – non puoi prenderli a pugni dal vero, allora li fai morire male in una storia.

Io però non credo sia una buona pratica.
Il fatto, vedete, è che quando si scrive “contro” qualcuno, si rischia di perdere di vista il resto della storia – tutte le parti in mvimento che è indispensabile tenere in movimento perché la storia funzioni.
I risultati sono sempre abbastanza mediocri.
Forse è vero che è necessario avere motivi positivi per ciò che scriviamo.
O forse chissà, capita solo a me.

Per questo io di solito alla “revenge” di Golding preferisco la posizione di Henry Rollins, “I am motivated by vengeance.”
In inglese, revenge è una reazione a qualcosa che ci è stato fatto, mentre vengeance è meno personale, o non lo è del tutto – in revenge mi vendico di un torto subito, in vengeance vendico un torto subito da altri; gli Avengers, con buonapace della Marvel, non agiscono per vendetta personale, ma per vendicare i torti subiti dalla collettività.

Ciò non toglie che io abbia qui queste trecento parole delle quali in questo preciso momento non saprei cosa farmene.
Il loro scopo lo hanno servito funzionando come parafulmine per farmi evitare una denuncia per aggressione e lesioni aggravate (solo quello, ci manca), ma ora sarebbe bello se pagasero una bolletta.

La ricerca continua – intanto il blog sta bene e vi saluta tutti.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

4 thoughts on “Scrivere per vendetta

  1. 1/6 è un ottimo rapporto.
    Sui racconti che mando in proposta (non commissionati) il mio rapporto è decisamente più alto.
    Io sarei felice con un 1/5 ^___^

    Per il revenge concordo in pieno.
    Dico sempre che se mi fai un torto mi vendicherò in una storia facendoti morire male… ma prima viene la storia, e poi c’è sempre occasione di far morire male qualcuno. ^___-

  2. Good luck! Suerte! Buon cammino, e che Dio ti accompagni.

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