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L’assolo di chitarra

3 commenti

Ci siamo fatti una modica quantità di risate, ieri sera, quando il mio amico Fabrizio ha condiviso su Facebook un articolo di Rolling Stone intitolato qualcosa come “L’assolo di chitarra è una cosa da vecchi”.
Ora, naturalmente, Frank Zappa ce lo ha detto molti anni fa che la stampa musicale è essenzialmente gente che non sa scrivere che intervista gente che non sa parlare per gente che non sa leggere, e pare abbastanza chiaro che il potere oscuro del clickbait può attirare anche una testata storica come Rolling Stone.
Ma alla fine, cosa sta succedendo?

L’assolo di chitarra è utilizzato spesso, in maniera molto sbrigativa ma abbastanza accurata, per decidere se un brano musicale sia rock oppure qualcosa d’altro. Ed è possibile dimostrare, dati alla mano, che a partire dagli anni ’80, i dischi con l’assolo di chitarra sono progressivamente scomparsi dalla Top 10.

E a me non interessa, essenzialmente, se la colpa sia dei sintetizzatori o della New Wave o di che altro. È successo.
A dirla tutta forse non mi interessa neanche granché la Top 10, se non come strumento attraverso il quale, in teoria (ed è proprio solo teoria, temo) è possibile scoprire nuova musica.
Io di fatto la nuova musica non la scopro con la Top 10 e neanche più con la radio – e la musica che scopro continua ad avere i suoi bravi assolo di chitarra (o di crumhorn), i suoi cambi di tempo e di chiave e tutte le sue cosine al loro posto.
Però cerchiamo di capire cosa significa, il fatto che i dischi con l’assolo di chitarra non compaiano più in Top 10.

Per circa tre decenni, fra gli anni ’50 e gli anni ’80, i dischi con l’assolo di chitarra hanno dominato le classifiche dei dischi più popolari.
Per circa tre decenni, in altre parole, la musica più popolare, quella che passava più spesso per radio e vendeva di più, era il rock.
Non era stato sempre così, ovviamente.
Prima, per circa tre decenni, era stata la volta del jazz.
Glenn Miller vendeva come i Led Zeppelin.
Pochi musicisti sono stati popolari come Louis Armstrong, o Benny Goodman o Billie Holiday.

Poi il jazz è diventato “una cosa da vecchi”.
Il che naturalmente è un’osservazione asinina. Il jazz ha smesso di essere pop, e per alcuni anni il rock ha coinciso con la musica popolare.
Solo un’idiota direbbe che il jazz è morto – magari “ucciso” dal rock – o, peggio, che il jazz è una cosa “per vecchi”.
Definire un genere in buona salute come “per vecchi” è un’osservazione sbrigativa, che potremmo liquidare altrettanto sbrigativamente come “il genere di cosa che direbbe un ragazzino”. È il genere di self-fulfilling prophecy che porta chi ragiona in questo modo a escludere dalla propria esperienza tutto ciò che ricade sulla lista di proscrizione. Tutto ciò che non è sotto l’occhio del riflettore non esiste.

Aggiungo come nota personale che questo fatto che ci siano cose “per giovani” e cose “per vecchi” mi ha sempre dato fastidio – mi dava già fastidio a quindic’anni, quando ho cominciato ad ascoltare jazz, e continua a darmi fastidio adesso.
È una forma di pregiudizio da imbecilli.

Verrebbe quasi voglia di fare un paragone con qualcosa di diverso dalla musica.
La narrativa, per dire.
Per decenni il genere più popolare fu il western. Ci facevano film di serie A e di serie B, ci scrivevano romanzi, ci facevano fumetti. C’era Lone Ranger per radio e se facessimo una lista di tutte le serie western per la TV faremmo notte.
O il poliziesco. Il poliziesco è stato per anni il genere più popolare in tutti i media, cinema, radio, libri, fumetti.
L’horror? Stessa cosa.

Poi sono morti.
È morto il western, è morto il poliziesco, è morto l’horror, è morto il rock, è morto il jazz, il blues non se l’è mai filato nessuno, sono morti Rossini, Mozart, Bach e Haendel.
Ma l’impressione è che siano morti solo per gli ignoranti.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “L’assolo di chitarra

  1. Sono d’accordo con te, e la cover di “Africa” è una delizia! 😀

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