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Un bel posto da visitare ma non mi piacerebbe viverci: Rift, di Kay Kenyon

2 commenti

Kay Kenyon è una brava autrice americana che scrive sia fatascienza che fantasy, e che in vent’anni di attività ha all’attivo due serie molto quotate (la tetralogia fantascientifica The Entire and the Rose e la trilogia fantasy Dark Talents). Ha anche però un bel catalogo di stand-alone, e fra questi, qualche giorno addietro Rift ha attirato la mia attenzione. L’ebook è a buon mercato e le cinquecento e rotte pagine filano come un diretto.

La Kenyon è nota ed apprezzata come creatrice di mondi alieni, e Rift è, in prima battuta, esattamente questo: un mondo alieno, Lithia, sul quale un progetto di terraformazione è andato malamente storto. Mentre il pianeta torna alla propria condizione naturale, una parte dei coloni si rifugia in orbita, mentre le comunità che sono state abbandonate sulla superficie regrediscono una generazione dopo l’altra ad uno stato barbarico.
Poi arrivano degli invasori alieni, che avviano la loro personale terraformazione.
E poi la stazione orbitale viene sabotata ed esplode…
E siamo grossomodo a pagina cinque.

Ed è questa una delle caratteristiche più affascinanti del romanzo – come riesca ad essere una storia di sopravvivenza, una storia di primo contatto, una storia “ecologica” ed una sorta di planetary romance molto hard, con un extra di poliziesco.
Kay Kenyon riesce a giostrare con abilità tutti questi elementi, seguendo un cast piuttosto ampio senza mai perdersi per strada. La narrazione è asciutta, l’ecologia aliena è interessante, gli alieni sono completamente non umani, e molti umani mancano completamente di umanità.
Le sovrabbondanza di idee ed i personaggi compensano il linguaggio estremamente diretto e “trasparente” caro agli autori di scuola asimoviana. Questa è hard SF scritta senza particolari voli stilistici.

Il romanzo venne originariamente pubblicato dalla Bantam nel 1999, con una copertina di Boris Vallejo. L’edizione attualmente disponibile su Amazon è stata ristampata nel 2015. È improbabile che possa cambiare il volto della fantascienza o stravolgere le nostre convinzioni, ma resta un’eccellente prova da parte di un’autrice poco più che trentenne, e che negli anni successivi ha mantenuto tutte le proprie promesse.

A meno di quattro euro, è un ottimo modo per trascorrere qualche serata in un bel posto da visitare, ma nel quale forse non ci piacerebbe vivere, e trattandosi di un romanzo mono-volume non rischiamo di invischiarci in una serie interminabile.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Un bel posto da visitare ma non mi piacerebbe viverci: Rift, di Kay Kenyon

  1. Nessuna possibilità di trovarlo in italiano, vero?
    (che è praticamente una domanda retorica visto che ho già tirato dei nomi guardando amazon)

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