strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Al Salone, tutti

9 commenti

OK, a dire il vero io non volevo fare un post sul Salone del Libro di Torino fino a dopo esserci stato. Magari con qualche foto, e un po’ di chiacchiere sugli amici che ci ho incontrato, sui libri che ho visto, sulla baraonda, sul fatto che vendono una bottiglietta di minerale a sedici euro ma io me la son portata da casa… cose così.

Poi però è successa questa cosa, che a quanto pare c’è un editore fascista.
Non che sia una particolare novità – in effetti fin dal primo anno al salone c’era di tutto, compresa una vasta e sinistrissima rappresentanza di editori di estrema destra.
Ricordo che, forse durante il secondo salone, o il terzo, trovai in uno stand desolato e solitario un libriccino con una storia di Howard di cui non avevo mai sentito parlare. Lo comprai, e scoprii con un misto di risate isteriche e di brividi che si trattava di un’opera giovanile di Two Guns Bob, una decina di pagine, accompagnate però da una cinquantina di pagine di deliri che descrivevano il quindicenne Howard come un profeta della razza e la sua storiella (ahimé, molto mediocre) come un monito sulla minaccia costituita dalle razze inferiori.

C’erano, quindi, fin dal giorno uno, ma erano sotto traccia.
Era palese la loro linea, ma non era esplicita.
E quindi nessuno si indignava pubblicamente.
Ipocrisia spicciola, sostanzialmente.
Quieto vivere.
Quest’anno è diverso.

Un numero di editori e ospiti del Salone hanno già dichiarato che non parteciperanno per protesta – ed a loro si sono accodati molti “comuni visitatori”. Che sarebbero poi quelli importanti, i lettori, quelli che rendono il Salone qualcosa di vivo.

Il problema è che io credo che così non funzioni.
Rispetto la scelta, ne condivido lo spirito, ma sono anche consapevole di come con questa gente sia impossibile vincere.
Il fatto è che – e le dichiarazioni rilasciate dal rappresentante della casa editrice incriminata lo confermano – con la logica circolare e la retorica del vittimismo di cui questa gente si fa scudo, qualunque azione venga intrapresa, per loro è una vittoria.

  • Io vado al salone? Sono evidentemente dalla loro parte.
  • Non ci vado? Sono cattivo e alimento la polemica ma, anche, ho evidentemente paura di loro e delle loro “argomentazioni”.
  • Argomento e smonto le loro posizioni con un discorso nel merito? Sto riconoscendo loro la dignità di interlocutori.
  • L’organizzazione del salone li butta fuori a calci? “Dov’è allora la vostra tolleranza? Questa non è democrazia! I veri fascisti siete voi!”
  • Nessuno di noi visita il loro stand? Tanto si portano la claque ed oppongono un baluardo di giovani petti all’infame boicottaggio della sinistra faziosa e antidemocratica.

Non si può vincere.

Io però una proposta alternativa ce l’avrei, ed è quello che potremmo chiamare il Metodo Hedley Lamarr

Ho deciso che lancerò un attacco che spianerà Rock Ridge a tavoletta. […] Voglio che tu raduni i peggiori criminali e pistoleri del West. Prendi nota: voglio assassini, tagliagole, picchiatori, bounty killer, desperados, matti, pazzi, ladri, ribaldi, furfanti, teppisti, barabba, stupratori, lesbiche, agenti indiani, banditi messicani, mafiosi, piglianculi, mettinculi, ladri di polli, ladri di galline, puttanieri, rapinatori, marchettari, ruffiani, qualunquisti e maoisti!

E ora voi mi direte che tutta questa gente allo stand dell’editore fascista ci sarà già, ma io sto pensando al principio, non alla lettera.

Invadiamo il loro stand di gente con magliette di Trotski e di Gandhi, sindacalisti e monaci tibetani, poeti beat e rastafariani, coppie gay e inter-razziali, drag queen e suonatori di bongo cubani, kebabbari e femministe, nani e ballerine, ebrei askhenaziti e ragazzini palestinesi con la fionda, giocolieri e suore, metallari e jazzisti, mangiafuoco e illusionisti da strada, ex partigiani e autisti di Uber, tutti quelli che a loro non piacciono, tutti quelli “sbagliati”, tutti quelli da curare o da aiutare a casa loro o da uccidere, tutti quelli che gli fanno paura ma che di questa gente non hanno paura, una marea di sciarpe arcobaleno e bandiere rosse a ritmo di samba, tutti a farsi i selfie abbracciando i fascisti. E poi tutti a postare sui social, per ore e ore, ininterrottamente, foto, video, storie, per l’intera durata del Salone, e poi anche dopo…

Certo, ci direbbero che li stiamo provocando.
Perché con questa gente non si può vincere.
Ma a quel punto cosa fanno?
Ci prendono a manganellate?

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

9 thoughts on “Al Salone, tutti

  1. Tanto io sono confuso, quanto tu sei lucido. Evviva!

  2. L’organizzazione del salone li butta fuori a calci? “Dov’è allora la vostra tolleranza? Questa non è democrazia! I veri fascisti siete voi!”

    Io ritengo che questa fosse l’opzione auspicabile. Non è stata applicata. Ciò detto, da visitatore che comunque per ragioni geografiche e di tempo non sarebbe venuto, trovo più condivisibile la scelta di non andare non tanto per colpire i fascisti, quanto per colpire gli organizzatori, che sarebbero dovuti essere il primo baluardo contro questa porcheria.
    Dopodiché, di principio, apprezzo e rispetto anche il tuo metodo, e forse sarei venuto con la maglietta del Che e le scarpe arcobaleno e una bella canna in mano, pure se non ho mai fumato.

    • Concordo sul fatto che l’organizzazione avrebbe dovuto agire fin da subito.
      Se si fosse presentato un editore di materiale pornografico, ci sarebbe stata una sollevazionesia degli organizzatori che della politica.
      Ma magari, se l’editore dimateriale pornografico avesse avuto in catalogo il libro del Ministro dell’Inferno o del Presidente del Coniglio, sarebbero andati bene anche quelli.

      • Ma in realtà non è così

        Il salone del libro, in quanto fiera e spazio espositivo, non può negare uno spazio a una CE altrimenti dovrebbe entrare nel merito della qualità dei prodotti e in tal caso gli editori presenti sarebbero massimo 3 o 4 in tutto. Dovrebbero buttare fuori il 90% degli editori a partire da Mondadori fino alla EAP
        Invece, per fortuna non lo fanno, il salone è uno spazio espositivo di incontro e confronto e non è compito loro entrare nel merito dei prodotti editoriali.

        Il salone invece una posizione MOLTO forte l’ha presa eccome vietando la presenza di Salvin in qualità di scrittore. E questa è sì una presa di posizione molto forte e molto importante.

  3. Trovo la tua idea meravigliosa, molto simile a quello che avrebbe proposto Gandhi stesso

  4. Mah, io credo che questa idea del non voler riconoscere ai nazi-fascisti-leghisti la dignità di interlocutori sia uno dei motivi per cui la destra sta vincendo in tutta Europa. Chi crede fermamente nella Democrazia crede anche nella libertà di parola. Forse quello che ci manca oggi come oggi è l’arte della Retorica, ovvero la sicurezza di poter esprimere le nostre opinioni facendoci capire dai rispettivi interlocutori. Non è difficile rispondere alle idee dei nazi fascisti, basta un minimo di razionalità e di conoscenza (e coscienza) in ambito storico. Purtroppo da ventenne mi sto convincendo ogni giorno che passa che questo approccio “partigiano” al dibattito politico con l’estrema destra spesso portato avanti da generazioni precedenti alla mia non ha alcun effetto se non quello di rendere Salvini ancor più popolare. L’estrema destra in Italia così come in Europa vince parlando per slogan, promette fatti e risultati concreti che mai arriveranno. L’unico modo per combatterli è essere noi altri realmente concreti, sia in ambito politico, che economico, che intellettuale, le provocazioni e le soluzioni “romantiche” lasciamole da parte che tanto oggi come oggi non esistono più vere ideologie né di destra né di sinistra, solo tanta gente arrabbiata che si aggrappa a questa o quella bandiera nella speranza di sopravvivere alla tempesta. Pensiamo a portare la nave fuori dal raggio del Tifone piuttosto e tutto il resto verrà da sé- PS: Non mi piace neanche questo scimmiottamento che vedo da tempo dell’ “aiutiamoli a casa loro”. Per Salvini e i suoi compari non è che un altro modo di dire “Fora di ball”, ma nel concreto aiutare i popoli dell’Africa nei loro rispettivi paesi è l’unica soluzione sensata e attuabile e sarebbe ora che l’Unione Europea lo capisse e pensasse ad un piano comune serio su vasta scala che coinvolga quantomeno i paesi dell’Africa Occidentale. Sono gli stessi intellettuali africani che vanno ripetendo da tempo “Africa doesn’t need charity, it needs jobs” o anche “Don’t throw money at Africans, invest in Africa”.

    • Il punto è sempre quello della dignità della discussione – se siamo seduti e discutiamo civilmente, qualunque tema, qualunque ideologia e qualunque filosofia si possono discutere.
      Se però l’onere della razionalità e della pacatezza è sempre solo per una parte mentre l’altra può usare le aggressioni verbali, la logica circolare e le menzogne per poi buttarla in caciara, allora no.

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