strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Una lunga notte a Crickley Hall

Lascia un commento

Nel 2006, prostrati dopo la scomparsa del figlio (il bambino è sparito mentre giocava in un parco), Gabe ed Eve Caleigh si trasferiscono per una stagione a Crickley Hall, nella campagna inglese. La scusa è un incarico di lavoro di Gabe, ma la coppia spera che lasciarsi alle spalle Londra permetta loro ed alle loro due figlie di riprendersi dalla tragedia. Appena arrivati, i Caleigh incontrano Percy Judd, un pensionato locale che in termini abbastanza sbrigativi consiglia loro di tornare a Londra, e soprattutto di portare via le due ragazzine da quel posto.
Gabe minimizza, Eve si sente strana, la piccola Cally e l’adolescente Loren sono convinte che il posto sia infestato (il che, naturalmente, “è una figata”). E ci sono tutte quelle lapidi con la stessa data del 1943, nel cimitero locale…

Nel 1943, la giovane Nancy Linnet viene sfollata da Londra e trova un impiego a Crickley Hall, un orfanotrofio gestito con brutalità estrema dai fratelli Augustus e Magda Cribben. Pogressivamente sempre più preoccupata per la violenza e gli abusi dei quali i bambini sono palesemente vittime, Nancy cerca di denunciare la situazione, ma viene rapidamente isolata: i Cribben sono persone timorate di dio e pilastri della comunità. L’unico che crede a ciò che Nancy racconta è Percy Judd, un giovane in procinto di partire per la guerra, che cerca di aiutarla…

The Secret of Crickley Hall è il penultimo romanzo scritto da James Herbert, colosso della narrativa sovrannaturale britannica, un solido autore di serie B che per un certo periodo fu abbastanza popolare anche da noi, per poi scomparire dai nostri scaffali senza lasciare (apparentemente) traccia.
E The Secret of Crickley Hall, solida storia di spettri “all’inglese”, è un romanzo di scomparse: scompare Cameron Caleigh, scompare Nancy Linnet, scompaiono i ragazzini brutalizzati dai Cribben. Chi resta ha molte domande, e le poche risposte sembrano assurde e implausibili.
È anche una storia di traumi: tutti i personaggi principali portano i segni fisici di un trauma o di una deformità, come a segnalare che la nostra storia personale ci segna nel fisico, e non solo nella psiche.
Nello sviluppare la trama fra due piani temporali, Herbert mette in campo molti temi classici (Crickley Hall è il classico “bad place” con una lunga storia di orrori, con la tipica famiglia traumatizzata a cascarci dentro con conseguenze nefaste) e molti temi tipici dell suo canone (che non staremo ad elencare per non spoilerare).
Forse non l’opera migliore di Herbert, qua e là forse prevedibile – ma più per la sua aderenza a certi modelli e canoni che per mancanza di inventiva da parte dell’autore – il romanzo è un’ottima lettura da spiaggia (o per le nebbiose notti d’autunno).

Nel 2012, la BBC fece un adattamento in tre puntate del romanzo – ed io l’ho scoperto pochi giorni fa, in seguito alla visione di Gentleman Jack. Suranne Jones, che interpreta Anne Lister nella serie di cui parlavo un paio di giorni addietro, interpreta anche il ruolo ingrato di Eve Caleigh.
La notte scorsa, complici i primi caldi e l’insonnia che mi accompagna sempre nei periodi di superlavoro e di preoccupazioni finanziarie (vale a dire, quasi sempre), mi sono guardato le tre ore scarse dello scenegiato.
Cosa c’è di meglio, quando ci si trova di notte, al buio in una casa infestata in mezzo al nulla, che guardare una storia su una casa infestata in mezzo al nulla?

L’adattamento delle oltre seicento pagine del romanzo di Herbert a tre ore di TV apporta alcune minime modifiche – la principale delel quali è spostare l’attenzione da Gabe (interpretato da Tom Ellis di Lucifer) a Eve. Scelta ragionevole nell’economia televisiva, visto che Eve è il cuore emotivo della storia, contrapposta al marito più razionalista e dubbioso.
E le interpretazioni sono assolutamente eccellenti – in particolare Masie Williams (ben nota ai fan di Game of Thrones) e Pixie Davies nel ruolo delle due figlie dei Caleigh.
C’è spazio anche per David Warner, un’icona del cinema di genere, nel ruolo del vecchio Percy Judd. E Douglas Henshall (visto l’ultima volta nel ruolo del paleontologo in Primeval) è sinistrissimo e inquietante nel ruolo del francamente psicopatico Augustus Cribben.

Ciò che fatica a ingranare è il meccanismo orrifico – e non c’è di che sorprenderci: è mortalmente difficile costruire uno sceneggiato televisivo su una storia che ha il suo fulcro nell’abuso, reiterato e spaventoso, di minori. La brutalità e l’orrore, i traumi fisici e mentali, che sulla pagina si possono mostrare e approfondire usando lo strumento del linguaggio, sul video lasciano poca scelta: tocca smorzare i toni.
Il risultato finale è un dignitosissimo prodotto televisivo, indubbiamente di qualità, con un cast eccellente e – visto il budget – effetti speciali più che buoni, al quale tuttavia manca qualcosa.
Forse, la vera cattiveria – che era dopotutto uno dei punti di forza di Herbert. Per questo motivo la serie funziona meglio nelle fasi iniziali, di costruzione del mistero, in cui tutto è suggerito e la tensione cresce progressivamente, che non nella risoluzione – dove sarebbe forse stato necessario mostrare di più, esplicitare di più.

Resta il fatto che la BBC riesce tutti gli anni a sfornare, per il periodo invernale, dei validi prodotti a tema horror, spesso con una base letteraria – avevamo già parlato di Midwinter of the Soul, basato su un romanzo di Phil Rickman. È vero, gli inglesi hanno questa tradizione delle storie di spettri che si raccontano durante le lunghe notti invernali, mentre noi abbiamo i Carabinieri, e talvolta i parroci. E la mafia.
Forse però ciò che gli inglesi continuano ad avere è uno straccio di rispetto per il pubblico, chissà.

The Secret of Crickley Hall alla fine non farà perdere il sonno a nessuno, ma è buon intrattenimento, ed è sempre bello vedere dei bravi attori al lavoro, anche se il materiale a loro disposizione potrebbe essere migliore.
Avete presente quella frase, il libro è meglio?
Beh, è vero.
Però se soffrite di insonnia in una casa sperduta in mezzo al nulla, in una notte di giugno, anche la serie non è malaccio.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.