strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Lo Zen e l’Arte di Guadagnarsi da Vivere Scrivendo

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Mio fratello, che mi fa da coscienza meglio del Grillo Parlante, mi diceva ieri che devo far crescere il mio Patreon. Gli stavo dicendo che ho cominciato a seguire una ragazza giapponese che ha un canale Youtube in cui insegna il giapponese, e ha oltre 900 supporter su Patreon, per una media di 5 dollari al mese.
Io ne ho 42, di sostenitori su Patreon, persone che ogni mese si fidano di me e scommettono sul fatto che continuerò a scrivere.

“Devi fare in modo di averne di più,” mi dice mio fratello.
“Eh, non è mica facile,” rispondo io. “Questa ragazza tiene dei corsi, insegna, è chiaro che chi è interessato a imparare il giapponese la segue…”
Lui scrolla le spalle. “Anche tu tieni dei corsi sul tuo Patreon. Quella cosa della scrittura…”

“Quella cosa della scrittura” si chiama Nuts & Bolts, e sono articoli più o meno monografici sulla pratica dello scrivere che escono sullamia pagina Patreon. Una volta li ho descritti, per ridere, come Lo Zen e l’Arte di Guadagnarsi da Vivere Scrivendo.
Che poi si riduce a raccontare cosa faccio io, cosa fanno altri che conosco, in certe situazioni legate alla scrittura, allapubblicazione ed alla vendita delle proprie storie. Le strategie che fin qui mi hanno permesso a malapena di pagare i conti.

Non è un corso di scrittura perché io credo che

  • le basi, se non le avete acquisite, ci sono diecimila manuali che ve le insegnano, l’importante è non prenderle come un atto di fede
  • una volta acquisite le basi, non esiste un modo unico e infallibile per procedere, e se vi dicono il contrario, stanno cercando di vendervi un corso

Nuts & Bolts è una serie di articoli pratici: vedo questo problema, io lo risolvo così, altri fanno diversamente. Poi al limite se ne parla nei commenti – o se dovesse esserci un interesse olebiscitario per un dato argomento, montiamo una chiacchierata con Discord o qualcosa.

“Diglielo,” mi dice mio fratello. “Facci un post sul blog e spiega che chiunque si iscrive al tuo patreon con un dollaro al mese si becca come minimo uno di questi ariticoli, più due collezioni di roba figa con Odds & Ends, e racconti, appunti e cose. Diglielo.”

Potrei anche aggiungere che Nuts & Bolts, nonostante titolo e banner anglofoni, esce sia in italiano che in inglese. Un migliaio di parole alla volta. Finora ne sono usciti nove, il che significa che ne posto in realtà più di uno al mese. Ma uno è garantito.

“E poi dagli un campione gratis!” mi ha detto mio fratello.

Beh, eccolo qui… il secondo articolo nella serie, uscito tre mesi addietro:

Ero in una chat online con un numero di altri scrittori. Non è una chat che visito di frequente, perché le discussioni di solito accendono la mia sindrome dell’impostore – avete presente, la gelida convinzione che fin qui siamo riusciti a bluffare, e prima o poi qualcuno se ne accorgerà.
L’argomento della discussione era “Come scriviamo personaggi dell’altro sesso?”
E sono venute fuori un sacco di cose interessanti, ad esempio uno scrittore maschio che sottolinea che i maschi tendono ad agire e reagire, e sono superficiali come padelle, mentre le donne hanno una vita emotiva più profonda e complessa. O il tipo che ha detto di avere una squadra di beta-lettori femmine che controlla se i suoi personaggi femminili sono comme-il-faut. E qualcun altro ha invocato la dualità animus-anima della psicologia junghiana.
Roba tosta, da scrittori veri.
Potete capire che mi si può innescare la sindrome dell’impostore.

Perché a me tutta la discussione e le risposte hanno ricordato quella vecchia storia su Laurence Olivier e Dusting Hoffman, quando stavano girando Il Maratoneta.

Secondo la leggenda, Olivier (attore di formazione classica) e Hoffman (attore formato all’Actors’ Studio) ebbero il seguente scambio durante le riprese.
“Come è andata la tua settimana, caro ragazzo?” disse Olivier.
Hoffman gli disse che aveva girato una scena in cui il suo personaggio era stato sveglio per tre giorni di seguito.
“Allora cosa hai fatto?” chiese Olivier.
“Beh, sono rimasto sveglio per tre giorni e tre notti.”
Laurence Olivier allora pronuncò la famosa frase, “Perché non provi semplicemente a recitare?”

La storia mi è venuta in mente perché è fondamentalmente quello che faccio io. Provo a semplicemente a scrivere.

Ma questa è solo una parte della storia – la battuta finale, se volete, ma manca la barzelletta che viene prima.
Quindi, proviamo a girarla in un altro modo

D: come scrivo personaggi femminili convincenti?
R: proprio come tutto il resto: faccio le mie ricerche e poi improvviso.

Espandiamo un po’ su questo argomento.
Innanzi tutto, la parola chiave qui è convincente.
Tutto ciò che va sulla pagina deve essere proprio questo: convincente. Non reale, non perfetto, non arte che imita la vita. Deve essere convincente.
Il punto è lavorare in modo che il lettore non abbia un momento “Ma dai, è impossibile!” O, se capiuta che ne abbia uno, dobbiamo fornirgli fornisci una buona ragione del perché sia dopo tutto plausibile, nei paragrafi seguenti.

Per raggiungere la plausibilità, dobbiamo fare nostri compiti. Per i soggetti esoterici, ci sono il web o la biblioteca – ormai è possibile scoprire l’essenziale di tutto, dalle maledizioni egizie al volo spaziale interstellare al posto migliore dove mangiare un panino a New York, mediante le risorse online o dai libri di riferimento.

Quindi sì, potete andare e Googlare “come scrivere personaggi di sesso opposto” – otterrete qualcosa di simile …

E aprendo il primo link si scoprono le Quattro R
. Rilettura
. Ricerca
. Ricordo
. Revisione
E davvero, questa è una lista abbastanza buona.

Mi piacciono le biografie e le autobiografie. Sono una grande fonte di ispirazione, un sacco di divertimento e ottime per la ricerca.
In questo momento potrei citare il libro di Emily Hahn, Nobody Said Not To Go, come eccellente selezione di testi tratti da vari libri, articoli e riviste della Hahn, disposti in forma di autobiografia. Grande lettura (sono notoriamente innamorato di Emily Hahn), grandi esempi di come ragiona una donna intelligente, indipendente, audace.
Potrei aggiungere una dozzina di altri esempi.
E a proposito, non è che io parto “Hmmm, vediamo come funziona il cervello femminile …” quando leggo la Hahn, o Rosita Forbes, o Sylvia Earle o Dion Fortune, o qualsiasi altra autrice. Leggo quei libri perché mi divertono. Ma cerco di tenere il cervello acceso.

Aggiungerei anche canzoni e poesie.
Cantautrici e poetesse possono fornire un punto di vista diverso su alcuni argomenti piuttosto ben frequentati, e quindi possiamo intravedere un diverso punto di vista, un diverso modo di sentire.

A volte può essere necessaria una ricerca focalizzata – sto per scrivere una storia su una giovane donna anticonformista in età eduardiana. Leggerò alcuni articoli sulla vita quotidiana per le classi superiori nei primi anni del 1900, concentrandomi specificamente sulle condizioni delle donne.

Poi ci sono le persone che ho conosciuto – famiglia, amici, conoscenti.
Tutti i personaggi di cui scriviamo hanno una scintilla che viene da noi, dallo scrittore, e il resto è un mostro di Frankenstein messo insieme con pezzi di persone che abbiamo incontrato, personaggi che abbiamo letto o incontrato in film, cartoni animati, fumetti.

La voce revisione nella lista è quello che quel tipo ha detto riguardo ai suoi lettori beta donne. In alcune occasioni ho chiesto ai miei amici della persuasione femminile di controllare una mia storia – non per assicurarmi di avere descritto le donne nel modo giusto, ma per assicurarmi di non stereotiparle o di diffondere cliché offensivi.
Il Bechdel Test e il Mako Mori Test sono anche utili, a questo punto.

Ricordo però ancora con profondo imbarazzo e risate scomposte la scrittrice che postò su un forum un annuncio in cui cercava “esseri umani di sesso maschile” per farsi spiegare che effetto faccia accoppiarsi dal punto di vista maschile. Sarà che non scrivo certe cose, ma credo che il senso del ridicolo sia un altro filtro da tenere sempre acceso.

E poi c’è il vero atto di scrivere – quello che Lawrence Block chiama “Mentire per divertimento e profitto”. E ricordiamo che Block ha scritto dozzine di romanzi sotto uno pseudonimo femminile, nei suoi giorni di autore di paperback.
Non dobbiamo essere “la cosa reale”, come la Coca Cola.
Dobbiamo solo essere convincenti per tutto il tempo che abbiamo da passare sul palcoscenico.
È una cosa che ho imparato dai manuali per prestigiatori.
(ma di questo parleremo un’altra volta)

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

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