strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Una casalinga morta: Plastic, di Christopher Fowler

2 commenti

Allo scoccare del suo trentesimo anno di vita, June è una casalinga morta, per sua stessa ammissione. Dieci anni al fianco di un uomo progressivamente sempre più indifferente, a narcotizzarsi con la televisione in un sobborgo londinese. Lo shopping l’unica valvola di sfogo. Poi, proprio alla vigilia del trentesimo compleanno, l’ineluttabile conferma che il marito la tradisce con una vicina. Una lite furiosa, una giornata di spese folli per vendetta, e tutto finisce: in capo a pochi giorni June ha undicimila sterline di debito, tutte le carte di credito cancellate. Il marito che era intestatario di tutto, fino all’ultimo spillo, l’ha lasciata, ha messo all’asta i mobili, ha venduto la casa.
June ha trent’anni, venti sterline e spiccioli in tasca e nessun posto dove andare. Non ha amici, non ha una famiglia, non ha prospettive lavorative, un curriculum, dell’esperienza. È morta per davvero.
Poi, una proposta: fare da house-sitter per un weekend, in un attico con vista sul Tamigi. Due giorni per pianificare il resto della sua vita, e intanto guadagnare abbastanza per sopravvivere qualche settimana.
Cosa potrebbe mai andar male?
Tipo, tutto?

Quando arrivò in italia, nei primi anni ’90, Christopher Fowler, inglese, classe 1953, lunga esperienza come pubblicitario e film-maker, venne presentato come “il nuovo King” – in quegli anni chiunque è stato, prima o poi, il nuovo King. Oggi, per presentare Plastic, romanzo del 2013, viene scomodato Quentin Tarantino.

Ma Fowler non è né King né Tarantino – è un bravo scrittore di thriller, con un suo stile, dei temi costanti nella sua opera, una lunga e popolarissima serie di polizieschi all’attivo (i sedici romanzi di Bryant & May) e un certo numero di romanzi stand-alone che camminano sulla linea sottile che separa il thriller dall’orrore sovrannaturale.
E poi c’è Plastic.

Sola nell’appartamento modernista a cui deve fare la guardia, June si ritrova catapultata in qualcosa di molto strano e sinistro – un omicidio, un mistero. Per due giorni, durante un lunghissimo weekend, June sarà sola sulle strade di Londra, senza soldi, senza amici, senza una vita, con qualcuno che le vuole fare del male.
Fowler gioca con la psicogeografia di Londra (un suo tema ricorrente) per narrare un breve e feroce arco narrativo – la resurrezione della casalinga morta, che dovrà scoprire tutte quelle qualità e quella punta di follia che dieci anni di vita domestica hanno quasi completamente sepolto, se vuole riuscire a sopravvivera.
Thriller, horror, commedia feroce, satira spietata dell’Inghilterra in rotta di collisione verso la Brexit, Plastic trova il tempo, tra un cadavere scomparso, un drive-by shooting in un distributore di benzina ed un momento di follia in un night club, di sondare il sistema delle classi nella società inglese: analizza il linguaggio, l’abbigliamento, le strade e i quartieri. Ritrae Londra come una città double-face, in cui giorno e notte sono due mondi separati.

Ci vollero sette anni, a Christopher Fowler, per riuscire a pubblicare Plastic – non andava bene, non era il suo solito, era troppo comico per essere un horror, troppo satirico per essere un thriller, il linguaggio era diverso, la protagonista era diversa, i lettori ne sarebbero rimasti disorientati. Un editore canadese ne fu così entusiasta che lo mandò in stampa senza contratto, causando infiniti problemi legali. Una editor si disse personalmente offesa che un uomo si fosse permesso di sacrivere un romanzo narrato in prima persona dal punto di vista di una donna e gli restituì il manoscritto.

Perché Plastic è anche un romanzo femminista, nel senso che è un romanzo che guarda in maniera spassionata ma compassionevole al modo in cui, nel ventunesimo secolo, una donna può venire quietamente annientata, ed essere addirittura complice di queste annientamento. Nella figura di June, Plastic ci offre una summa di tutto il peggio che una donna può subire “normalmente” nella media borghesia senza che sia possibile parlare di traumi o di aggressioni: dalla madre che l’alleva insegnandole che “senza un uomo sarai senza speranza” al marito che si mette a cercare altrove quando June risulta dolorosamente incapace di portare a termine una gravidanza, al nulla fatto di soap opera americane (“le migliori perché non c’è niente di vero da sapere sui personaggi”), shopping compulsivo e faccende domestiche, fino al continuo uso di vezzeggiativi – “sweetie” invece di “June”, un’etichetta sciocca anziché un nome.

È tale il deserto esistenziale in cui June si trova all’inizio del romanzo, che le sorprese, la violenza, la galleria di personaggi strampalati, arrivano come una boccata d’aria, ed ogni nuova giravolta del mistero, ogni nuovo comprimario bislacco, ogni nuova efferatezza che punteggia le peregrinazioni di June a Londra porta al lettore – e alla protagonista – un senso di autentico sollievo.
E noi lettori arriviamo al punto di sperare che a June capiti ancora di peggio, ancora di più, per il puro piacere di vederla reagire, riprendersi la propria vita.
Perché la sua vita rischia di finire molto presto, ma finalmente è June viva.

Una lettura perfetta per un weekend estivo, Plastic non dovrebbe essere così divertente e soprattutto non dovrebbe suscitare delle cattivissime risate nel lettore, ma ci riesce. Non è poco.

E sì, ci vorrebbe un film, o una bella miniserie della BBC.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Una casalinga morta: Plastic, di Christopher Fowler

  1. Mi ha ricordato Stephen Gregory, anche lui inglese, di Derby, classe 1952, stesso amore per le derive horror seppure scrive thriller. Notevole, da recuperare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.