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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Il fantasma della Speranza e la maledizione della Perfezione

8 commenti

Hope è scomparsa quando aveva sedici anni. Nel senso che è proprio sparita dalla vita di tutti: insegnanti, amici, familiari. Scomparsa, dimenticata, invisibile.
È stata una cosa graduale: prima una certa distrazione da parte di chi le stava attorno, poi le occhiate confuse, poi un chiaro e tondo “ma chi sei? noi ci conosciamo?”
Hope non lascia un ricordo permanente nella testa delle persone. Uscite dalla stanza per pochi minuti, e rientrando non vi ricorderete di averla mai vista prima. Fotografatela, e non riuscirete a collegare la faccia sulla foto alla faccia di una persona specifica, a degli eventi, a delle esperienze condivise. Ogni incontro con Hope è la prima volta.
Alla disperazione ed all’alienazione segue la volontà di sopravvivere.
E quale migliore occupazione per una persona che non lascia traccia di sé, e che per tutta una serie di motivi non può avere una identità, se non il furto?
Hope diventa una estremamente ricercata, e introvabile, ladra internazionale: gioielli, danaro, dati.
Poi, un giorno, a Dubai, una ragazza molto ricca e molto infelice si suicida, e Hope decide di vederci chiaro…

The Sudden Appearance of Hope, di Claire North ha vinto il World Fantasy Award nel 2017 ed è un romanzo che, sotto alla patina di techno-thriller, va a toccare un sacco di idee interessanti, la prima e la più ovvia, naturalmente, la questione dell’identità nel ventunesimo secolo.

Hope è una donna che già prima della sua “scomparsa” si trovava in una sorta di limbo: figlia di una coppia interrazziale (il padre agente di polizia inglese, la madre immigrata illegale dal Sudan), bilingue (la madre ha insistito per farle imparare l’arabo), incerta sul proprio futuro.
La scomparsa la rende l’osservatrice ideale per una società che ha fatto dell’apparenza il proprio cardine: profili social, selfie, i posti in cui bisogna essere, la gente che bisogna conoscere…

A rendere questo libro “fantasy” è, in prima battuta, il fatto che non abbiamo una spiegazione per ciò che affligge Hope. Non sappiamo perché solo chi ha subito danni cerebrali o gli animali riescano a ricordarla.
Succede e basta.

Ma poi le cose si complicano.

La comparsa di Perfection nella vita di Hope segna l’avvio della vicenda: Perfection è un’app che si propone di rendervi perfetti. Accede a tutti i vostri dati, vi dice cosa cambiare nella vostra dieta, come passare il vostro tempo libero, quali locali frequentare, in quali negozi fare acquisti, e cosa comprare. Seguite le istruzioni e farete punti, fate abbastanza punti ed avrete inviti ad eventi esclusivi, vacanze di lusso, buoni acquisto.
Perfection ridisegna completamente la vostra vita per farvi diventare come quelli giusti: belli, eleganti, ricchi, sicuri di voi stessi, snelli e abbronzati.
Certo può essere stressante, star dietro ai suggerimenti dell’app.
Se non si seguono i suggerimenti si perdono punti.
E qualcuno di tanto in tanto si suicida.

Nel momento in cui decide di colpire l’azienda che produce e commercializza Perfection, Hope si ritrova a giocare a rimpiattino con dei nemici che temono che lei forse sappia più di quanto sia salutare per loro, e per lei.
E Hope dalla sua ha un solo vantaggio – ma è un vantaggio non da poco.
Il mondo in cui l’azione si svolge è il nostro – coi profili facebook, gli smartphone e i GPS, i bitcoin e il darkweb – e mentre ci addentriamo negli anfratti meno salubri di questo mondo, e grattiamo sotto le apparenze, Hope ci fa da guida.
È intelligente, colta, forse non cinica come vorrebbe sembrare, estremamente competente e non priva di una sua etica. In maniera molto zen, Hope vive nel momento presente, perché il futuro non esiste e nel passato non si conserverà alcuna memoria di lei.
Che forse è qualcosa che tutti sappiamo e condividiamo, e forse un po’ ci spaventa.

Una eccellente lettura, e un premio meritato per una autrice che ha, in effetti, tre diverse identità, con le quali ha messo assieme una bella lista di riconoscimenti (incluso un John W. Campbell Memorial Award nel 2015).

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

8 thoughts on “Il fantasma della Speranza e la maledizione della Perfezione

  1. Ma possibile, porca di quella miseria, che in non traducano più una mazza di interessante?

  2. Claire North è un’autrice che trovo molto interessante, mi fa piacere quindi che tu abbia trovato modo di parlarne. The Sudden Appearance of Hope è dei tre suoi libri che ho letto (gli altri sono Harry August e Touch) quello che mi ha lasciato un po’ più freddino, anche mio malgrado. La premessa rimane di altissimo livello, ma devo dire che lo sviluppo non mi ha soddisfatto a pieno, non so bene spiegarmene il motivo. Forse il rimanere troppo ancorata al presente appesantisce il suo stile, che ho invece adorato negli altri due libri. Touch rimane, per il mio gusto, il migliore dei tre.

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