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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Ciò che non volete vedere: Years & Years (2019)

9 commenti

Sto guardando, nelle pause di pranzo, la nuova serie di Russel T. Davies, quello di Doctor Who; una coproduzione BBC One/HBO intitolata Years & Years.
Sei episodi, ottimo cast, scrittura di altissimo livello.
Guardo mezzo episodio alla volta, perché è una sofferenza indescrivibile.
Per cui credo dovreste guardarlo anche voi.

La sofferenza… è lo stesso genere di sofferenza per via della quale sto impiegando quasi sei mesi a leggere Morte ad Asti, del mio amico Fabrizio Borgio. Perché è troppo vicino alla realtà, mette sulla pagina (il libro di Borgio – sul video la serie della Beeb) cose che sono così orribilmente familiari che non si può far finta di niente.
Il colpo arriva a segno, e fa malissimo.
Credo dovreste leggere anche Morte ad Asti di Borgio, e forse a voi farebbe meno male perché non siete naufragati in Astigianistan, non avete vissuto gli anni ’90 del Piemonte della Provincia da Bere.

Years & Years invece è garantito per devastarvi, se avete uno straccio di anima da qualche parte.

Di cosa stiamo parlando: della vita della famiglia Lyons, fra Londra e Manchester, tra la notte dell’ultimo dell’anno del 2019 e il 2034.
I Lyons sono una famiglia come tante: una vecchia nonna (Anne Reid) dal carattere ruvido che vive abbarbicata alla vecchia casa di famiglia fuori Manchester, e i quattro nipoti con le rispettive famiglie ed esistenze:

  • c’è Stephen (Rory Kinnear), che fa il consulente finanziario, ha una bella moglie che fa la contabile e due figlie adolescenti
  • c’è Daniel (Russel Tovey), che lavora per l’amministrazione pubblica e sta per sposare il suo fidanzato
  • c’è Edith (Jessica Hynes), attivista politica da sempre in giro per il mondo per seguire qualche causa sociale o umanitaria
  • c’è Rosie (Ruth Madeley), la più giovane, bloccata su una sedia a rotelle per via della spina bifida, madre single di due figli avuti da relazioni occasionali

Poi la notte di capodanno del 2024, il presidente uscente degli Stati Uniti, Donald Trump (credo ne abbiate sentito parlare) chiude il proprio mandato con una testata atomica su un’isola artificiale creata dal governo Cinese.

E qui mi fermo un attimo perché io c’ero, nel 1983, quando The Day After mise un tale terrore di dio addosso a TUTTI, che la gente cominciò a scendere nelle strade per chiedere una riduzione delle armi atomiche.
The Day After e l’ancora più devastante, e oggi quasi completamente rimosso film Testament, furono due perfette self-preventing prophecies.
Grazie a questi film (non li ho visti replicati spesso negli ultimi tempi – curioso, vero?), ciò che questi film descrivevano non accadde.

Years & Years non è così, e non aspettatevi una storia di post-apocalisse e dopo-guerra-atomica. Quella che colpisce la Cina è poi solo una piccola testata atomica – muoiono 45.000 persone, ma in capo a pochi mesi si torna al business as usual. Cosa volete che sia, i problemi sono ben altri.

C’è il problema dell’immigrazione dall’est Europa, dove l’espansione russa ha creato una massa di indesiderabili che fuggono dall’internamento, dalla tortura e dalla rieducazione – dissidenti politici, omosessuali…

C’è l’ascesa dei Presidenti a Vita in Russia a in Cina, e a Trump succede Mike Pence…

C’è l’espandersi dell’uso delle intelligenze artificiali, che manda a spasso tutti i contabili e un sacco di altre categorie “a rischio”, e la disoccupazione sale mentre l’economia crolla.

C’è la crisi ambientale – il Polo Nord ora è sgombro dai ghiacci, le estati sono calde e letali, ma cosa volete farci?

E certo, c’è il crescente malcontento delle classi tartassate, deluse dalla politica, che si barcamenano in una società in crescente crisi economica e sociale. Ma per fortuna ecco arrivare all’orizzonte Vivienne Rook (Emma Thompson), imprenditrice di successo che decide di sacrificarsi e intraprendere la carriera politica. Scopertamente incompetente e quindi “una come la gente normale”, Viv Rook dice le cose come stanno, non parla difficile, sostiene che è ora di fregarsene di tutto e di tutti e pensare alle cose veramente importanti – la pornografia su internet alla portata dei bambini, le tecnologie incomprensibili, questi intollerabili stranieri che rubano i posti di lavoro.
Viv Rook fonda un nuovo partito, il Partito Quattro Stelle, propone di censurare internet e di far votare solo chi supera un test d’intelligenza..

Lo capite perché è così spaventosamente orribile?
Perché questa non è una self-preventing prophecy – non può esserlo, non aspira ad esserlo.
Qui non c’è più nulla da prevenire. C’è solo la spietata mappatura delle cose a venire, che attraverso gli occhi dei membri della famiglia Lyons hanno l’ineluttabilità del risultato di una equazione.

Sono persone per bene, i Lyons. Gente tranquilla, che inizialmente ha problemi come l’antipatia fra la nonna e la moglie di Stephen, o la figlia maggiore di Stephen che decide di diventare transumanista, o Rosie che scopre che il suo più recente fidanzato usa il robot/babysitter della figlia come giocattolo sessuale.
Sembrano quasi cose comiche.

Poi però l’oscurità comincia ad avanzare ben da prima dell’esplosione dell’atomica. L’oscurità è già qui, nel 2019, e si sta espandendo lentamente.
I Lyons non sono cattive persone, e possono contare sulla famiglia, come rete di salvataggio – quando la crisi finanziaria annienta ogni avere di Stephen, si può ripiegare sulla casa della nonna, quando l’amante di Daniel viene deportato in Ucraina dove lo attende la rieducazione in quanto omosessuale “non abbastanza discreto” si può ancora fare causa, andare per vie legali. Quando Edith si becca abbastanza radiazioni da accopparla in pochi anni mentre documenta la distruzione causata dall’atomica americana. Ci si aiuta, ci si supporta.

La “colpa” dei Lyons, forse, è molto semplicemente quella di aver sottovalutato i rischi del futuro. Di aver accettato dei piccoli compromessi per il quieto vivere. Di aver creduto al messaggio populista di una creatura orribile e assetata di potere come Viv Rook. Di aver avuto fiducia nel sistema nonostante fosse evidente che il sistema si stava sfaldando. Sì, certo, un piccolo spostamento a destra, però è per mantenere l’ordine, è per la sicurezza di tutti.
Queste, sono casomai le colpe della famiglia Lyons.

Ma è una storia, vero?
Nessuno farebbe degli errori simili nella vita reale, giusto?

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

9 thoughts on “Ciò che non volete vedere: Years & Years (2019)

  1. Spaventosamente familiare. ;-(

  2. Sembra una gran bella serie. Raccontando cose scomode, immagino non sia distribuita per ogni dove.

  3. Dolorosamente familiare… Ma ho paura che faccia male a troppo pochi… Scusa!

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