strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Estenuazioni Natalizie

8 commenti

Siete estenuati dalla frenesia delle feste?
Pare che sia il nuovo trend – oddio come odio il Natale, con tutte questi festeggiamenti, e i regali,e la gente per casa, e lo stress, oddio lo stress, cosa ne è stato del buon vecchio e genuino spirito natalizio, mi domando, signora mia?

Il che naturalmente è un buon modo per annunciare al mondo che sì, andate a un sacco di feste, e sì, avete speso una quantità imbarazzante di denaro in regali e cibo e alcoolici, e sì, avete una valanga di amici e di parenti affettuosi, ma sia ben chiaro, a voi non piace affatto tutto ciò.
No, voi ve ne stareste a casa, da soli, a scaldarvi le mani alla fiamma di una candela, mangiando una caldarrosta ammuffita, in attesa che arrivi Krampus a scudisciarvi le natiche, ma che ci volete fare, non ci sono più i bei natali di una volta.

Il che è un po’ come ammettere che, da una parte, di amici e parenti affettuosi a voi non potrebbe fregare di meno, e dall’altra, che la spesa e la fatica di essere festivi e goderecci per voi non è neanche una scelta, ma un obbligo, una imposizione alla quale non riuscite a sottrarvi.
E da tutto ciò mi sorge il dubbio, non sarà che a Natale siete stressati perché di fatto avete una vita abbastanza orribile, e siete persone pessime?
Così, consideriamola una ipotesi di lavoro.

Pochi minuti fa – avevo appena finito di approntare lo slow cooker per la cena di stasera – sono incespicato su un’affare pubblicato da un giornale, e condiviso da un’amica su Facebook.

Ora, la scoperta che esiste un giornale disposto a pagare (poco, presumo) una persona per gestire una rubrica della posta sulla base del fatto che “è un papà” (ma loro dicono “daddy” perché così è più cool) ha già dato di per se un bello scrollone alla mia peraltro malferma weltanschauung.
Ma ciò che ha radicalmente trasformato la mia visione del mondo non è stata la rivelazione che il mio nuovo guru mangia pandoro fin da novembre… no, è stata la soluzione proposta da questo signore per affrontare lo stress natalizio quando avete una famiglia numerosa, che in sintesi si riduce a

pensate a quanto vi mancheranno quando saranno tutti morti

E non fraintendetemi – anche per me, come per molti di voi là fuori, la Famiglia Addams è sempre stata il modello di famiglia ideale, ma questa improvvisa virata verso il macabro mi ha colto leggerissimamente in contropiede.

Forse perché condita di reminiscenze di “una volta”, e della saggezza dell’anziana parente sessantenne…

Che poi anziana… una che aveva dodici anni quando io ne avevo cinque?
E anche questo, mi ha colpito.
I miei natali sono diventati, a quanto pare, i natali di una volta, con la neve sulle trade che rallenta il traffico delle carrozze, e i gentiluomini col cappello a cilindro che si affrettano verso casa mentre cori di ragazzini rubizzi cantano carole natalizie al fine di alzare qualche scellino (che poi naturalmente spenderanno in birra addizionata di oppio, perché, hey, così era nei tempi antichi).

Ed è vero, un sacco di persone con le quali ho trascorso i miei natali passati sono morte, ma per certi versi sono ancora qui con me.
Vivo dopotutto in una casa infestata.
Ciò investe di una luce diversa l’estenuante stress dei natali presenti?

No.
E se è vero che le due-telefonate-due che ho fatto ieri sono state una modestissima scocciatura – per chi le ha fatte e, non ne dubito, per chi le ha ricevute – non credo che pensare

dai, diamogli un colpo di telefono che poi magari muore

… mi avrebbe reso la digitazione del numero meno fastidiosa.
Ma io, naturalmente, non ho figli. E quindi non devo pensare a quando saranno morti per sopportarli, a Natale.
È per questo che non scrivo su un giornale, di queste cose.
O di altre.

Tante buone cose, a voi e famiglia.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

8 thoughts on “Estenuazioni Natalizie

  1. Ciao Davide, è che Babbo Natale esiste e sono io. Nella mia famiglia, almeno . Dopo quarant’anni di onorato servizio vorrei ritirarmi al Polo in santa pace e con la mia pila di libri . Ma non posso.

  2. Ciao Davide, per me Natale è sempre stato un piacere: da piccola, perché come figlia unica sono sempre stata viziatissima. E oggi, da adulta, anch’io devo fare i conti con delle tavolate di fantasmi (parenti defunti, amici persi di vista, perché la vita è una strada affollata dove ci si perde di vista molto facilmente). Ma ci si ritrova anche, talvolta. Io ricordo con rispetto chi non c’è più, ma è dei vivi che mi importa: parlare con quanta più gente possibile, perché ognuno ha qualcosa da insegnarti. Poi certo, Natale ha qualcosa dei film di Chaplin: ti fanno ridere da piccolo e immalinconire da grande. Per me, comunque, il più grande regalo di quest’anno è stato poterti scrivere.
    Buon Anno.
    Con infinita ammirazione.
    Alexandra

    • Concordo su tutta la linea, pur non essendo figlio unico.
      Possiamo sempre imparare da chi incontriamo, e possiamo sempre ricordare chi ci siamo lasciati alle spalle, ma è dei vivi che ci si deve occupare.

  3. Perdono. La tastiera ha creato un nuovo autore “Colofone”. In realtà avevo scritto : Volodine.

  4. A me continua a piacere il Natale… anche se è vero che ho piu’ persone care di là che di qua, se è una fatica fisica anche se non sono io che mi occupo dei preparativi… anche se…. Ma è semopre un dono, IL Dono. e vorrei che lo fosse per tutti…. Ciao, Davide. E auguri.

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