strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Il male minore

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Qualche giorno addietro mi hanno detto che “non possiamo permettere a soli ventimila morti di bloccare l’economia” – le aziende devono riaprire, così come i negozi, e la gente deve riprendere a circolare, e a spendere, perché l’economia, altrimenti, rischia di fermarsi. E se si ferma l’economia…

L’idea è stata ripresa poche ore fa da un signore che si chiama Trey Hollingsworth, un membro del Congresso degli Stati Uniti che ha invitato i suoi colleghi a “comportarsi da adulti” e smetterla di pensare che sia preferibile salvare la vita degli americani e non lo stile di vita degli americani. Bisogna riaprire, tornare in fabbrica e nelle chiese, ha detto Hollingsworth, e scegliere il male minore. Non possiamo lasciare che il virus fermi l’economia.

Hollingsworth, classe 1983, è al dodicesimo posto nella Top 20 dei membri del congresso più ricchi: ha ereditato l’azienda di famiglia (specializzata nell’acquistare aziende in fallimento e rimetterle sul mercato) e ha anche un impianto di produzione di alluminio.
Successivamente alle sue dichiarazioni del 14 di Aprile il suo staff (dopo aver preso un antiacido e staccate un paio di bestemmie, probabilmente) ha rilasciato un comunicato stampa per spiegare che il giovane Hollingsworth non intendeva dire che si tratta di scegliere fra la riapertura delle aziende e la vita dei cittadini. Che diamine! Ci sono dopotutto delle vie di mezzo – che tuttavia non sono state specificate.

E d’altra parte, il discorso di Hollingsworth è un discorso che abbiamo già sentito fare – dalla nostra Confindustria, ad esempio. E che nei prossimi giorni diventerà sempre più pressante e, probabilmente, sempre più strisciante, sempre più insinuante e subliminale.
“Quanto vale una vita umana?”
“La produzione non si può fermare.”
Lo sanno bene le aziende lombarde, che la produzione non si può fermare – e infatti hanno tenuto aperte le linee – a Brescia, a Bergamo – durante la fase di espansione del virus.

Proprio ieri leggevo un post da qualche parte sull'”inspiegabile” incidenza del COVID-19 in Lombardia, la regione d’Italia più colpita, dove pare che le infezioni non accennino a diminuire, mentre la fila ai cancelli dei crematori si allunga.
Inspiegabile.

La mia prima reazione a tutto questo, naturalmente, è scomposta e sciocca.
Se davvero la vita umana ha un valore inferiore a quello della salute del sistema economico, e ragionando puramente in termini di quantità, di numeri, di fredde cifre, allora la scelta ideale sarebbe giustiziare Hollingsworth e la sua famiglia, sequestrare i loro beni e ridistribuire il loro denaro. In questo modo si riattiverebbe l’economia – centinaia, migliaia di famiglie con soldi da spendere potrebbero frenare il crollo del mercato oimmobiliare, non generare perdite agli istituti bancari, e darebbero una scossa al mercato – ammazzando non più di una dozzina di persone.
Bello liscio.

Ma qui è il problema, vero?
Chi è che decide il valore di una vita umana, e della vita umana di chi.

E davvero, era prevedibile che con tutto quello che sta succedendo il darwinismo sociale tornasse a fare capolino nei nostri discorsi. E il darwinismo sociale – fidatevi, sono un paleontologo – non ha alcuna base scientifica. Sostenere che causare delle perdite alle aziende per salvare la vita di vecchi e straccioni che non sono produttivi è una assurdità è una forma di darwinismo sociale.
La sopravvivenza dei più ricchi.

E d’altra parte è vero che l’economia è bloccata.
La macchina non funziona.
Però c’è questa faccenda, che quando una macchina non funziona, e coloro che dovrebbero usarla muoiono a causa del suo malfunzionamento, il principio non dovrebbe essere accettare la dura realtà che la gente comunque prima o poi muore, ma piuttosto si dovrebbe modificare la macchina.
E l’economia – al di là dei deliri messianici degli economisti (gente che crede che possa esistere una crescitainfinita in un sistema finito) – è una macchina, non una forza della natura.
È sotto il nostro controllo.
Dobbiamo solo volerlo.

Ed è un sistema, questa macchina, che sta mostrando delle serie inadeguatezze – per dirne una, quella di aver trasformato in un sacco di posti la sanità da un diritto in un servizio commerciale che ha come scopo primario quello di generare utili a fronte di investimenti minimi e conservativi. I risultati sono stati finora nefasti.
Ma anche, guardiamo a cosa è successo fin qui per privilegiare questa macchina inefficiente – che è sotto il nostro controllo – a scapito del sistema ecologico del pianeta – che sotto il nostro controllo non lo è mai stato.

E allora cosa facciamo?

Potremmo cominciare a studiare come modificare la macchina del sistema economico, in modo che non uccida la gente che la dovrebbe far funzionare, e non porti al collasso catastrofico ed alla crisi incontrollata l’unico pianeta sul quale possa operare.
Un’idea rivoluzionaria, ma perché non provarci?
Mettendo al lavoro le menti migliori – per dire, non dei figli di papà che hanno ereditato l’azienda di famiglia e non hanno competenze – potremmo studiare un modo per avviare una transizione graduale, provvedendo intanto a mitigare l’impatto socio-economico della pandemia.
Certo, costerebbe dei soldi.
Un sacco di soldi.
E sarebbe possibile – forse addirittura probabile – che la ristrutturazione del sistema si risolva con un cambio al vertice, con una nuova classe imprenditoriale a sostituire il giovane Hollingsworth ed i suoi simili.
Ma sarebbe il male minore, come si diceva.
Un piccolo sacrificio.
Poche persone potrebbero subire delle conseguenze spiacevoli, certo, ma la maggioranza – ed il sistema – ne trarrebbero giovamento.

O si potrebbero cominciare a fare delle analisi a tappeto sulla popolazione, e poi le aziende potrebbero formare uffici e reparti di dipendenti asintomatici – gente che ha il virus addosso ma nonha conseguenze, circondata da altra gente simile, alla quale non potrebbe attaccare alcunché.
La produzione potrebbe riprendere, anche se a scala ridotta, e questo ci permetterebbe forse di guadagnare tempo per studiare meglio la transizione di cui si diceva, o per dare tempo alla pandemia di spegnersi.
Ma certo, le analisi a tappeto costano, e non siamo attrezzati per farle.
Quello delle analisi virali non era stato considerato un ambito commercialmente capace di generare profitti, e quindi il settore privato, dove controlla il sistema sanitario, si è concentrato su quelle attività che portano soldi – come le case di riposo.
Peccato, vero?

Certo, il mio cervello da scrittore di fantascienza, a partire dall’ipotesi qui sopra, mi porta ad immaginare un futuro molto prossimo in cui per lavorare servirebbe una dichiarazione medica di asintomaticità, con in parallelo lo sviluppo di un fiorente mercato di certificazioni false per permettere alle persone sane di lavorare – con tutti i rischi del caso. E quindi anche controlli a sorpresa in azienda, per verificare che tutti i dipendenti al lavoro siano davvero asintomatici e non ci sia qualcuno che fa il furbo…
Una specie di Gattaca a rovescio.
Sarebbe necessario procurarsi i documenti falsi, epoi sul lavoro trovare il sistema per mantenere comunque le distanze sociali, ed evitare i contatti, ma un finto asintomatico potrebbe farcela, specie in quelle attività in cui mascherine e visori sono comunque parte dell’equipaggiamento sul posto di lavoro. Poi evitare la mensa, e tenere a distanza i colleghi…
E poi mi viene in mente Dominion, del buon vecchio Masamune Shirow, che si svolgeva in un futuro in cui gli ospedali ricoveravano le persone sane per proteggerle e studiarle, perché ormai la maggioranza della popolazione era portatrice di un cocktail di malattie legate all’inquinamento.
E poi dicono i fumetti…

Certo, in Dominion la polizia era attrezzata con dei carri armati per contenere la violenza nelle strade, e c’erano le sorelle Puma – ma non credo che saremmo così fortunati, nel nostro caso.
I carri armati in strada forse, ma le sorelle Puma proprio no.

Per cui il problema, alla fine, è questo – c’è una macchina che non funziona, e che sta uccidendo coloro che la dovrebbero far funzionare, ma non pare ci sia la volontà di ripararla, o sostituirla perché, a parte il dettaglio della gente morta, e i clamorosi costi ambientali, la macchina continua, comunque, a fare il lavoro per cui è stata progettata. Male, in maniera sostanzialmente inefficiente, ma lo fa.
Quindi, servono volontari per morire in nome della macchina.
Chi va per primo?

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

16 thoughts on “Il male minore

  1. Il problema è tutto in quel tuo:

    Poche persone potrebbero subire delle conseguenze spiacevoli, certo, ma la maggioranza – ed il sistema – ne trarrebbero giovamento.

    Le poche persone di cui parli sono quelle che hanno il potere per controllare e gestire la macchina
    Le persone sacrificabili sono gli altri non loro.
    Temo sempre di più che l’unica soluzione sia sulla punta di un proiettile

  2. Ciao Davide, la cosa triste in tutto questo è che è un tutto all’insegna del si salvi chi può. Dispiace che i tecnici a Bergamo e dintorni vengano sacrificati per mandare avanti le aziende produttive. Ma anche che ci siano tutti questi medici e infermieri trasformati in carne da macello (prima, come medico, o eri figlio del primario e diventavi primario o facevi le valigie; se eri infermiere, o ti aprivi una partita IVA o facevi le valigie). Ma se non sei carne da macello, sei fuori e basta. Io spero che in avvenire si possano aprire opportunità per chi non è medico, esperto informatico. Per ora, da autrice e traduttrice, vedo pochi spiragli all’orizzonte. Mi dispiace aver perso il treno per insegnare (guai in casa & C). Oggi ho provato a propormi anche per la stesura di contenuti Web (ma ho forti sospetti su chi ha promosso l’annuncio). Al massimo, da autrice horror, posso usarlo come spunto (spiacevoli conseguenze per chi apre blog di psicologia e cerca dipendenti da far passare come stagisti retribuiti: nella mia storia finirebbe maluccio anche per loro). Però avrei un’idea ancora più carina per il simpatico imprenditore che antepone il profitto alle vite umane: fargli vivere un anno come dipendente delle ditte a rischio dopo avergli dato un alloggio in periferia e gli stessi simpatici orari e bei salari di prima: quelli che ti facevano imbestialire davanti al requisito dell’avere un’auto propria: con quelle paghe così alte o vivevi tu o mantenevi l’auto. Persone generose, quelli come lui, vero? Dopo un anno così, il Nostro si farebbe fuori da solo (con risparmio di proiettili e ghigliottine).

  3. La ghigliottina ha funzionato molto male in passato.

    Dopo il terrore abbiamo avuto vent’anni di guerra e l’impero, seguiti da restaurazioni, repressioni e nuove rivoluzioni.

    In Russia abbiamo avuto guerra civile, repressione ed una dittatura durata decenni.

    In Cina idem

    La violenza non é mai la soluzione migliore. Inoltre tende a ritorcersi contro: chiedi a monsieur de Guillotin

    • Sono totalmente d’accordo in parte
      Come dicono quelli che sanno fare ridere
      ^___^

      In realtà il vero problema è che non ho una soluzione alternativa applicabile.
      Hai una alternativa che sia applicabile oggi e non basata su idealismi non applicabili?
      Se sì la sposo molto volentieri, davvero, non è una provocazione.

  4. Il discorso del primo cattivo di Shrek, “molti di voi moriranno, ma è un sacrificio che io sono disposto a fare” è sempre più quotato.
    Purtroppo, non è che capiti sempre quel che è successo a Boris Johnson, uno dei primi a dire la boiata, che (forse) sta iniziando a sviluppare un grammo di empatia per esperienza personale – e comunque, chi ha soldi e agganci riesce ad avere trattamenti migliori, anche in assenza di una cura specifica.

    Probabilmente, in presenza di controlli capillari sarebbe anche possibile riaprire certe aree produttive con una certa sicurezza, ma senza quelli e senza una cura, si gioca alla roulette russa.

  5. Bell’intervento. Peccato che il paradigma moderno sia l’economia e non più la morale.

  6. “Se davvero la vita umana ha un valore inferiore a quello della salute del sistema economico, e ragionando puramente in termini di quantità, di numeri, di fredde cifre, allora la scelta ideale sarebbe giustiziare Hollingsworth e la sua famiglia, sequestrare i loro beni e ridistribuire il loro denaro. In questo modo si riattiverebbe l’economia – centinaia, migliaia di famiglie con soldi da spendere potrebbero frenare il crollo del mercato oimmobiliare, non generare perdite agli istituti bancari, e darebbero una scossa al mercato – ammazzando non più di una dozzina di persone.”

    A me non pare né scomposta né sciocca. È difficile, e allo stato dei fatti impossibile, ma sarebbe la soluzione migliore. Anche senza esecuzioni, basta il sequestro dei patrimoni. Tanto, le braccia e il cervello per guadagnarsi il pane ce l’hanno.

  7. We’re seeing a big push here in the US over the last several days to get the economy back on track and ‘reopen’ the country. The worst is that there seem to be contradictory messages coming out of the White House. On one hand Trump does a press conference saying very clear guidelines ‘wait two weeks after rate of infections begin to drop, must have adequate PPE for health workers and enough tests and contact tracing available to be able to trace the virus if it starts spreading again’ but then after that he almost immediately went on Twitter and took up the ‘Liberate Virginia’ and ‘Liberate Michigan’ chant that’s going on from people protesting (these protests are being orchestrated by some rich folks who own corporations by the way) businesses being closed. So he seems to be inciting the protests against the guidelines his administration has laid down. It’s….pretty scary. Up until this week I wasn’t scared. We haven’t reached the peak of this yet here, and the US is so big that different parts of the country are peaking at different times. New York is probably just about to peak and here in Maryland it’s probably a couple of weeks off. Luckily our governor is following the actual guidelines and said we’re NOT ready to reopen anything here yet as our numbers are still going up in our local area, not down. It’s scary to think that people care more about their bottom lines than human life. On the one hand I do get it, I work for a small business and we’re probably running out of funds soon, I might lose my job. But these millionaires and billionaires, if they cared about people and not just themselves they could give up some of their extra money (at some point it just becomes hoarding wealth) and help the rest of the economy out.

  8. Applausi… molto amari, ma io continuo a sperare che qualcosa cambi… Qualcosa sta già cambiando. Per ora, sono solo briciole…

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