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Dieci Libri #3 – Fletcher Pratt

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Terzo episodio di questa serie di post, e secondo libro che mi riporta agli anni del liceo e agli scaffali della libreria Sevagram di Torino. Io di solito dico che alla Sevagram ci ho fatto il liceo, ed è vero – ho imparato un sacco di cose, ho incontrato amici che sento ancora adesso, ho letto dei libri indispensabili.

Uno di questi è certamente The Well of the Unicorn, di Fletcher Pratt, originariamente pubblicato nel 1948 con lo pseudonimo di George U. Fletcher.

Fletcher Pratt è conosciuto soprattutto come il compare di Lyon Sprague de Camp in una serie di uscite fantasy umoristiche, tra le quali i romanzi di Harold Shea (dei quali abbiamo parlato quando parlavamo della fantacollana), i Racconti del Bar di Gavagan (magari ne parleremo), e Land of Unreason. Quando trovai una copia dell’edizione Ballantine su uno degli scaffali della Sevagram, con la sua copertina dei Fratelli Hildebrandt, lo presi a scastola chiusa, aspettandomi una valanga di risate.
E invece…

Il protagonista, Alvar Airarson, perde la sua casa e la sua esistenza a pagina uno, buttato fuori dal maggiorente locale col quale suo padre si è indebitato. Siamo a Dalarna, una terra in cui cova la rivoluzione contro i baroni Vulking ai quali l’impero ha affidato l’amministrazione del paese. A pagina due Alvar è a piedi nei boschi, con poco più che gli abiti che porta sulla schiena. È qui che incontra il mago Meliboë, che ha per il giovane Airar dei consigli molto pragmatici…
Seguendo i consigli del francamente sinistro Meliboë, Alvar finirà coinvolto nella rivoluzione, scalando la gerarchia fino a diventare capitano della propria banda di guerrieri, e una seria minaccia per il potere costituito.

The Well of the Unicorn non è una storia semplice perché i suoi protagonisti sono persone complicate. Alvar non può fare a meno di interrogarsi sulla moralità delle proprie scelte, ed è molto dubbioso riguardo a concetti come quello di “guerra giusta”. Il mago Meliboë, gli dirà uno dei personaggi che lo accompagnano, è malevolo e pericoloso, e Alvar lo sa benissimo, ma il vecchio gli piace, e lo tiene al proprio fianco perché è una persona con la quale può discutere in maniera intelligente di morale e di etica.
E molti degli alleati di Alvar sono persone discutibili, mentre alcuni dei suoi nemici sono in effetti persone decenti, e una quantità dei suoi seguaci faranno una brutta fine.
Il romanzo di Pratt parla di responsabilità personale e di etica, di politica, e del fatto che non esistono scorciatoie, non esistono soluzioni indolore.

Al centro della narrazione c’è il pozzo che dà il titolo al romanzo – un pozzo nel quale si dice che gli unicorni andassero ad abbeverarsi, intingendovi il corno. Un pozzo l’acqua del quale porta l’oblio. L’impero concede il libero accesso al pozzo – criminali, traditori, ma anche persone oppresse da un grande dolore, possono andare al pozzo e bere, e dimenticare tutto, ricominciare da zero. A volte il pozzo viene imposto ai nemici dello stato come una scelta preferibile all’esecuzione.
Nel corso del romanzo, diversi personaggi racconteranno ciascuno una storia del pozzo, e il sospetto che dimenticare tutto e fare tabula rasa non sia una soluzione diventerà sempre più forte, sempre più chiaro.

E io che mi ero aspettato una valanga di risate.
E se è vero che il romanzo di Pratt è troppo intelligente ed elegante per essere schedato come “grimdark”, alcuni elementi che hanno reso popolari altri lavori di autori contemporanei, infinitamente più voluminosi, vi si ritrovano tutti – è la storia di una guerra e di una serie di intrighi politici annidati, è estremamente realistico nel mostrare le realtà della vita in una società pre-tecnologica, c’è pochissima magia, non esiste una distinzione netta fra buoni e cattivi… persino l’ambientazione e il conflitto sono pesantemente ispirati a una autentica guerra medievale.
Ma è un solo volume, di neanche 400 pagine.
E l’autore lo ha finito. Questo è piacevole. È bello cominciare e finire una storia senza dover stare ad aspettare trent’anni.

E non sfuggirà ai lettori l’ironia che l’edizione Lancer (che ha una copertina abbastanza dubbia), lo presenti come un romanzo “nella tradizione di J.R.R. Tolkien” … non male, per un libro uscito esattamente dieci anni prima de Il Signore degli Anelli, col quale ha veramente poco a che spartire (niente elfi, nani ed orchi, niente poesie in elfico, niente Tom Bombadil, e l’anello… no, è proprio una cosa diversa, l’anello).
Il romanzo ha in realtà dei debiti nei confronti dei lavori di E.R. Eddison e di Lord Dunsany (specie nei racconti del pozzo), e il mago Meliboë è certo imparentato con i personaggi cinici e machiavellici di J.B. Cabell.

The Well of The Unicorn è un romanzo che all’epoca della sua uscita, e negli anni successivi, fu molto influente. Venne lodato da autori come Anderson, Del Rey e naturalmente Sprague de Camp. Ad alcuni lettori, il nome del mago Meliboë potrebbe aver ricordato altri libri, altre storie. È da qui che viene l’impero del trono di rubino. Ha una prosa estremamente tersa, quasi giornalistica, ed è molto parsimonioso nelle descrizioni. Fletcher Pratt fu, in effetti, un analista di affari militari per il Times, ed era un esperto di storia militare e navale.
Alcuni hanno criticato i personaggi del romanzo, considerandoli piatti e stereotipati – ma io me li ricordo bene a trentacinque anni di distanza, segno che o io ero molto impressionabile (è una possibilità) o non è che “piatto e stereotipato” significhi necessariamente “anonimo”.

Alla fine della storia, Alvar Airarson diventerà una tale spina nel fianco dell’Impero, che gli verrà offerta una gita al Pozzo dell’Unicorno.
Tutto perdonato, tutto dimenticato, la possibilità di ricominciare da zero.
La sua scelta, sull’ultima pagina del romanzo, non sorprenderà nessuno che sia stato al suo fianco, come il mago Meliboë, fino a quel punto.

In Italia, il romanzo venne pubblicato nel 1988, da Mondadori in Urania Fantasy, come Il Pozzo dell’Unicorno, con una copertina neanche orribile, e poi ristampato in Oscar Fantasy, nella traduzione di Piero Anselmi e Guido Zurlino. Ancora una volta tocca affidarsi a eBay o alle bancarelle per reperirne una copia. Non ho mai visto l’edizione Oscar, ma l’edizione Urania Fantasy taglia tutte le mappe (ce n’è una per capitolo, dettagli della mappa generale a inizio volume) che sono indispensabili per raccapezzarsi fra gli spostamenti di truppe che dominano gran parte del romanzo.

Incredibilmente, Amazon lascia l’edizione in inglese in ebook a circa un euro. Ci sono modi di gran lunga peggiori per spendere il proprio denaro.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

15 thoughts on “Dieci Libri #3 – Fletcher Pratt

  1. Ho scoperto questo libro grazie a questo blog anni orsono (grazie per le top 10 e per il piano bar del fantastico), e quest’estate a una bancarella (ah, le bancarelle dell’usato sul lungomare..) ho trovato l’edizione Urania Fantasy. Se ad essere mutilate sono state soltanto le mappe, e non il testo, potrebbe essere il momento di darsi alla lettura.
    Una cosa che non ho scritto nel commento precedente: in bocca al lupo, non è così brutta come sembra.

  2. La premessa e la citazione del grimdark mi ha ricordato vagamente la serie di Malazan.

  3. Cavolo questo sembra un romanzo fantasy che inverte certi canoni dei classici fantasy e inoltre parla di tematiche molto interessanti. Lo recupero subito!

  4. Lo cerco magari c’è nella collezione Fantasy della mia mamma. Anche lei saccheggiava le bancarelle dell’usato, ho una sua stanza piena di libri, che non ho ancora catalogato. Non me la sono sentita, i suoi libri sono praticamente come lei li ha lasciati. Ma il tuo post mi sprona a darci un’occhiata, sento che ne scoprirò delle belle. Putroppo non conosceva l’inglese, alle magistrali ai suoi tempi si studiava perlopiù francese, ma aveva gusti raffinati in fatto di fantasy. Saluti a tutti i tuoi lettori!

  5. Lo sto leggendo ora. Sono affascinata da quanto sia contemporaneo come stile e da come ti butti in mezzo alla situazione senza tanti fronzoli.

  6. Ho apprezzato l’autore in tutto quel cheho letto di suo… e mi hai fatto venir voglia di cercarlo in inglese…. Anche visto che per il momento non posso andar per bancarelle. Ti saprò dire se mi son lasciata trascinare. Ciao!

  7. Decisamente un consiglio interessante, Davide. Mi hai fatto scoprire nuovi aspetti di questo autore, che io conoscevo di più nella veste fantasy-comica (“Maledette Piramidi”).

  8. Sicuramente un altro libro da aggiungere alla mia lista di titoli da leggere.

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