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Dieci Libri #6 – Posy Simmonds

3 commenti

Questa serie difficilmente si fermerà a dieci, lo abbiamo già detto, perché ci sono talmente tanti volumi dei quali parlare che… ah, non so dove andremo a finire. E sì, lo so, sto diventando monotono, e siamo solo alla sesta puntata. Pensate cosa sarà l’avvio della ventitreesima…

Ma non pensiamoci. Non oggi. Oggi cambiamo registro, e ci occupiamo di un fumetto… pardon, di una graphic novel. Gemma Bovery, dell’inglese Posy Simmonds, liberamente ispirata a un vecchio romanzo scritto da un francese che ha un nome come un fucile ad aria compressa.

Gemma Bovery uscì a puntate sul Guardian, il quotidiano inglese per cui l’autrice e disegnatrice Posy Simmonds lavorava come illustratrice e cartoonistall’epoca, col titolo di The Late Gemma Bovery. Poi venne raccolto in un volume unico nel 1999, un bel cartonato dal formato insolito.

La storia è messa insieme dai diari della recentemente deceduta Gemma Bovery, una giovane donna inglese trasferitasi a vivere in Normandia col marito, il restauratore di mobili Charlie – un uomo tanto quieto e gentile quanto mortalmente noioso. I diari sono stati sottratti dal panettiere Raymond Joubert, che teme possano contenere informazioni che lo riguardano, e perciò li legge e noi con lui. Ciò che Posy Simmonds ci presenta sono quindi le pagine del diario di Gemma, narrate dalla sua voce, intercalate alle osservazioni, alle memorie ed alle fantasie di Joubert.
Ma cosa è successo, veramente, a Gemma Bovery?

Il lavoro della Simmonds è in parte una satira sociale, in parte una storia del mistero, certamente una tragedia romantica sui generis, ma soprattutto una meditazione su come la letteratura incida sulle vite delle persone, e su come il reale ed il romanzesco si possano confondere, sovrapporre, mescolare, su come avere troppa immaginazione possa cambiare la nostra vita, e quella degli altri.

Gemma Bovery, la cui esistenza sembra viaggiare, agli occhi del panettiere Joubert, disperatamente infatuato di lei, su un binario parallelo a quello della Emma Bovary di Flaubert, è una donna annoiata, indecisa, intrappolata in un matrimonio che la fa sentire in trappola.
Ed è seguendo le pagine di Flaubert (che Joubert le ha spedito anonimamente) che Gemma si reinventa e vive delle avventure, fa del male a se stessa ed agli altri, fino alla tragica- e tragicamente comica – soluzione.
Il dramma è stemperato di commedia perché secondo la Simmonds è palese che il temperamento britannico mal si adatta alle grandi passioni della tragedia romantica. La storia è costellata di feroci rasoiate contro una certa borghesia (pseudo-)intellettuale inglese le cui tiepide pulsioni sono molto ben rappresentate dalla borsa dell’acqua calda che Gemma ha con sé in copertina, in aperto contrasto col reggiseno di pizzo scarlatto.

Gli europei hanno una vita sessuale, gli inglesi hanno le borse dell’acqua calda.

George Mikes

Seguendo un principio che tutti, prima o poi, ci siamo sentiti proporre, Gemma Bovery “si reinventa” per sfuggire alla monotonia ed al tedio, e così facendo mette in movimento una serie di eventi dei quali progressivamente perderà il controllo. Contemporaneamente Joubert svolge una funzione di coro tragico – ma sostanzialmente ridicolo – che tuttavia non si limita a osservare ed amplificare gli eventi, ma cerca di influenzarli, di obbligare la realtà ad adattarsi alla sua immaginazione, alle sue aspettative.
Ma anche gemma, dopotutto, sta cercando di fare della propria vita una storia…

Lo stile grafico del lavoro della Simmonds mescola vignette, strisce, fumetti, copie di documenti e testo, in una impaginazione fitta e tuttavia mai pesante o affollata. La costruzione delle tavole, con le vignette che passano dalla realtà inqadrata in griglie ben definite all’immaginazione senza cornice, spesso separate e definite dal testo, ricorda certi lavori di Will Eisner, il padre della graphic novel.
Gemma Bovery è un fumetto (fatemi causa) che costituisce una potente prova a favore della teoria che i fumetti siano “vera letteratura”. Riesce ad essere metanarrativo e diabolicamente intellettuale, ma al contempo accessibilissimo e divertente.
La triste storia della defunta Gemma è anche una strana parabola femminista, un ritratto di una donna che impara – troppo tardi, come vuole una certa tradizione letteraria – ad esprimere se stessa non in funzione degli uomini che la circondano, ma senza riuscire ad affermare un vero controllo sulla propria esistenza. Sarà la mancanza di controllo a costarle la vita.

E la storia si chiude tuttavia con una nota di speranza, col povero Charlie che vende la villetta in cui ha vissuto con la defunta Gemma, e una nuova coppia di inglesi espatriati vi si traferisce, per la gioia del panettiere Joubert: un uomo anziano, con la sua giovane moglie, Jane Eyre.

Gemma Bovery è un fumetto sulle storie – sulle storie che leggiamo, sulle storie che ci raccontiamo, su noi stessi e sulle persone che ci circondano, e su come queste storie possano diventare una trappola.

E qui ora c’è un piccolo mistero. Perché io sarei pronto a giurare di aver visto, nei primi anni 2000, un’edizione di lingua italiana del lavoro della Simmonds, esposta in una vetrina di una fumetteria torinese, ma non riesco a trovarne traccia. Illusione? False memorie impiantate da una cospirazione aliena? Era l’edizione spagnola e ho preso fischi per fiaschi?
Non ne ho idea.
Amazon ha ancora l’edizione in brossura dell’originale inglese, per un prezzo alla fine piuttosto abbordabile.
Gemma Bovery è il libro ideale da regalare a chi non legge fumetti, e farnetica di Topolino, Tex e Nembo Kid, per aiutarlo ad aprire gli occhi.

Ci hanno fatto anche un film, da Gemma Bovery, nel 2014, con Gemma Arterton nel ruolo della sfortunata protagonista. Non l’ho mai visto (l’hanno mai distribuito nelle nostre terre?), quindi sospendo il giudizio.
Ma magari gli darò un’occhiata.

PS: e WordPress mi rivela che ne avevo già parlato, in una breve recensione spoiler-free, nel 2008.
Niente di grave, spero.
Sono i rischi che si corrono ad avere un vecchio blog.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “Dieci Libri #6 – Posy Simmonds

  1. A quanto pare è stato pubblicato in Italia da Hazard edizioni nel 2009,questo ho trovato sul sito della Feltrinelli.
    Pare che ce ne siano copie anche in altri siti come ibs e libreria universitaria.
    Buon suggerimento,mi affretto a prenderlo!

  2. Ciao Davide, tu non sei rimbambito e non annoi mai. I tuoi consigli sono strepitosi. Mi è piaciuta questa rivisitazione british di Madame Bovary; il personaggio di Gemma, in comune con lei, oltre alla tragica fine, ha l’amoralità (vede la trasgressione come un gioco atto a migliorarle la vita e a rendere più digeribile il suo matrimonio). Buffo l’accostamento reggiseno-borsa dell’acqua calda.

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