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Cineforum: paura negli anni 2000

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Come ogni settimana, Lucia Patrizi ha pubblicato la sua selezione, di dieci titoli, uno per anno, per la prima decade del secolo – e come sempre si è accaparrata i titoli migliori, a cominciare da quel piccolo gioello che è Dagon, e poi Shaun of the Dead. Fate un giro su Il Giorno degli Zombi per farvi un’idea.

E io mi trovo in difficoltà, ancora più di quanto lo sia stato per gli anni ’90. Forse è stata la mia adolescenza a base di Hammer e Corman, forse è la vecchiaia che inesorabile incalza, ma gli anni 2000, farciti di zombie, sequel e remake, mi hanno un po’ allontanato dal cinema horror.
Certo, c’è Kate Beckinsale in tutina aderente in Underworld, c’è Milla Jovovich che spunta qua e là in film di genere, c’è Tokyo Gore Police che vince tutto con la sua accoppiata di titolo di classe e poster di insuperata eleganza…

Ma a parte questo, cosa c’è sulla mia B-list?

Il 2000 parte abbastanza bene, con Pitch Black, piccolo film di fantascienza che gioca con un sacco di cose già viste e già fatte, ma ci gioca benissimo. Visto al cinema, al Festival di Torino, di prima mattina, circondato da un pubblico che non aveva idea di cosa aspettarsi, e il tipo da scuola di cinema che commenta “ma sarà il solito film di merda coi mostri”. Oggi immagino sia uno di quelli che festeggiano la vittoria dei nerdz ogni volta che esce un nuovo Marvel-movie.

L’elenco dei buoni film continua nel 2001 con una produzione europea ad alto budget – Il Patto dei Lupi. Visto al cinema non mi lasciò particolarmente impressionato, ma rivisto nella versione integrale e in originale l’ho rivalutato decisamente – incredibile cose possano fare un quarto d’ora di tagli e un doppiaggio mediocre.

Ma non ci sono solo i lupi, nel 2001, e nello stesso anno esce anche Elvira’s Haunted Hills, sgangherato ma intelligente omaggio ai Poe-movies di Corman, un film infinitamente superiore al primo. Ed è tristissimo che la maggior parte degli spettatori fatichino ad andare oltre le tette di Elvira, e non accendano il cervello al minimo per apprezzare le citazioni, le strizzate d’occhio, lo stalliere che parla fuori sinc e l’immancabile numero musicale.
Però loro no, tette, e via.

E nel 2001 ci sarebbero anche Mulholland Drive e Ghosts from Mars di Carpenter, che è debole, ma è Carpenter. È come se i primi anni del 2000 stessero cercando di buttare sul tavolo tutto quello che hanno di buono.

L’anno successivo è la volta di Bubba Ho-tep – Coscarelli che fa Lansdale, Briuce Campbell che fa Elvis, Ossie Davis colossale, e la mummia che parla in geroglifico. Ed un film straordinariamente amaro, certo una delle visioni più agghiaccianti di quel mostro orribile che, se saremo fortunati, ci divorerà tutti – la vecchiaia.

E poi, per quel che mi riguarda, si spalancano i cancelli del Nulla.
No, certo, ci sono dei buoni film – guardate la lista di Lucia…
Ma altri film, che io vorrei mettere nella mia lista per questa serata al cineforum?

E credetemi, ho davvero apprezzato Kate Beckinsale in tutina aderente in Underworld del 2003 (o incorsettata a morte nell’orripilante Van Helsing, qualche anno dopo), ma a me Vampiri: la Masquerade non è mai piaciuto granché, e la Beckinsale la preferisco in Cold Comfort Farm, o in The Last Days of Disco. Non basta un bel poster per fare un bel film (come ci ha insegnato Tokyo Gore Police)… ed è triste quando i poster cominciano ad essere meglio dei film.

Nel 2004 esce Hellboy – che non è male, ma i fumetti erano meglio. Possiamo mettercelo dentro per fare numero…

Saltiamo perciò al 2007, con due titoli che ci salvano la serata. Il primo è 1408, da una storia di Stephen King e con John Cusak, una storia di infestazione molto più intelligente di quanto non potrebbe sembrare.

E chiudiamo con un altro film sciocco e sgangherato, ma che mi fornisce una buona scusa per poter scrivere metacinema, che se parlate di film e non ce lo mettete almeno una volta, siete out.
My name is Bruce è deliziosamente metacinematografico (tié), e contiene per lo meno due scene straordinarie. Hooch for the pooch…

E così chiudiamo con un certo anticipo il nostro cineforum, che questa sera ha allineato solo una manciata di titoli.

Ma io lo so cosa volete… e quindi, eccolo…

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

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