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Nelle profondità dello spazio, in direzione del Cigno

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Uno dei grandi piaceri della lettura è certamente quello di incontrare un nuovo autore, il cui lavoro riesce a sorprenderci e a catturarci. Viviamo in un periodo interessante, e nell’ambito del fantastico e della narrativa d’immaginazione c’è l’imbarazzo della scelta.
Una quantità di ciarpame puerile scritto da cani, mirato a un pubblico che non riesce ad andare oltre il puerile? Certo.
Ma anche cose davvero entusiasmanti. E non da ieri.

Nel mio caso, il più recente colpo di fulmine letterario riguarda Linda Nagata, autrice americana, classe 1960, residente a Mauhi, nelle isole Hawaii, con un background accademico in zoologia.

Nagata esordisce giovanissima, nel 1987, sulla rivista Analog, con un racconto breve – la sua produzione di narrativa breve resta abbondantissima, ed è in effetti nei suoi racconti brevi che l’ho incontrata per la prima volta – molte sue storie compaiono in antologie del meglio del genere, e più recentemente un suo racconto, The Martian Obelisk, è stato pubblicato dalla benemerita Tor.com, e si è beccato una nomination per l’Hugo.
Il racconto è una breve storia molto hard sul futuro dell’esplorazione umana del sistema solare, e di Marte in particolare, e sul significato dell’arte.
È ingannevolmente semplice, senza grandi giravolte, ma trasmette un senso di profonda partecipazione per una piccola, insignificante odissea in un futuro prossimo. È anche estremamente cattivo nei confronti di Elon Musk, ma Musk ha le spalle large, e può sopportarlo, credo.

La fama di Linda Nagata si fonda soprattutto su quella che è nota come Nanotech Succession, composta di quattro romanzi a se stanti, che tracciano la storia futura dell’umanità su un arco di alcune migliaia di anni. In questi romanzi, l’autrice riesce in un gioco vecchio ma sempre difficile – quello di descrivere dei personaggi coi quali riusciamo ad empatizzare, ma che sono progressivamente sempre meno umani. Ed in effetti seguiamo gli stessi personaggi attraverso millenni di storia umana, e di permutazioni ed evoluzioni fisiche, biologiche e psicologiche.
Lo sviluppo rampante della nanotecnologia permette infatti di modificare ed ottimizzare il corpo umano, replicarlo, moltiplicarlo, perpetuando le menti in una successione di corpi adatti alla bisogna.

I romanzi – The Bohr Maker (che vinse il Locus Award come miglior romanzo d’esordio), Deception Well (secondo Locus) e Vast vennero originariamente pubblicati da Bantam Spectra, ma quando la casa editrice andò a gambe all’aria, l’autrice decise che era ora di trovarsi un “lavoro vero” – per quasi dieci anni, all’inizio del ventunesimo secolo, Linda Nagata lavorò come sviluppatrice web, limitando la sua produzione alla narrativa breve su rivista.

Poi, nel 2009, due eventi si sovrapposero: da una parte, la recessione mise fine al suo “lavoro vero” e dall’altra i diritti dei suoi romanzi tornarono a lei. A questo punto, Linda Nagata fondò la sua casa editrice (la Mythic Island Press) e tornò a dare alle stampe i propri titoli, aggiungendo un prequel, Tech Heaven, e poi riprendendo a scrivere romanzi.

Ho letto meraviglie di Vast per anni, e l’ho avuto a lungo sulla mia lista della spesa – ma prima, in seguito al collasso della Bantam, era introvabile, e quando uscì la ristampa della Mythic Island Press, il titolo era ormai sepolto sotto ad una lista lunga un braccio.

Poi, nei mesi passati, mi sono imbattuto in Edges.
E la combinazione della curiosità per una autrice che avevo molto apprezzato nella narrativa breve, il prezzo (l’ebook era in offerta) e la copertina (splendida), mi convinsero che era il momento di provare.

Edges cover for Linda Nagatas’s Inverted Frontier Book 1 by artist Sarah Anne Langton

Edges è la prima parte di una serie intitolata Inverted Frontier, e riprende la storia più o meno dove era finita con Vast.
Beh, OK, un migliaio di anni dopo.

Ed il bello è proprio questo: come tutti gli altri romanzi della serie della Nanotech Succession, anche Inverted Frontier è a se stante, e si può leggere da solo.
Il problema, naturalmente, è che arrivato a 100 pagine nel romanzo, ho istantaneamente ordinato anche Vast e un paio di altri titoli dell’autrice.

Di cosa parla Edges
Di un’umanità abbarbicata attorno a Deception Well, forse l’ultima colonia umana sopravvissuta dopo la guerra con i Chenzeme – o meglio, con le navi da preda dei Chenzeme, che da milioni di anni vagano per la nostra galassia in cerca di civiltà tecnologiche, per distruggerle. Ecco spiegato il vostro Paradosso di Fermi.
Le navi Chenzeme hanno annientato la frontiera dell’espansione umana.
Mille anni or sono, un’unica nave umana, la Null Boundary, è penetrata nello spazio Chenzeme, in direzione della costellazione del Cigno (questa è, almeno in parte, la storia di Vast). Un solo membro dell’equipaggio ha fatto ritorno, portando informazioni e tecnologie che hanno permesso a Deception Well di montare la guardia e difendersi, e sopravivere.

Ma ora, dopo secoli di attesa, una nuova nave fa la sua comparsa – è un vascello da caccia Chenzeme, ma è stato catturato e dirottato da un altro sopravvissuto della Null Boundary, che viaggia al suo interno sotto forma di “fantasma” nella rete neurale di bordo. Il suo piano, dopo una toccata e fuga a Deception Well – fare rotta verso lo spazio dal quale proviene la razza umana, in cerca di qualunque cosa sia rimasto, dopo tutti questi millenni, dell’antica civiltà terrestre.

Non è un’idea nuovissima – Gregory Benford ci scrisse la serie del Nucleo Galattico, fra gli anni ’80 e gli anni ’90, e autori diversi hanno ripreso la stessa idea – da Alastair Reynolds a Neal Asher al solito Peter F. Hamilton, a Vernor Vinge. Ciò che rende particolarmente piacevole la versione della storia proposta da Linda Nagata, è la sua classe come scrittrice. Edges, come i romanzi precedenti, è space opera avventurosa, ma è anche fantascienza hard. E Linda Nagata ha una mano meravigliosa nel tratteggiare le psicologie umane-ma-non-proprio dei suoi protagonisti, mentre al contempo dipinge grandi affreschi delle meraviglie e dei pericoli dello spazio profondo. Questioni come la comunicazione, la fiducia, la natura del sacrificio e il prezzo della sopravvivenza vengono toccati con delicatezza, senza bastonare il lettore con dei pistolotti filosofici a buon mercato.

Arrivati in fondo, toccherà poi leggere la seconda parte della storia, che si intitola Silver, e che ha un’altra copertina meravigliosa…

Per il pubblico italiano, al momento un solo titolo di Linda Nagata mi risulta disponibile – Red, primo volume di una trilogia, tradotto a suo tempo in Urania ed disponibile anche in una edizione più “permanente”.
È fantascienza militare, ma non solo. Il primo volume è uscito in italiano nel 2016. Potete domandarvi insieme a me dove siano i due volumi successivi.

Come dicevo, leggere Edges è stata una rivelazione – e mi sono abbondantemente preso a calci per aver aspettato più di vent’anni per leggere Vast, e per scoprire un’autrice che senza alcuna difficoltà è entrata nella mia lista dei preferiti – col tempo finirò per leggere tutto ciò che ha scritto. Anche i suoi romanzi fantasy (perché ha scritto anche dei fantasy, sì).

Ed è qualcosa che trovo rinfrancante – è vero, ho perso vent’anni, ma posso recuperare, e per tanto ciarpame indegno scritto da scalzacani che viene regolarmente riversato sui nostri scaffali, è bello sapere che c’è ancora qualcosa di buono – di molto buono.

La fantascienza, ancora una volta, sta bene e vi saluta tutti.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

4 thoughts on “Nelle profondità dello spazio, in direzione del Cigno

  1. Sul Blog di Urania ho scritto almeno 4 o 5 volte in questi anni per avere anche solo notizie di intenzioni riguardo al seguito della trilogia di Red: nessuna risposta, nemmeno un “è stato un flop quindi no”. Zero. Li ho recuperati in inglese che ho risparmiato.

  2. Grazie per la segnalazione, questa autrice va scoperta. E io sono al tempo stesso confortato e terrorizzato dalla dimensione della Lista Dei Libri Da Leggere.

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