strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Fare cose (non potendo vedere gente)

12 commenti

L’estate è ufficialmente iniziata – e se è vero che sono sepolto sotto ad una valanga di lavori da fare, è anche vero che è assolutamente indispensabile spezzare il ritmo. Il rischio altrimenti è che tutti i giorni, sempre e comunque, diventino tutti uguali. Si finisce con l’entrare in un continuum dal quale non c’è via di uscita, e che porta, inevitabilmente, alla depressione ed all’infelicità.

Le restrizioni dovute alle precauzioni che sono ancora necessarie per contrastare il COVID-19 non aiutano.
Perciò, proprio per sopravvivere, ho cercato di preparare un piano per, come si diceva, spezzare il ritmo. E visto che non è possibile vedere gente, l’unica possibilità è fare cose.

Prima cosa – la Dumarest Challenge.

Dumarest of Terra è una serie di 34 volumi scritti nella seconda metà del ventesimo secolo dall’inglese E.C. Tubb. In tre parole: Earl Dumarest è un avventuriero in un futuro in cui l’umanità si è diffusa in tutta la galassia. Nessuno ricorda dove sia la Terra, ma Dumarest sa di esserci nato. Nei suoi vagabondaggi per tornare al suo luogo d’origine, vive diverse avventure.

I romanzi di Dumarest non hanno una buona fama – è narrativa pulp fuori tempo massimo. E tuttavia è un buon intrattenimento, Tubb è un autore competente che sa gestire molto bene le (poche) idee su cui costruisce le sue storie, e ciascun romanzo si legge in un pomeriggio. L’idea della sfida è quella di leggere tutti e trentaquattro i romanzi, nell’ordine in cui sono usciti.

Seconda Cosa – sfoltire quell’enorme pila di ebook raccattati durante il lockdown.

Durante il lockdown molti autori indipendenti e molte case editrici hanno regalato i propri volumi, o li hanno rilasciati a prezzi scontatissimi – dando tra l’altro una prova fattiva di come attività “inutili” come scrivere storie siano indispensabili per la nostra sopravvivenza come individui sani e funzionali.

Ora è il momento di attaccare la lunga lista di titoli messi insieme nei mesi passati e finalmente leggerli.
La scelta è ampia, il tempo è quel che è…

Terza Cosa – Python 3.x

Da anni cincischio con Python, e per un certo periodo sono stato anche abbastanza agile da riuscire a programmarci qualcosina – soprattutto nel mio vecchio settore accademico, l’analisi dei dati.
Ma la programmazione, come qualunque altro linguaggio, se nlon viene esercitata regolarmente appassisce, e si deteriora.
Per cui, su consiglio di mio fratello, mi sono iscritto alla JetBrains Academy, dove al momento sto imparando a programmare in python una macchinetta per fare il caffé.

Tra l’altro, seguendo il link qui sopra vi garantiscono tre mesi gratis, che diventano quattro o cinque se riuscite a completare certi progetti.
Per me la cosa va benissimo perché significa che ho un tempo-limite, e devo darmi un ritmo e una tabella di marcia. Non trattano solo Python (ci sono anche Java e altri linguaggi di programmazione – solo la macchinetta del caffé è immutabile).

Quarta cosa – la bicicletta

È dal 2009 che la mia bici è rimessata sotto ad un telone, perché circolare fra queste colline in bicicletta è sempre stato un modo inutilmente complicato per suicidarsi: camion e trattori in particolare hanno un approccio alla viabilità che sorprende che non abbiano anche adottato le ruote falcate. Ma in questo caso la pandemia ha aiutato – la circolazione ora è limitata all’indispensabile, e questo, assieme alle esplorazioni fatte l’inverno scorso per cercare strade di campagna da seguire per le nostre ipotetiche micro-avventure, significa che – scegliendo le giuste ore del giorno – è possibile spostarsi in bicicletta senza correre troppi rischi.
Ne parlavo proprio ieri con un’amica che, usando le strade secondarie e i viottoli fra le vigne, in bicicletta ci va al lavoro.

Perciò, il progetto al momento è recuperare la bici da sotto al suo telo, fare un rapido inventario dei lavori necessari per rimetterla in sesto, determinare un budget, e poi metterci mano. Il target: rimetterla in sesto per la seconda metà di agosto, quando si spera che il caldo assassino sia passato, e sarà possibile fare i primi esperimenti.
È tutto molto teorico – magari la bici è da buttare e mi costa di meno acquistarne una nuova di seconda mano, ma stiamo a vedere…

E poi c’è un quinto progetto, che però non riguarda solo me, e che prenderà probabilmente forma coerente un po’ più avanti, quindi sorvoliamo per il momento.

Riuscirò a fare tutto?
Ovviamente no.
Perché nessun piano d’azione sopravvive all’incontro con la dura realtà.
Ma come si suol dire, non ci mancano le idee.
E buone vacanze a tutti.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

12 thoughts on “Fare cose (non potendo vedere gente)

  1. Per il punto due: anche io ho la pila di ebook presi in quarantena da sfoltire. I miei sono soprattutto consigli di lettura del gruppo contaminations!

  2. Se posso dare una mano (purtroppo solo virtuale) per la bici, a tua disposizione, anche se é solo un ammasso di ferraglia arrugginita. Si recupera anche quella.

  3. per il recupero del mezzo a costi contenuti batti i bidoni, spesso ci si trovano cancelli da cui recuperare pezzi. e se hai a tiro un’isola ecologica prova a parlare con chi ci lavora, magari qualcosa ti fa recuperare anche da lì: sono miniere d’oro.
    anche le cantine o i garage degli amici a volte nascondono perle di cui liberarsi, e chi siamo noi per negare un po’ di aiuto a un amico?

    in ogni modo se la bici è d’acciaio, a meno che non sia completamente marcia, dovrebbe essere recuperabile. è da vedere se hai il tempo e gli attrezzi.

    • Sto facendo anche l’inventario degli attrezzi.
      Sarà un progetto che affronterò con la dovuta calma…
      (e qui nei dintorni, credo che l’oasi ecologica più vicina sia a sessanta chilometri).

  4. se posso un consiglio, da scarso pythonista quale sono (per l’analisi dati prediligo R), ti suggerisco anche la porzione di corsi gratuiti di DataCamp

    • Grazie del consiglio. Casomai a seguire.
      Conoscendomi, se voglio arrivare da qualche parte e spolverare ciò che so, e farlo crescere, devo focalizzarmi su una sola piattaforma, un solo metodo.
      Una volta acquisito tutto il possibile, mi sposterò altrove per varietà.
      E magari tornerò anche ad R (che son vent’anni che non lo adopero).

  5. Buona estate anche a te, Davide, grazie anche per avermi fatto scoprire un autore come E.C.Tubb. Sono sicura che realizzerai tutte le mete che ti sei prefissato. E credo anch’io che i libri ora abbiano un nuovo rispetto (scoperti) o (ri)scoperti dai prigionieri del virus.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.