strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Il postino, il piazzista (e la talpa)

9 commenti

Nell’autunno dell’anno passato, prima che la pandemia arrivasse a sparigliare le carte, avevamo progettato, con mio fratello ed alcuni amici, una serie di microavventure da mettere in piedi qui fra i colli dell’Astigianistan.

Per chi se le fosse perse, le microavventure sono un’idea dell’inglese Alistair Humphreys – brevi scampagnate e pernottamenti nella natura più o meno selvaggia, tra le sei di sera e le sette del mattino. Si esce dal lavoro, si salta su un treno, si arriva in campagna o al mare o in montagna, e si parte in bici o a piedi verso la cima di una collina o un tratto di costa, si cena al sacco, si dorme all’aperto, ed al mattino successivo si arriva in tempo a riprendere il treno e si torna in ufficio o al lavoro o a casa.
Bello liscio.

Ci ha anche scritto un bel libro, su questa pratica, il buon Humphreys, che di lavoro fa l’avventuriero (sapete come la penso a riguardo) e che si intitola, molto opportunamente, Microadventures.

Il bello delle microavventure è che disinnescano per loro natura il cinismo di maniera di tutti quelli che una cosa del genere non la farebbero mai.
Tutti quei discorsi che sì ma

  • qui non si potrebbe fare
  • i treni sono cronicamente in ritardo
  • e poi torni al lavoro tutto sudato
  • il contadino ti spara se dormi sul suo terreno
  • ti arrestano
  • ti prendi delle malattie
  • in Italia è diverso
  • faccio una vita di merda tutta la settimana e poi per divertirmi vado in bici a dormire nei boschi?

Tutte scuse che per sua natura la microavventura elimina – ci si può ritagliare una microavventura esattamente sul posto in cui viviamo, con i rischi, le difficoltà e i vantaggi che lo caratterizzano. Possiamo piantare una tenda in giardino e provare a vedere che effetto fa. L’avventuriero ed archeologo Aurel Stein lo faceva regolarmente – diceva che ci dormiva meglio che in casa.

E nel nostro caso, ad esempio, i colli dell’Astigianistan (e il percorso cicloturistico che si inaugura proprio oggi qui tra Bruno, Castelnuovo Belbo e Mombaruzzo) si prestano perfettamente a quella che Humphreys chiama una Bivvy Challenge…

Riassumendo – percorrere un circuito di almeno 50 chilometri in almeno 24 ore, incluso unpernotto all’aperto, viagiando leggeri.
L’ideale da fare un sabato – che poi la domenica se si è stanchi e devastati ci si riposa.
Era più o meno quello che volevamo fare, ed avevamo anche già coinvolto un paio di altri desperados.

Tutti piani molto divertenti, che la pandemia ed il lockdown hanno cortocircuitato.

Un altro progetto che avevamo, con mio fratello, era quello di applicare il Problema del Postino Cinese a Castelnuovo Belbo.

Veduta di paesaggi nel Comune di Castelnuovo Belbo (AT). L’immagine fa parte dell’Atlante dei Paesaggi astigiani e monferrini, realizzato per una più ampia conoscenza ed efficace salvaguardia del patrimonio paesaggistico del territorio piemontese.

Il postino deve percorrere tutte le strade della sua città per consegnare la posta, e deve farlo nella maniera più efficiente possibile. Di base si prende la mappa del posto in cui si vive, e si traccia un percorso che copra ogni strada, nella sua interezza, senza staccare la matita dal foglio.
Poi (questa era la nostra intenzione), si prende la mappa, si indossano delel scarpe comode, e si parte.

Certo, c’è chi, come Rickey Gates, si fa di corsa ogni singola strada di San Francisco…

… e chi, come i Mana Brothers, pianifica di farsi una bella camminata tranquilla per tutte le strade ed i viottoli di Castelnuovo Belbo.
Come si diceva sopra, si fa ciò che si può con ciò che si ha a portata di mano – questa è la natura delle microavventure.

Per coloro che fossero più interessati alla topologia ed alla matematica (con applicazioni) che non all’inventarsi delle avventure tascabili, potremmo a questo punto far notare che se l’idea di scarpinarsi ogni singola strada del posto in cui viviamo è una aplicazione del Problema del Postino, allora la bivvy challenge potrebbe diventare una applicazione pratica del Problema Del Piazzista: il piazzista deve toccare un certo numero di località percorrendo la distanza minore possibile.

Non è meraviglioso?
Si fa del moto, si scoprono nuovi posti e si incontrano principi matematici che sono fondamentali nel funzionamento della nostra civiltà tecnologica.

Il che mi porta, per vie molto traverse (ah!) ad una memoria dei tempi delle medie, quando noi con la topologia ci giocavamo durante l’ora di storia – perché sul Manuale delle Giovani Marmotte (non ridete, credo fosse il secondo volume della serie) avevamo trovato le regole di un gioco chiamato La Talpa del Perù, che si gioca con un foglio di carta e due matite, e che qualora foste bloccati in casa o non ve la sentiste di partire a piedi per esplorare i dintorni, è un passatempo se non altro diverso dal solito (e funziona senza corrente elettrica).

Le regole per la Talpa del Perù le trovate qui – perché c’è ancora chi se le ricorda, anche se mi domando se qualcuno ancora ci giochi.

PS: Amazon mi ha appena informato che, date le nuove direttive internazionali, dal primo di novembre dovrò segnalare se il mio post contiene un link commerciale; tanto vale abituarsi -e perciò ecco quello che vi devo dire: il link al libro di Humphreys e quello al manuale delle Giovani Marmotte, qui sopra, sono link commerciali a pagine Amazon, e qualora voi doveste acquistare il libro, io prenderei una piccola commissione. Lo sapevate già, ma io devo metterlo per legge.


Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

9 thoughts on “Il postino, il piazzista (e la talpa)

  1. Cooooooosa?!? Mi segnali dei libri interessanti e io dovrei darti una mano a pagare le bollette?!? Tanto lo so che con quei soldi ti installi il 5G e la macchina per le scie chimiche…

  2. Comunque il progetto è sempre in canna, mica ha scadenza

  3. Belle anche secondo me, le microavventure. Un’idea da copiare (una volta passato il Peggio. Speriamo). Grazie anche della segnalazione sui libri.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.