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Paura & Delirio #26: Cat People (1942 & 1982)

1 Commento

Non la odiate anche voi questa orribile tendenza del cinema del ventunesimo secolo, di rifare i vecchi film della nostra infanzia, rovinandoci tanti bei ricordi?

Beh, in effetti è sempre successo – e nell’episodio di Halloween di Paura & Delirio abbiamo parlato di un film che, dalla sua prima uscita, nel 1932, è stato rivfatto al cinema 35 volte, e in TV altre 56. Ma certo, noi nel ’32 non ‘eravamo, e la nostra infanzia è salva.

E tuttavia nel mese di novembre, Paura & Delirio darà un’occhiata a quattro remake storici – un paio dei quali non sono affatto fallimentari.

Ed in effetti, le infanzie sull’orlo della rovina nel primo doppio spettacolo di questa serie non risalgono al 1942, quando Val Lewton e Jacques Tourneur girarono il primo Cat People (da noi intitolato Il Bacio della Pantera), ma alla fine degli anni ’80, quando in TV cominciò a passare il remake dallo stesso titolo, girato da Paul Shrader, nel 1982.
E quei bei ricordi felici della nostra infanzia hanno probabilmente più a che fare col nudo integrale di Nastassja Kinski che non con l’effettiva qualità del film di Schrader.

Ma non è tutto così semplice, in questa puntata di Paura & Delirio in come nostro solito faremo SPOILER, ma divagheremo per parlare di film noir e neo-noir, di abuso di stupefacenti e narcolessia, del topless di Annette O’Toole, e di cosa succede quando la cocaina ha il sopravvento sul buon senso.

Sarà divertente.

ADDENDUM: siamo ancora aperti per eventuali domande, alle quali risponderemo in una puntata speciale. Usate i commenti per soddisfare le vostre curiosità.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

One thought on “Paura & Delirio #26: Cat People (1942 & 1982)

  1. Concordo sull’analisi della città. Il remake ha sbagliato completamente location, io sono stato una settimana da solo a New Orleans e ho colto più a parte festosa che quella malata, jazz e blues a gogò. Spostandosi in certi suburbs si coglie l’elemento gotico, che ormai è più collegato ad Intervista col vampiro.
    Per fare un parallelo, che funziona come location, direi sicuramente Habit di Larry Fessenden, capolavoro assoluto; lì si respira la città malata, notturna, predatrice, il vero vampiro del film. Altri the driller killer, the addiction, ma si potrebbe andare avanti per secoli.

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