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Paura & Delirio: Nosferatu (1922 & 1979)

2 commenti

Vidi il Nosferatu di Werner Herzog alla fine del 1985 – avevo appena visto Subway, di Luc Besson. Nessun diciottenne può vedere Subway senza innamorarsi perdutamente di Isabelle Adjani, e perciò, in Nosferatu c’era la Adjani, ed io mi guardai Nosferatu. E non mi piacque per niente.
Sono cambiate le cose, in questi trentacinque anni?

E tuttavia i nostri ascoltatori ci hanno chiesto di parlare di Nosferatu, il classico di Murnau e l’altrettanto classico di Werner Herzog.
Chi siamo noi, per confrontarci con questi colossi?
Noi parliamo di filmacci coi mostri che ti vogliono mangiare la faccia, o storie di suore che nessuno si fila (ma non è vero – grazie per aver gradito tanto l’episodio su Narciso Nero).
Abbiamo delle insicurezze rampanti.

Fortunatamente, i nostri ascoltatori ci hanno anche chiesto di portare degli ospiti nel podcast, e così noi abbiamo chiesto aiuto a Nicola Laurenza, persona informata dei fatti, per parlare di queste due pellicole che hanno scritto la storia del cinema dell’orrore al contempo creando, sovvertendo ed ignorando tutte le regole del genere.
Seguiteci per sentirci parlare con Nicola di immagini e musica, di cinema tedesco e topi, di mostri simili a insetti ed Isabelle Adjani.
E poi Kinski, naturalmente.
Ci sono S P O I L E R, ma si può davvero spoilerare Nosferatu?

Ed in apertura, la Posta del Cuore di Paura & Delirio.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Paura & Delirio: Nosferatu (1922 & 1979)

  1. Bella puntata, grazie! La storia dei topi è fantastica.
    Rivedendoli in tandem (sì, se riesco faccio i compiti a casa prima di ascoltare il podcast) si vede benissimo che il vampiro è trattato come “infezione”, come avete sottolineato. Ma la cosa che mi ha impressionato di più è che mentre nel film di murnau, il male arriva con il vampiro, in quello di Herzog è quasi inevitabile, Dracula fa solo da catalizzatore. Ed è una sensazione che rimane addosso per un paio di giorni dopo la visione. Veramente tanto di cappello a Herzog

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