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Visioni di Harlan

13 commenti

È uscito un nuovo libro di Harlan Ellison.
E voi qui dovreste dirmi, Dave, sono tre anni che Harlan ha tirato le cuoia, ed all’Inferno stanno ancora piangendo per come li sta tormentando, mentre in Paradiso si danno gran pacche sulle spalle, perché per il momento nessuno si è accorto di come hanno contraffatto i documenti, e prima che Harlan gli faccia causa e trascini il culo di tutti i cherubini ed i serafini in tribunale e li sprema fino all’osso, avranno il tempo per adeguarsi ai suoi standard di qualità.
E quindi come ha fatto, Harlan Ellison a far uscire un nuovo libro, impegnato com’è in questo momento?
Devi aver preso un abbaglio, sai, non sei più giovane, certe cose capitano.
Questo dovreste dirmi.

Ed io allora vi potrei spiegare che, grazie ad una di quelle meravigliose ironie che speziano la nostra vita quotidiana, ora, a tre anni dalla sua morte, finalmente Harlan Ellison ha un bel volume tutto suo pubblicato in italiano, da Mondadori nientemeno, un bel volumone massiccio e antiproiettile, e se avete ancora due lire a vostro nome, dovreste spenderle per comprarvelo, questo libro.
E se non avete due lire a vostro nome, beh, fatevele prestare o rubatele.
Perché è uscito Visioni, di Harlan Ellison.
E voi lo dovete leggere.

E francamente non so se questo sia una traduzione di The Essential Ellison – e sarebbe bello se lo fosse, ma ne dubito, perché quel volume contiene anche saggi, articoli e sceneggiature, mentre Visioni porta in copertina la dicitura “I racconti”.
Per cui sapete più o meno cosa c’è dentro: una selezione della miglior narrativa breve mai pubblicata in questo secolo e nel precedente.
E voi lo dovete leggere.

E qualcuno di voi potrebbe dirmi, Dave, io però ho sentito che questo Ellison era un po’ uno stronzo, un mercenario, uno che voleva farsi pagare troppo, e non gli piaceva che si dicesse che era uno scrittore di fantascienza. Uno che fece causa a James Cameron e non gli lasciò neanche gli occhi per piangere, uno che diceva che San Gene Roddenberry non avrebbe saputo scrivere per salvarsi la vita. Pare abbia anche palpato una tetta a Connie Willis, che è proprio una cosa che non si fa.

E in effetti se le voci che circolano sono il vostro genere di cosa, anch’io ho sentito un sacco di cose, su un sacco di gente, inclusi quelli che per anni tennero Harlan Ellison lontano dai nostri scaffali. Un giorno potrei raccontarvele, ma mi farebbero causa – e sarebbe ironico, perché Harlan Ellison fece causa a un sacco di gente, incluso James Cameron, ed inclusi quelli che lo tennero lontano dai nostri scaffali per anni. Quelli che brindarono il giorno in cui arrivò la notizia della sua morte. Io c’ero, e lo ricordo.
Di come scrivesse Gene Roddenberry parleremo quando sarete più grandi, e sì, Harlan palpò una tetta a Connie Willis. La destra, mi pare. E no, è una cosa che non si fa.
Ma volete sapere qual’è il bello?
Che non ha nessuna importanza.
Perché alla fine ciò che conta sono le storie.
E per tutta la vita Harlan Ellison si impegnò per scrivere delle buone storie, e per preservare la dignità di chi scrive, alla faccia di chi ci vuol male.
E Harlan Ellison per primo vi avrebbe detto che se Adolph Hitler avesse dimostrato un grammo di talento nello scrivere Mein Kampf, se avesse prodotto qualcosa di alto, di nobile o di meraviglioso con quella carta e quell’inchiostro, allora il fatto che fosse un fottuto nazista passerebbe in secondo piano.
Perché tutto ciò che conta è la storia.

Ma naturalmente, tutti sappiamo che Adolph Hitler non solo era un fottuto nazista, ma scriveva anche col culo, per cui non abbiamo problemi morali di alcun genere.

Harlan Ellison, che forse sì, era un po’ stronzo, e certamente esigeva prezzi molto alti per il suo lavoro, e senza alcun dubbio vi avrebbe spediti a calci nel deretano fino all’aprile dell 1814 se lo aveste chiamato “scrittore di fantascienza”… beh, Harlan Ellison scriveva da dio.
E questo è tutto ciò che conta.

Poi sì, naturalmente la scelta è vostra.
Potreste essere clamorosamente stupidi, ma soddisfatti della vostra meravigliosa statura morale, e spendere quei soldi per qualcosa di inutile, come mangiare, o acquistare il libro di uno che mette “scrittore” dopo il nome, su Facebook.
C’è gente così, là fuori.
Ma nessuno di loro ha mai scritto nulla come ciò che ha scritto Harlan Ellison.

Procuratevi perciò una copia di Visioni, e giudicate con la vostra testa, se ancora ce l’avete.
Mi ringrazierete dopo, per aver inserito dei link commerciali ad Amazon in questo post, che mi frutteranno una piccola commissione qualora voi doveste decidere di non essere stupidi, e comprare il libro di Harlan Ellison.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

13 thoughts on “Visioni di Harlan

  1. UHM. L’annuncio pubblicitario afferma che ci sono 66 racconti. Sarebbe meglio essere in possesso di maggiori informazioni, ma mi lascia pensare che hanno utilizzato “The Essential Ellison: A 35-Year Retrospective” anziché la ben più recente “The Essential Ellison: A 50 Year Retrospective” che conta tranquillamente un’ottantina di titoli nell’indice. Anche la foliazione, pagina più o pagina meno, coincide

    • Ma l’Essential Ellison contiene anche articoli e materiale che difficilmente si potrebbe fiscalizzare come “racconti”.
      Poi chissà – ho cercato l’indice su Amazon, ma l’anteprima non è accessibile.

  2. Sono riuscito a vedere l’estratto attraverso il Kindle.
    Il primo racconto è “Gli svitati” (The Crackpots, 1956) che non è presente in nessuna versione di l’Essential Ellison.
    Il secondo racconto è “Stazione di Soccorso (The Life Hutch, 1956), presente in Essential Ellison.
    Il terzo racconto è “La Luna Maledetta (Damn the Metal Moon, 1957), non presente.
    Ps: I traduttori di “Stazione di Soccorso” e “La Luna Maledetta” sono rispettivamente Guido Zurlino e Giorgio Monicelli, mantenendo le traduzioni e il materiale preesistente, considerando che il primo racconto dell’indice è del 1956, questo taglia fuori il periodo dei racconti giovanili come “The Sword of Parmagon” e “The Saga of Machine Gun Joe”

  3. Sarà Dangerous Visions?
    (bell’articolo, riso tanto)
    (typo: RoddeMberry)

  4. Preso, sulla fiducia.

  5. Leggendo sul blog di Urania si scopre che si tratta di una antologia di tutti i racconti pubblicati in Italia e confezionata appositamente dalla redazione.

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