strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Sparsi su due province

13 commenti

Diciamo che è un periodo molto complicato, e hai un sacco di cose da fare. E questo pè buono, perché un sacco di cose da fare significa riuscire a pagare i conti.
Perciò, un sacco da fare, buono.
C’è il libro che stai mettendo assieme come ghostwriter, e il cliente vuol vedere un’anteprima … ieri.
C’è il racconto che hai appena venduto a un grosso editore, e l’editor vuole le revisioni per la settimana prossima.
C’è l’altro racconto che hai appena piazzato, e che devi scrivere, e che se potessi ti ci metteresti qui, ora, subito, perché è un’idea fantastica.
C’è l’altro racconto, quello per l’antologia a cui TUTTI manderanno una storia, e tu sai di avere poche speranze, ma sarebbe criminale non provarci, e quello tocca finirlo entro Pasqua.
Ci sono uno, due, tre, quattro, cinque… cinque articoli da consegnare nelle prossime tre settimane.
E stai preparando un corso. Due, in effetti. Tre, se conti anche quello sui dinosauri.
E la salute vacilla, il polso destro continua a battere in testa.

Ed è a questo punto che tua madre decide di tornare dal mondo dei morti.

Beh, OK, messo così forse è un tantino melodrammatico.
Ma il Cimitero di Torino mi informa che è giunto il momento di esumare i redsti di mia mamma, e “sistemarla”.
Così, dicono, “sistemarla”.
E mi viene da ridere, perché a volte la mia mamma mi diceva, “non sarebbe ora che ti sistemi?”
Ma non credo che il Cimitero intenda trovare un lavoro stabile e una fidanzata per la mia mamma morta.
Si tratta di spostarla altrove.
Questo richiede una serie di papiri, una gita a Torino, e qualcosa come mille e cinquecento euro.
Ecco, ora il periodo è al completo.

Quando era viva, la mia mamma spesso scherzava sul fatto che a lei sarebbe piaciuto un funerale indiano, nel senso di nativo americano, non di un suttee.
“Mi piazzate su un albero,” diceva, “che mi mangino i corvi, che il mio corpo rientri nel ciclo della natura.”
Beh, mamma, considerando i costi di piazzarti in un loculo, sembra che alla lunga il tuo desiderio verrà esaudito.

Ma la parte davvero complicata non è la spesa – come potrebbe esserlo, quando non ci sono i soldi? – è la questione documenti.
Perché io sono in provincia di Asti, e mia mamma è in provincia di Torino.
E voi ora mi direte, hey, Dave, ma le province le hanno abolite, giusto?
Bello liscio.

Non esattamente bello, o liscio.
Perché nel ventunesimo secolo, nell’anno di grazia 2021, in piena pandemia, nel cuore della Zona Rossa, i centralini ti mettono perpetuamente in attesa, e le mail scompaiono nel nulla. Puoi fare un fax, naturalmente, ma comunque per il grosso delle pratiche devi prendere un appuntamento – appena riesci a prendere la linea – e andare di persona.
A Nizza Monferrato, ad Asti, a Torino.
La pratica per dare mia madre in pasto ai corvi come spesso ci diceva di fare, è sparsa su due province, e ben nascosta in uffici i cui orari sono capricciosi ed erratici, ed arcani.

E sì, certo, tu al momento non hai la macchina, e dove vivi i treni non passano e la corriera è qualcosa che succede agli altri, ma dopotutto, come una garrula dipendente pubblica ti cinguetta al telefono, dopotutto in questo periodo siamo tutti fermi senza nulla da fare.
Chissà perché, siamo fermi senza nulla da fare, eh?

E quando tutto questo sarà finito, ed avrò il mio bel plico di papiri compilati, firmati, timbrati, bollati e controfirmati, potrò andare a Torino ancora una volta, e mettermi a trattare sul prezzo dell’eterno riposo di mia madre.
Perché un po’ di ottovolante emotivo ci mancava.

E così cosa fai?
Compartimentalizzi la giornata.
Due ore di scrittura, un’ora di telefono, un’ora di scrittura, un boccone per pranzo, una passeggiata, e poi si torna a scrivere.
Dopotutto, siamo tutti fermi senza nulla da fare, no?

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

13 thoughts on “Sparsi su due province

  1. Ti scrivo solo una nota veloce perché sono qui senza nulla da fare e la mia lista è lunga 4 pagine di quaderno. 🙂

    Ti capisco perfettamente. Io ho avuto lo stesso problema l’anno scorso. L’unica cosa che ho potuto fare è stata farmi fare un documento da un avvocato chiedendo una proroga causa lockdown… e sono ancora in ballo… dopo quasi un anno.

  2. Io sono a Torino. Se c’è qualcosa che posso fare per sveltire le pratiche, fammelo sapere. Ciao!

  3. Caspita, mi dispiace. La burocrazia legata alla morte è quanto di più penoso e grottesco ci sia. In bocca al lupo (o ai corvi)!

  4. Mi dispiace. Purtroppo questo pensoso momento arriva per tutti, o prima o poi, e la situazione della pandemia e le pesantezze burocratiche sono come legnate metaforiche sui denti in un momento emotivamente delicato. Un abbraccio.

  5. Ciao Davide, è la prima volta che commento ma ormai saranno 5 anni che leggo regolarmente le Strategie e tesaurizzo ogni tuo nuovo articolo, perché finisco sempre per impararci qualcosa. Viste le circostanze ho deciso che era ora di farmi sentire e mandarti un abbraccio e augurarti buona fortuna… Per quel che vale, sappi che il tuo “nulla da fare” può ampiamente riempire le giornate a noi altri.

  6. Ciao, Davide, mi dispiace che ti sia toccata anche questa triste incombenza. Io spero che si possa risolvere nel migliore dei modi, ma i prezzi sono quelli. Il più è accordarsi per delle rate e purtroppo il viaggio è necessario.

  7. Quando ho dovuto provvedere per i miei genitori, ho scoperto che mio padre, e prima di lui suo padre e suo nonno, hanno versato a vita una piccola quota annuale per essere tumulati nei loculi di una specie di confraternita; mi sono dovuto sobbarcare solo l’incomodo di assistere alla riesumazione, che nel mio caso è diventato dare fisicamente una mano al necroforo a risistemare i miei in una cassetta di ferro e fare ordine in un loculo già affollato per farceli entrare. Ulteriore motivo per cui ho già espresso la volontà di cremare tutto quello che dai miei resti non possa essere d’aiuto ad altri.

    Spero che tutto possa risolversi nel migliore dei modi, ma sfortunatamente é un commercio che difficilmente fa sconti.

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