strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Chi vi parlerà di ciò che non conoscete?

5 commenti

Questo post comincia da una osservazione volante che mi ha fatto mio fratello ieri sera a cena: ma i tizi che fanno “reaction videos” su Youtube, guardano tutti gli stessi film?
E così ieri sera dopo cena ho fatto un po’ di indagini, perché era una serata tranquilla, non avevo voglia di leggere, ed avevo passato buona parte del pomeriggio a scrivere.

Sempre provvida di informazioni, Wikipedia mi spiega che

un reaction video è un video in cui le persone reagiscono a qualcosa.

Wow.

In generale, si tratta di filmati su Youtube in cui una o più persone guardano per la prima volta un film – o un trailer di un film – o un episodio di una serie televisiva – o il finale di una serie televisiva – o ascoltano per la prima volta una canzone che non hanno mai sentito, e noi guardiamo che effetto gli fa.

Sembra una sciocchezza – no, aspettate, È una sciocchezza, però come tutte le sciocchezze ha un suo peso: la reazione di due ragazzini a In the air tonight di Phil Collins ha portato l’anno passato ad un picco di ascolti su Spotify del singolo, che è tornato in clasifica. Phil Collins è contento. Anche i contabioli di Spotify sono MOLTO contenti.

I video di reazione stanno rapidamente soppiantando i video di istruzione come il primo “genere” su Youtube, insieme con i video in cui possiamo guardare degli estranei giocare a videogiochi o a giochi di ruolo.
E la maggior parte dei “reactors”, reagiscono agli stessi film…

  • Alien.
  • Twelve angry men.
  • John Wick.

… alle stesse canzoni

  • Wuthering Heights.
  • Unchained Melody.
  • I would do anything for love (but I won’t to that)
  • In the air tonight.
  • Hocus Pocus.

È stata una ricerca infruttuosa, quelal fatta ieri sera, ma esistono forti sospetti che la scelta dei film sia dettata dagli algoritmi – i due ragazzini che hanno “scoperto” Phil Collins hanno reso “trending” In the air tonight, e quindi farci un reaction video è un buon modo per ottenere visibilità nelle ricerche, da cui visualizzazioni, da cui monetizzazione.
Bello liscio.

Però c’è un dato interessante, ed è questo – chi guarda questi reaction video sono le persone che già conoscono quei film, quelle canzoni.

E in parte posso anche capirlo perché, onestamente, com’è che ci sono persone che nel 2021 non conoscono Wuthering Heights? Gente che non ha mai visto Alien?
Sotto quale sasso sono stati sepolti?
Come vivono? Dove vivono?
Come fanno ad allacciarsi le scarpe?

Lo capisco, lo capisco benissimo.

Poi però guardo le statistiche di Paura & Delirio.

Se escludiamo il primo episodio – perché il primo episodio di qualunque cosa dà sempre un segnale anomalo, perché un sacco di gente prova e poi decide che non gli interessa – gli episodi col massimo di ascolti, al momento, sono, nell’ordine

  • Ring + The Ring
  • Birds of Prey
  • Essi Vivono
  • Nosferatu

Tre (o quattro) film che conoscono anche i sassi, ed uno che è stato al centro di infinite polemiche.

E gli episodi meno ascoltati in assoluto? The vast of night, distribuito solo in streaming l’anno passato, e passato sotto silenzio o quasi nel nostro paese, e Outrage, del 1950, il primo di tutti i rape & revenge, e sconosciuto ai più.

Ora vorrei che fosse ben chiaro che, quando con Lucia abbiamo iniziato a fare Paura & Delirio, lanostra idea era quella di divertirci parlando di cose che ci piacciono e ci interessano, e quindi è OK.
Noi non facciamo reazioni, noi chiacchieriamo di cose che conosciamo. Niente stuporoni.
E ci stiamo divertendo – e coloro che hanno fatto notare che ridiamo “un po’ troppo” devono essersene accorti.

Però è anche vero che quando un nostro ascoltatore ci dice che ha scoperto un film perché ha sentito noi che ne parlavamo, o lo ha riscoperto perché lo aveva visto trent’anni fa in TV a tarda notte e non era nenache sicuro di ricordarlo davvero o magari di esserselo sognato…

Ecco, quando questo succede, a noi fa davvero tanto piacere – perché è bello scoprire di non vivere in mezzo al nulla (e i commenti e le domande alla Posta del Cuore sono un segnale importante, più importante dei numeri degli ascolti), così come lo è lo scoprire magari di aver condiviso con altri ciò che ci piace.
Missione compiuta. Di cosa parliamo la prossima setimana?

Ma non funziona.
Il pubblico non è in cerca di scoperte, di novità, di qualcosa che potrebbe magari essere un rischio.
Il pubblico cerca conferme.
Vuol sentire parlare di quel film che conosce a memoria, magari per vedere se questa gente ha capito oppure sbaglia.
Perché scoprire che hanno sbagliato ci fa sentire bene.
Noi ne sappiamo di più.
Noi siamo meglio.
E abbiamo ragione.
È bello avere ragione.
E l’Onnipotente Algoritmo nutre questo desiderio di conferme, e filtra l’offerta.

E tutto questo condiziona l’offerta, e la limita – perché lo youtuber che fa reaction video, o il podcaster che parla di “cose nerd” (non la odiate anche voi questa espressione?) se vogliono monetizzare devono fare grossi numeri, e i grossi numeri richiedono la complicità dell’algoritmo.
Facciamo un bel video di reazion esu Alien.
Facciamo un podcast di non più di venti minuti sulle gioie di Dungeons & Dragons.
Restiamo a bocca spalancata su Youtube ascoltando i Focus, possibilmente l’esibizione live a The Midnight Special.

E andrebbe benissimo, se non fosse che così la realtà si contrae e si trasforma in una sorta di sgabuzzino, in cui sono accumulati tutti i nostri vecchi giocattoli, e non c’è posto per nulla di nuovo.
Un po’, avete presente, come quella vecchia e offensiva immagine stereotipata del nerd chiuso nella sua cantina maleodorante, circondato da pile di fumetti, scatole di DVD e scaffalate di action figures.
Ecco, così.

E qui qualcuno potrebbe dirmi che è sempre stato così – i book blogger hanno sempre recensito gli stessi libri, e continuano a recensirli con entusiasmo e spudoratezza e lingua felpatissima anche ora che sono passati su altre piattaforme. È parte del marketing culturale.

È sempre stato così, ed è sempre andato bene.

Ma questo mi porta alla domanda del titolo.
In un panorama in cui così tanto della comunicazione che riguarda i nostri hobby, i nostry interessi, le nostre passioni, viene filtrato dalla convenienza (delle piattaforme, dei creatori di contenuti, degli amici degli amici), chi vi parlerà di ciò che non conoscete?

E attenzione, non intendo la cosiddetta “hot take” sull’argomento del momento, la polemica acchiappa-click, la posizione contro per convenienza.

Parlo dei libri che non sono stati scritti dalle persone giuste.
Parlo di film e serie televisive che non hanno accluso un piano diu marketing transmediatico.
Parlo di musica vecchia e nuova che non necessariamente può generare uno stuporone in due adolescenti (Phil Collins? Davvero? … dio mi sento vecchio), ma che magari vi potrebbe piacere, se solo aveste la possibilità di ascoltarla.
O magari no, ma sarebbe OK, perché sareste voi a scegliere.
Si chiama libertà.


Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

5 thoughts on “Chi vi parlerà di ciò che non conoscete?

  1. La libertà costa un sacco. È faticosa e richiede paranoia, attenzione, tempo, fatica, immaginazione, curiosità, voglia e milla altre cose.

    Però io mi diverto ad ascoltare i vostri podcast… quando mi ricordo che la mia todo list è lunga come la quaresima altro che inbox 0

  2. Meno male che ci sono le persone come te, Davide. A informarci dei contenuti e delle reazioni delle persone davanti a essi.

  3. Ciao Davide. Punto molto interessante. Da un po’ pensavo come mai il vostro podcast (e i vostri blogs) siano cosi su tra i miei preferiti. La mia risposta era proprio questa: mi parlate di qualcosa d’altro. Esce kong vs gozzilla e la tutti devono dire la loro subito, un coro (discordante, per carità) ma monotematico. Digerire tutti insieme e poi sotto col prossimo ( ne palravate nel podcast su Underwater se non erro). Soprattutto ora che il tempo libero cala sempre piu, tempo per cercare online nuove (vecchie) storie è semore meno e gemme come i vostri podcast/blogs sono sempre un piacere. Mi hai fatto scoprire Tigana, Eli Monpress, the quantum thief, tentare di nuovo Wolfe. Senza contare i film che si ammuchiano nella lista di cose nuove da provare. Per questo mille grazie.
    Alla fine il grosso della offerta/ fruizione pre internet era sempre molto passiva, e ora che la massa è anche online, il trend generale torna anche qui ad essere passivo. Per fortuna rimane comunque possibile anche una ricerca attiva!

    In coda, avrei una domanda e una richiesta per Paura e Delirio:
    Domanda: le fiabe nella loro forma antica sono terrorizzanti, e mi chiedevo se avete suggerimenti su horro fiabeschi (il tono della narrazione soprattutto, non necessariamente aderenti alle fiabe classiche. Fiabe nere, insomma).

    Richiesta: ci sono alcuni film che magari proprio horror non sono ma mi traumatizzarono tanto da piccolo: vi interesserebbe fare sopra una puntata su uno di questi?
    – brisby e il segreto del NIHM
    – Ritorno ad OZ
    – something wicked this way comes

  4. Freedom of choice
    Is what you got
    Freedom from choice
    Is what you want
    (DEVO)

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