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Paura & Delirio Book Club: Il Giro di Vite

2 commenti

Primo episodio del secondo anno di attività di Paura & Delirio, e primo episodio del Book Club: molti nostri ascoltatori ci hanno chiesto di parlare (anche) di libri, pur restando nei confini dei nostri generi di elezione, e sempre con un occhio al cinema.
E noi esaudiamo (quasi) sempre le richieste dei nostri ascoltatori.

Ed ecco quindi il nostro primo esperimento di questo nuovo formato: un libro, Il Giro di Vite di Henry James (mica robetta), e la sua influenza sul genere letterario della ghost story e sul cinema, a cominciare dal fondamentale adattamento, The Innocents (in Italiano Suspense, perché… los titolistas), del 1961. Con spoiler, ipotesi, idee, opinioni non richieste, Deborah Kerr e Peter Wyngarde, Truman Capote e Benjamin Britten, e in chiusura due top five, una di libri ed una di film, in qualche modo legate al tema di questa puntata.

Sintonizzatevi sulla prossima puntata di Paura & Delirio per conoscere il titolo del prossimo libro, del quale chiacchiereremo fra un mese (per darvi il tempo, se avete voglia, di leggerlo anche voi).
E fateci sapere se questo nuovo format occasionale vi piace, non vi piace, vi è indifferente perché voi il podcast non lo ascoltate… voi diteci.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Paura & Delirio Book Club: Il Giro di Vite

  1. La lunga ombra di James, secondo me, (ti dedico un incidentale) è arrivata fino a “The VVitch”. La corruzione di Caleb, è un’evidente dedica a quella di Miles, chiaramente rivista secondo i canoni del nuovo millennio.
    Complimenti uno dei migliori post.
    Butto lì tre cose…
    Chissà come sarebbe stato “il giro di vite” fatto da un altro cecoslovacco, Karel Zeman oppure addirittura se lo facesse Jan Švankmajer.
    Essendo super appassionato di letteratura di fantasmi, adorerei vedere la trasposizione cinematografica di “The Beckoning Fair One” di Oliver Onions e “The Trains” di Robert Aickman, due racconti che trovo agghiaccianti. Anche in questi due poi, i fantasmi ci sono o no? A tutti noi l’interpretazione…
    PS spero in un prossimo approfondimento su Susan Hill e l’altro James.
    Grazie ragazzi, sempre al top.

  2. E manco a dirlo su Shirley Jackson

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