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World Dracula Day: a caccia di vampiri nel futuro

10 commenti

Oggi è il World Dracula Day, e quindi mi pare una buona occasione per fare un post su un progetto sul quale sto lavorando da un mesetto a questa parte, e che i miei sostenitori su Patreon stanno suben… ehm, stanno esplorando in esclusiva (per ora?).

Avendo trascorso la maggior parte del 2020 a scrivere per un malaugurato progetto di ghostwriting e poi cercando di scrivere e vendere abbastanza narrativa per le riviste per coprire le spese, quando nel 2021, la situazione è tornata, se non alla normalità, almeno in un stato stabile, dopo così tanto lavoro di scrittura orientata strettamente al mercato, ho deciso di dedicare un po’ di tempo al divertimento della scrittura, senza blocchi, obiettivi o la necessità di accontentare un editore o, peggio ancora, un cliente.

E così ho iniziato a scrivere, una sera dopo cena, senza una meta o un tema preciso. Ho immaginato due personaggi, Cal e Amy, e ho scritto circa duemila parole di una loro storia.
Uno science-fantasy, sottogenere ormai dimenticato: terra futura, tecnologia antica, forse alieni (o umani ingegnerizzati biologicamente, o forse altro), rovine perdute, strane creature. Una scienza abbastanza avanzata da sembrare magia, o viceversa, una magia abbastanza avanzata da sembrare scienza.
Duemilaparole scritte in una sera, e poi la storia si è piantata.
Non stava andando da nessuna parte. Avevo ancora bisogno di trovare i personaggi e, cosa più importante, trovare qualcosa da fargli fare.
Ma ho continuato a scrivere ogni sera dopo cena, per questo mio progetto “delle vacanze” – frasi buttate, descrizioni alla deriva, e appunti, un sacco di appunti. Ma non una storia.
E se c’è un modo per esplorare un mondo che fatica a crescere, è farlo attraverso gli occhi di un diverso personaggio.
O cinque.

Ho perciò preso gli appunti che avevo raccolto sul mondo per le mie storie di Cal & Amy e li ho usati come base per un’altra serie di storie, ambientate nello stesso mondo, ma molto più rapide e semplici nella loro trama, molto meno intellettuali.
E funziona.
Trattandosi di storie “per divertimento”, filano molto più in fretta del progetto di partenza, che è più ricercato e “pensato” (linguaggio, stile, struttura). Questa è narrativa pulp, action/oriented e scritta senza un piano, una mappa o una destinazione, e funziona.
Più Jack Vnce o John Brunner (il Brunner di To Conquer Chaos, ad esempio) che M. John Harrison o Gene Wolfe, per intenderci.

(Immagine di Dominique Van Velsen)

È così che mi sono ritrovato fra le mani i Fratelli Brunner, un clan di cacciatori di mostri che vagano per il paesaggio post-apocalittico di questo futuro sui generis. Avventura, azione, e dialoghi.
Brunner è un buon nome, non solo perché è un autore a cui voglio bene, ma anche perché è un nome al quale è difficile dare una nazionalità specifica, e ben si adatta ad una storia ambientata nel futuro.

In questo momento sto traducendo in italiano il secondo racconto della serie, ed ho tre trame delineate – devo solo trovare tempo ed energia per continuare. Poi, chissà, avendo a quel punto 40/50000 parole, potrei anche metterci una copertina e piazzarle su Amazon, sia in italiano che in inglese, per stimolare l’indifferenza generale.

(considerando che col blog bloccato avrò difficoltà a condividere eventuali presentazioni e lanci su facebook, pubblicare un ebook in italiano è praticamente suicida, ma come dice la canzone, suicidarsi non fa male)

Nel frattempo sto esplorando e scoprendo un mondo.
Sto costruendo una mitologia dei vampiri in questo paesaggio post-apocalittico.
I vampiri, che al momento sono i principali cattivi della serie, sono fondamentalmente i classici vampiri della Hammer: temono la luce del sole, non hanno riflesso, sono danneggiati da argento e simboli sacri, possono trasformarsi in una varietà di forme, inclusa una nuvola di pipistrelli.
Chiunque sia morso da un vampiro si trasforma in una sorta di schiavo, o ghoul.
Condividendo il sangue del vampiro maestro, gli umani stessi vengono trasformati in vampiri.
Niente, a questo punto, che non abbiamo visto in qualche vecchio film di Christopher Lee.
Non posso garantire che indossino il tight, ma certamente adorano i mantelli.
Probabilmente approfondirò la tradizione dei vampiri nelle prossime puntate della serie – e aggiungerò anche altre creature, perché non vogliamo annoiare i lettori, ma sorprenderli.

Da dove vengono questi mostri?
La vostra ipotesi è buona quanto la mia.
A seconda delle interpretazioni fornite dai diversi personaggi in momenti differenti, queste creature potrebbero essere alieni, costrutti postumani artificiali o l’articolo genuino. Sono un dato di fatto nell’ambientazione.
Forse sono il risultato di qualche bioingegneria militare fatta durante una delle vecchie guerre. O forse sono alieni, o provengono da un universo parallelo tramite una tecnologia di portale (non abbiamo detto ai ragazzi di stare attenti con quel Large Hadron Collider?)

O forse esistono e basta.

Di sicuro, ciò che sta emergendo è che i vampiri hanno le loro politiche, i loro piani e le loro agende, e il panorama politico dei vampiri sta cambiando con il progredire della serie.
Sarà interessante vedere cosa succede.

E sì, ho detto puntate, qui sopra, perché “per motivi indipendenti dalla nostra volontà” i racconti si stanno scrivendo come episodi di una serie – con i loro bravi cliffhanger e con “Continua” scritto il coda.
È la prima volta che mi capita, ma perché no?
Anche questa è probabilmente una conseguenza del non avere un target, una linea editoriale o delle richieste di terzi da soddisfare. La storia cresce secondo le proprie logiche.

Ah, e nel frattempo mi sono anche inventato una religione – un po’ come fece Ron Hubbard, ma una religione che deve di più a Lyon Sprague De Camp e a Fritz Leiber (e, in parte, a Vance). Nulla di serio, in altre parole.
Ma di questo, ammesso che interessi a qualcuno, parleremo magari un’altra volta.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

10 thoughts on “World Dracula Day: a caccia di vampiri nel futuro

  1. Me l’hai già venduto, sappilo. Divertimento puro, mostri, vampiri, un po’ di sana ironia… Grazie per l’italiano. Ciao!!!!!

  2. Ps: Spero che non venga troppo cupo… Grazie comunque!

  3. Tu Davide non preoccuparti troppo delle condivisioni via Facebook, con un pitch così farlo girare noi è un dovere morale. E magari un domani lo farò leggere a scuola, se mi capiterà di insegnare Italiano alle superiori ^_^

  4. Ah io i miei allievi di quest’anno li corrompo già: in una seconda superiore voglio dare “Signore della Luce” (scoperto grazie a te) come lettura estiva di Storia & Geografia, siccome abbiamo parlato di civiltà indiane e cinesi e loro rapporti con la Grecia e Roma (e anche qui merito tuo per aver segnalato “Mondi Antichi” di Michael Scott).

  5. Bravo, Davide, a volte, la scrittura portata avanti così per istinto e senza l’ansia di compiacere lo star system letterario, è la politica migliore per creare qualcosa di innovativo, rinfrescando il genere del vampiro.

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