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Paura & Delirio: Strade di Fuoco (1984)

7 commenti

Che non è un horror, diciamolo subito.
La proposta di Lucia era un horror-musical, e ne avevamo anche trovato uno interesantissimo, certo il miglior horror western musical sul gioco del biliardo nell’era della Thatcher mai girato.
Ma, primo, non lo conosce nessuno, e se c’è un dato che è emerso da un anno di podcast è che il nostro pubblico è molto più entusiasta di sentir parlare di film che conosce già che non di film che non conosce; e secondo, e molto più importante, non siamo riusciti a reperire una copia dignitosa della pellicola, e soprattutto una sottotitolata – perché gente che canta con accento cockney, ed usando lo slang degli anni ’80, mentre gioca a biliardo, può rappresentare una sfida anche per quelli bravi.
Quindi, bella idea, un giorno ne parleremo, ma quel giorno non è oggi.

E così, Strade di Fuoco, film a suo modo sperimentale girato nel 1984 da Walter hill. All’epoca ignorato dal pubblico e colato a picco dalla critica, che lo considerava colpevole di essere troppo vicino allo stile di MTv, è risultato sulla lunga distanza uno dei film più influenti sull’immaginario visivo e sonoro di almeno due decenni.
Ed avrebbe dovuto essere il primo di una trilogia.
E noi ne parliamo a lungo, facendo spoiler, ed approfittandone per parlare anche di vampiri e abbigliamento di pelle, personaggi scritti per uomini e interpretati da donne, Jim Steinman, eccesso e parodia, e discutiamo del perché nessuno può parlare di questo film se non aveva 17 anni nel 1984.
E poi, la Posta del Cuore, alla quale vi invitiamo come sempre a mandare le vostre domande.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

7 thoughts on “Paura & Delirio: Strade di Fuoco (1984)

  1. Lee Ving, uno dei protagonisti del “documentario” (occhio alle virgolette, è sempre the great rock-‘n’-roll swindle) The Decline of Western Civilization, sul punk hardcore losangelino. Mitici ed estremamente chiacchierati i Fear, io li adoro!

  2. Ma il titolo di questo musical western di vampiri sul biliardo in epoca thatcheriana si può chiedere già adesso o dobbiamo tenerci la curiosità fino a che non uscirà una copia decente e farete il podcast?

    • Si intitola “Billy th eKid and the Green Baize Vampire”, e se ne trova una copia di qualità infima su Youtube.
      È dello stesso regista che nei primi anni ottanta fece scalpore col feroce “Rita, Sue and Bob too” (in Italia “Rita, Sue e Bob di più”), che venne descritto come “l’Inghilterra della Thatcher con le mutande calate”.
      Credo ci farò un post in giro a breve.

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