strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Anthony lavorava da un verduriere…

8 commenti

Uno degli effetti più spiacevoli del blocco che ormai da alcuni mesi mi impedisce di condividere i miei post su Facebook è la poca voglia di scrivere dei post.
Il che è probabilmente ingiusto nei confronti di chi magari avrebbe voglia di leggere le mie chiacchiere (ammesso che ancora ci sia e non si sia cercato altre forme di intrattenimento), ma è davvero un problema reale.
Per cui l’idea per qualcosa di cui voler parlare mi viene anche, ma poi scatta il “sì, ma a che pro?”
La scarsità di commenti è un altro fattore, ma è certamente conseguenza del blocco – meno persone scoprono i miei post, meno persone li leggono, menopersone commentano.
Un lento ma inesorabile processo di desertificazione.

È vero, condivido passando per Tumblr – piattaforma che a momenti neanche mi ricordavo che ancora esiste.
Scrivo il post su strategie evolutive, posto il link su altre strategie, condivido il post su tumblr su Facebook.
Bello liscio.
O quasi.
La prima reazione alla mia prima condivisione di un post di Tumblr su facebook è stata

Noooo, Tumblr noooo!

Ed in effetti non è che stia andando proprio benissimo.

Poi, oggi, mi sono ricordato conto che i post su Patreon si possono condividere sia su Facebook che su Twitter.
E già li faccio, dei post su Patreon – anche se non tanti quanto mi piacerebbe (è stato un anno terribile).
Vero, i post Patron-only li possono leggere solo i miei sostenitori, ma quelli liberi li possono leggere tutti – e per me cosa cambia, se invece di leggerli su WordPress li leggete su Patreon?

OK, cambia che per me l’interfaccia di Patreon è un po’ di legno, ma a parte quello?
E magari qualcuno potrebbe addirittura decidere di sostenermi.
Sarebbe bello – il tentativo di zittirmi potrebbe finire col fruttarmi qualche lira.

Ecco, potrei fare i post che fino a qualche mese fa avrei fatto su strategie come post liberi su Patreon, e poi fare dei post Patron-only – insieme con la condivisione dei miei appunti di scrittura, i miei racconti, e tuitto il materiale extra che in maniera irregolare infliggo ai miei sostenitori.

Dopotutto, stavo già considerando l’opzione di usare Patreon come piattaforma per il mio prossimo corso …

E questo è un primo esperimento – questo post esce su Patreon (unpo’ prima) e poi su strategie.
Vediamo cosa succede.

(ah, naturalmente i post su Patreon saranno bilingue, perché è bello essere miei sostenitori)

Perché alla fine la soluzione pare essere quello che fece Anthony che lavorava in una drogheria, in quella vecchia canzone…

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

8 thoughts on “Anthony lavorava da un verduriere…

  1. Non commento spesso, ma leggo sempre i tuoi post, manca la vecchia quotidianità, quando al mattino facendo colazione leggere i tuoi post era uno dei miei riti preferiti…

    • Cercheremo di tornarci, a quei ritmi.
      Il fatto è che a me piacerebbe anche avere quialcosa da dire, quandoposto, non solo fare il post quotidiano obbligatorio che serve all’algoritmo per darmi visibilità.
      Ma ci torneremo, spero.

  2. Ciò che più mi fa rabbia è che io debba continuare a leggere post insulsi, talora idioti o offensivi, mentre i tuoi, che non hanno mai avuto un contenuto inappropriato, siano tuttora bloccati. Però mi sto cavando la soddisfazione di levarmi di torno persone alle quali ho dato amicizia con leggerezza, magari perché amiche di amici, e che poi si sono rivelate in tutta la la loro inutilità o pochezza umana e intellettuale. Non scrivo ciò con supponenza o con senso di superiorità, ma solo perché mi rendo conto che stiamo inaridendo sempre di più e sempre di più meritiamo l’estinzione.

  3. Complimenti per la capacità di reinventarti, Davide. Mi dispiace che ti abbiano bloccato la vecchia piattaforma.

  4. Ehi non fare scherzi Strategie è un’istituzione. Io ti seguo sia su Patreon che qui su WordPress, abbi fede vedrai che il ban su Fb finirà presto. E comq è il ban più lungo a memoria d’uomo, manco fossi un pirata o un trafficante. Io per esempio ho pochissime visite sul blog da Facebook, mi arrivano tutte da altri canali. Ma ammetto che se mi bannassero sarebbe più l’urto psicologico che il danno reale. Quindi forza e coraggio.

  5. Qui un altro dei tuoi lettori fedeli, anche se non sempre commentatori!

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