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La logistica di Cartagine

5 commenti

(questo post è anche disponibile, gratuitamente, sulla mia pagina Patreon)

Rats and Gargoyles di Mary Gentle (Il tramonto degli dei in Italia, perché noi valiamo), è uno dei miei romanzi preferiti di sempre, e Mary Gentle è sempre stata nella lista di autori dai quali spero, un giorno, di imparare qualcosa.
Ciò che trovo particolarmente attraente, nel lavoro della Gentle, è l’idea che il lettore debba fare il proprio lavoro: ragionare, collegare i punti, riempire gli spazi vuoti. Questo è parte di ciò che rende la Gentle tanto “difficile” ma anche, io credo, tanto gratificante per coloro che hanno la voglia di affrontarne la lettura.

Nei giorni passati ho ricevuto in regalo una copia di Cartomancy, il volume che riunisce tutta la narrativa breve dell’autrice (escludendo le storie della serie di White Crow, che si trovano in un volume aparte). Si tratta di una delle molte raccolte di racconti che mi sono arrivate per il mio compleanno – e ho pensato… perché non fare un pezzo su ciascun racconto?
E perché non cominciare proprio con le storie in Cartomancy? ( e se interessa lo trovate qui)

Proviamo.

E cominciamo subito con qualcosa di complicato – partiamo dal secondo titolo presente nella collezione, The Logistics of Carthage, per il semplice fatto che il primo racconto – che è anche la prefazione – è diviso in due parti, e la seconda parte chiude il volume come appendice.
Come si diceva, una scrittrice complicata, Mary Gentle.

The logistics of Carthage è una novella che si svolge nellostesso universo narrativo dei romanzi Ash e Ilario. È indipendente da entrambi, ma anche no, perché nelle circa millepagine complessive dei due romanzi c’è molto più spazio per approfondire il mondo in cui si svolge l’azione.
In Carthage ne vediamo degli scorci, e dobbiamo lavorare per mettere insieme i pezzi.

Da qualche parte nel quindicesimo secolo, una compagnia di mercenari europei al servizio dei turchi in Nordafrica si trovano ad affrontare un problema di natura religiosa: le autorità eclesiastiche locali rifiutano la sepoltura ad uno dei mercenari, in quanto donna in abiti maschili e combattente. Una collezione di peccati mortali, che ne rendono impossibile le esequie religiose o la sepoltura in terra consacrata.
Mentre le autorità militari e quelle religiose si impagnano in un braccio di ferro particolarmente brutale (alla fine, è di lanzichenecchi che stiamo parlando, non esattamente gente che va per il sottile), assistiamo anche alla storia di Guilamme, un picchiere forse troppo sensibile e per il proprio bene, e Yolande, anche lei una donna-soldato, anche lei sospesa in una specie di limbo – godeva di molta più autonomia e rispetto quando seguiva le salmerie, e si vendeva alla soldataglia.
Ma ora che manovra una balestra? Un problema.

Ma c’è molto di più, perché The logistics of Carthage si svolge nello stesso mondo di Ash, un mondo in cui la storia ha preso una piega diversa, e Cartagine non è stata distrutta, ma è diventata la capitale di un impero visigoto ed ariano (nel senso dell’eresia) che, in epoca medievale, si è espanso verso la spagna, entrando in conflitto con gli europei e, soprattutto, con la Burgundia – una superpotenza medievale che nell anostra linea temporale scompare senza lasciar traccia nel 1477 (e sull’argomento, e su tanti altri pezzi di Europa svaniti nel nulla, esiste lo splendido Vanished Kingdoms, di Norman Davies).

Come si può intuire dalle poche note qui sopra, Carthage è una faccenda complicata, che lavora a molti livelli.
Ciu offre uno scorcio di un mondo che non è il nostro, e traduce in questo mondo alcuni dei conflitti della nostra storia.
Afronta i rapporti fra fede e autorità, e cosa significhi essere visti da chi ci sta di fronte, o da chi verrà dopo di noi.
Cosa diranno gli archeologi dei resti della povera Margaret Hammond, alias Guido Rosso, fra cinquecento anni? La riconosceranno come soldato, o la immagineranno come una donna al seguito dell’armata?
E poi c’è la questione di che spazio possano avere i sentimenti nelle esistenze di persone che hanno votato la propria vita alla brutalità.

Ed è un prequel, un “vent’anni prima” per il romanzo Ash: A Secret History.

Un sacco di lavoro, per poche pagine.
Il fatto che la novella funzioni è una testimonianza di quanto sia brava Mary Gentle.
Il suo stile, il suo approccio ellittico alla narrativa potrebbe allontanare molti lettori, e sarebbe un peccato.

Ma chissà, forse la prossima storia sarà più “facile”.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

5 thoughts on “La logistica di Cartagine

  1. Mi sento un po’ intimidito, è la prima volta che scrivo un commento, anche se ormai sono un po’ di anni che leggo questo blog (ho perso il conto, non saprei dire quanti)
    Vorrei che ci fosse qualcosa tipo un modo pe bussare e chiedere “è permesso?”
    Però visto quanti soldi mi hai fatto spendere in libri – così al volo mi vengono in mente la trilogia di Dread Empire’s Fall e tutto quello che ho trovato in italiano di C. J. Cherryh, sicuramente scoperti qui, ma è solo che la mia memoria funziona male, sono molti di più – forse è il caso che venga a disturbare almeno per ringraziare. Perchè tutto quello che ho letto partendo da qui fino ad ora mi è piaciuto, e perchè le riflessioni e le discussioni che ho seguito qui mi sono sempre sembrate stimolanti. Poi ecco, per ora la Gentle l’ho evitata, perchè Ash da quello che ho letto sulla trama non mi ispira gran che e, per come ne parli, temo che il mio inglese non sia all’altezza per tentare di leggerla in lingua originale, però chissà…

    • Bentrovato Pietro.
      E grazie della preferenza accordataci, come dicevano una volta.
      Mi fa piacere che questo blog ti abbia suggerito dei libri che ti sono piaciuti.
      Su Ash, è MOLTO impegnativo e certamente non è il posto ideale da cui partire per conoscere Mary Gentle. Io suggerirei o i racconti di Cartomancy, oppure Grunts – che è una ferocissima parodia del fantasy “da supermercato”; è anche cattivissimo con gli hobbit, e fa molto ridere.

  2. Ciao Davide, ho giusto un buono da 2 euro da usare su Amazon, ho visto che coincide con il costo del libro. Può essere un buon punto di ingresso per questa autrice?

    • Sì, offre una buona varietà di generi e temi, per cui potrebbe essere un ottimo inizio.
      E trtattandosi di racconti, non impegnano per delle settimane ocme invece un romanzo da 600 pagine potrebbe.

  3. Mary Gentle è un’autrice di indubbio talento. E usa questo genere, l’ucronia, in modo affascinante (il tema dell’eroina travestita da uomo). Grazie della segnalazione. E’ veramente una lettura molto formativa (soprattutto per le aspiranti autrici dallo spirito avventuroso: perché non creare storie di donne eroiche?)

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