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L’altro libro: The Devil in Nanking

2 commenti

Ho accennato al fatto che le circostanze mi obbligano ad aggiungere un terzo titolo ai due libri sui quali volevo trascorrere le vacanze.
E allora cominciamo con le circostanze.

Il 27 di Luglio se ne è andata Mo Hayder, scrittrice inglese variamente schedata come autrice di polizieschi, o di thriller, o di horror. Aveva 59 anni. Poco prima di Natale dell’anno passato le era stata diagnosticata una forma di malattia del motoneurone – una malattia che danneggia irreparabilmente il sistema nervoso che presiede i nostri movimenti, inclusa la respirazione. La malattia ha avuto, nel caso di Mo Hayder, un decorso rapidissimo.

Abbandonata la scuola a 15 anni dopo essere stata arrestata per rissa, Beatrice Claire Dunkel aveva fatto una varietà di lavori – secondo alcune fonti che lei non confermò mai, lavorò anche come ballerina nello show di Benny Hill; di sicuro fu barista e guardia giurata, attrice e cineasta (diresse un film di animazione), e poi si trasferì in Giappone dove lavorò come insegnante d’inglese e come hostess in un locale notturno.

Nel 2000 pubblicò il suo primo romanzo, Birdman, che viaggiava sulla linea sottile che separa il thriller dall’horror. Primo della serie dedicata all’ispettore Jack Caffery, ebbe un notevole successo, e lanciò la carriera della donna che ora si firmava con lo pseudonimo di Mo Hayder.

“Non per i deboli di cuore”, dicevano una volta per descrivere i libri come quelli che scriveva la Hayder, che ammetteva un fascino per l’oscurità, per il male che alberga nel cuore degli uomini.

I miei libri di Mo Hayder sono rimasti a Torino, quando me ne sono andato, parte di una quantità di cose prestate e mai restituite.
Perché erano e sono storie brutali e crudeli, ma erano e sono anche il genere di libri che consigliamo ai nostri amici, prestiamo, regaliamo, vogliamo che circolino. Anche se poi, dopo aver circolato, non tornano indietro.

Ma poi le circostanze ti spingono a rileggerne almeno uno, un ultimo saluto, prima di lasciare andare il passato.

E così, quando la notizia è arrivata, come un fulmine a ciel sereno, ho fatto un giro da Amazon, mentre il padrone era fuori sede, e mi sono ordinato una copia in ebook di The Devil in Nanking, del 2004, e che una volta si intitolava Tokyo – da molti considerato il miglior libro di Mo Hayder, ed il primo che io avessi letto, tanti anni fa.
Storia crudele, costruita su due piani temporali attorno ad uno degli eventi più spaventosi della storia del ventesimo secolo. Perché a Mo Hayder piaceva guardare questi eventi, studiarli, esplorarli, e poi tornare per raccontaci ciò che aveva scoperto.

Dal suo ultimo viaggio, Mo Hayder, che era bellissima e gentile e divertente, e amava scrutare nelle tenebre, non tornerà. Ci restano i suoi libri, che sono colossali, ma non abbastanza per colmare il vuoto.

Avevo detto che ve ne avrei parlato.
Ecco fatto.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “L’altro libro: The Devil in Nanking

  1. Grazie per avermi fatto scoprire quest’autrice, Davide.

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