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Scrittura e paura

8 commenti

Esco da una giornata trascorsa in compagnia degli studenti di una scuola di scrittura di Milano, coi quali abbiamo parlato (beh, io ho parlato per la maggior parte del tempo) di fantascienza. È stato divertente, ed è stato bello incontrare – anche se solo virtualmente – i membri della mia tribù.

E durante l’esercizio di scrittura che ha chiuso la mia lezione – perché se si vuole essere scrittori, bisogna scrivere – mi sono trovato a ripetere l’esortazione a non avere paura.

Non avere paura delle idee che sembrano stupide o già viste.

Non avere paura della prima stesura che è orribile.

Non avere paura del giudizio di quelli che guardano, e commentano dall’alto del loro non aver mai fatto nulla.

Scrivere è un atto che richiede coraggio.
Così come richiede coraggio spedire il manoscritto a un editor, affrontarne il giudizio, e poi affrontare, con un po’ di fortuna, i lettori.

E la paura naturalmente è un’emozione sana, che ci avverte di qualcosa che ci minaccia, ed è utile.
Ci aiuta a sfuggire alla tigre dai denti a sciabola, a schivare il colpo d’ascia del visigoto, a girare al largo dalle sabbie mobili…
Ma ci sono pochi editori visigoti, al momento, e le sabbie mobili sono un pericolo che è stato ampiamente esagerato dagli scrittori d’avventura.
Sulle tigri dai denti a sciabola non vale la pena di discutere in questa sede.

La paura che proviamo quando scriviamo è una sorta di ansia da prestazione.
In parte è una dinamica sociale (cosa diranno di mé i miei amici?), in parte è una forma di insicurezza (chi voglio fregare? Io non sono uno scrittore), in parte è quella paura di sbagliare che in molti di noi è stata instillata dalla scuola e dai due compagni paraculi nel primo banco che sghignazzavano come iene quando noi ci piantavamo durante una interrogazione.
Io naturalmente ne avevo tre di iene in prima fila, perché la mia era una classe numerosa.

Tigri dai denti a sciabola, iene… questo post è una giungla.
E allorta mettiamoci un’altra bestia – lo sciacallo.

Perché la paura di cui sto parlando, la paura di non essere abbastanza bravi a scrivere, fa la fortuna di tutta una serie di persone che approfittano della insicurezza del principiante.

Ci sono naturalmente coloro che ti promettono la pubblicazione, con un piccolo contributo per le spese di stampa, in modo che tu abbia un libro da mostrare al mondo, un libro vero, di carta, che certifica il tuo status di scrittore.
E tu di fatto uno scrittore lo eri già, ma ora hai anche duemila copie del tuo libro che ti intasano il garage, che ti sono costati i soldi che avevi messo da parte per le vacanze dei prossimi tre anni, e che dovrai andare a vendere porta a porta.

Non è certamente il caso di ribadirlo, ma se siete scrittori, sono loro a pagare voi, non viceversa.
Se vi chiedono soldi per pubblicare, non sono editori.

E poi ci sono quelli che fiutano l’insicurezza come i pescecani (ah, ci mancavano, i pescecani) …. come i pescecani che fiutano il sangue nell’acqua, e vi piombano addosso con la soluzione a tutti i vostri problemi. La cosa va più o meno così…

Scrittore (sbattendo la testa sulla tastiera del PC): “È inutile, non sarò mai bravo come Hemingway/Murakami/Atwood…!”

Guru (compare in una nube di vapori sulfurei ed una bella risata affabile): “Hemingway? Un coglione! Murakami? Una checca! La Atwood? Una vecchia stronza! Scrivono tutti di merda! SOLO IO posseggo il segreto della vera scrittura, e solo chi ha seguito il mio corso è UN VERO SCRITTORE CHE SCRIVE GIUSTO (TM). Come ad esempio Giuseppina Scavalcalavacca, che è nella lista dei best seller da sei mesi! (una copertina di un romanzo Newton Compton con uno scudo e un titolo in caratteri gotici si materializza nell’aria con uno schiocco) E anche tu puoi essere UN VERO SCRITTORE CHE SCRIVE GIUSTO (TM), ed avere un libro in tutte le Feltrinelli, ti basta pagare e seguire alla lettera le mie istruzioni! È un metodo infallibile!”

Scrittore (interessato): “Feltrinelli?”

Guru (incrocia le dita in segno di scongiuro): “Io e Feltrinelli siamo così!”
(ai suoi piedi, scritto in corpo sei, in viola su fondo nero, compare il disclaimer che la Scuola Scrivere Giusto col Guru (R) non ha alcun legame con Feltrinelli, e diffida Feltrinelli da fargli nuovamente causa per millantato credito).

Guru (simpaticissimo): “Vedo che sei interessato, mio giovane amico. Ottimo, ottimo! Era evidente dalla forma del tuo cranio che sei una persona di gusto e intelligenza. Devi solo scegliere il piano didattico che preferisci…”

(presenta un listino di prezzi così alti da far sanguinare gli occhi e il portafogli)

Scrittore (sospettoso): “Sono un sacco di soldi…”

Guru (improvvisamente aggresivo): “Ah, dovevo immaginarlo! Sei solo un fottuto wannabe che non combinerà mai niente. Non solo scrivi letame, ma evidentemente ti piace scrivere letame! E scommetto però che i soldi per farti il mojito con quegli sfigati dei tuoi amici lo trovi, eh? Certo, certo, è tutta questione di priorità, ma cosa posso dirti, cocco, se sei tu il primo a non credere in te stesso e a non voler fare un investimento sul tuo futuro, aggiustati! E il tuo cranio? Sembri un cercopiteco!”

… e qui molto dipende dal carattere delle persone.
E dalla loro età.
E da quanti risparmi hanno in cassa.
Perché spesso chi casca nelle fauci di questi pescecani è giovane, insicuro, e pieno di speranze.
Perché essere giovani significa essere una miscela di insicurezza e speranze.

Questi sciacalli predano sull’insicurezza, e spesso i loro corsi assumono i contorni del culto – dei culti hanno le dinamiche interpersonali, il linguaggio, i metodi di reclutamento.
Come in ogni culto che si rispetti (…) il leader promette la Via, la Verità e la Luce … per un prezzo … e come in tutti i culti il leader è interessato solo ai quattrini ed al potere.
Ed è sempre sbagliato colpevolizzare le vittime dei culti.
Dire “eh, beh, se l’è cercata…”
Avere delle insicurezze non significa che ci decide di approfittare di noi sia legittimato.

Io ho tenuto dei corsi di scrittura in passato (con alterne fortune), ed ho sempre cercato di spiegare che non intendevo trasmettere la Verità, ma semplicemente fornire degli strumenti che poi chiunque può usare come crede, perché non esiste un unico metodo, non esiste una sola via, non c’è un solo Manuale.

Ogni sei mesi metto giù un piano per un nuovo corso, epoi lascio perdere, perché farlo bene richiede tempo e lavoro, e proporlo è un salto nel buio.
Un tuffo in acque infestate di pescecani.
Ed io non sono un pescecane.

Continuo a tenere dei corsi, occasionalmente, come quello di ieri a Milano.
Continuo a vedere delle speranze e delle incertezze, e continuo a ripetere che non bisogna avere paura.

E piuttosto che affidarsi a un guru che vi promette la Verità, mettete assieme un circolo di scrittori, e confrontatevi con la vostra tribù. Scambiatevi i racconti e criticateli costruttivamente. Provate a scrivere collettivamente.
È molto più divertente e a buon mercato (ci si fa una pizza ogni tanto tutti assieme, e si terrorizza la ragazza che serve al tavolo parlando del modo migliore per accoltellare qualcuno), è molto più utile, e nessuno verrà a brutalizzarvi perché avete scritto “sbagliato”.

Ecco, mettere su un circolo di scrittori e lettori sarebbe divertente, se solo ne avessi il tempo.

DISCLAIMER: nessun animale è stato maltrattato nella stesura di questo post.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

8 thoughts on “Scrittura e paura

  1. Se per qualche ragione dovessi riuscire ad evadere dal regno sabaudo e capiti tra le steppe orientali, avvisami per tempo che hai una Ribolla gialla pagata.

  2. Ah, se potessi far parte del tuo collettivo socialista di autori, Davide…così potrai testimoniare che sono esistita.

  3. Se mai trovassi il tempo di metterlo su, mi piacerebbe farne parte. Per imparare.

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