strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Una sfida per novembre

1 Commento

Lo sentite anche voi, lo scricchiolio delle sedie e il cigolare degli ingranaggi mentali di migliaia di persone che si apprestanoa riversare fiumi di parole sui loro file in occasione del NaNoWriMo, il National Novel Writing Month, martoriandosi le dita sulle tastiere?

Come ho spiegato in passato, da qualche parte, io non faccio il NaNoWriMo, perché scrivere tutti i giorni è il mio lavoro di tutti i giorni. Al momento ho una campagna di 50.000 parole per un gioco di ruolo da consegnare fra otto settimane, ed un romanzo di 85.000 parole da consegnare per la fine di gennaio. Il NaNoWriMo lo lascio a chi lo fa per hobby, con l’augurio di divertirsi e la mia benedizione, per quel che vale.
E badate, non ho nulla contro il NaNoWriMo, né contro una discreta percentuale di coloro che vi partecipano. Semplicemente non fa per me perché tutti i miei Mo sono WriMo e francamente della patacca di “Vincitore del NaNoWriMo” non so cosa farmene.
Preferisco, per dire, lo StoryADayMay, in cui per un mese si scrive un racconto al giorno. Perché è una cosa più gestibile, e perché i trentuno racconti scritti in quel mese li posso vendere – Singularity, che è stato pubblicato su Shoreline of Infinity e messo in lista per il BSFAAward, l’ho scritto in un pomeriggio, a maggio.

Però, però, però…

Sono stato, in questi diciotto mesi di pandemia, e per un sacco di motivi che non staremo a discutere in questa sede, un pessimo padrone di casa per i miei sostenitori su Patreon.
Ed ho un grosso debito nei confronti di coloro che hannoc ontinuato a sostenermi, nonostante la mia presenza sporadica.
Perché allora non usare il mese di novembre per fare qualcosa di speciale per tutti loro?

Il caso vuole che ad ottobre mi capiti fra le mani un libricino intitolato 30 Days of Worldbuilding, di Angeline Trevena – per quanto interessante, non un libro che ti cambia la vita, ma che suggerisce un interessante esperimento fin dal titolo.
È possibile “costruire un mondo” in trenta giorni?
È possibile farlo mentre si lavora a due altri grossi progetti, dedicandoa questo esperimento non più di un paio di ora al giorno?
Ed una volta finito, è possibile usare il materiale prodotto in questi trenta giorni, in queste mal contate sessanta ore di lavoro, per scriverci delle storie, e magari costruirci un gioco di ruolo?

Beh, è certamente possibile provarci, giusto?

E poi si possono postare i capitoli, giorno per giorno, su Patreon, in italiano ed in inglese, per il diletto dei miei sostenitori.

Un non-troppo-generico ma gestibile setting sword & planet/planetary romance, alla maniera di Leigh Brackett, Jack Vance o del venerabile Edgar Rice Burroughs.
Perché non c’è abbastanza planetary romance, là fuori, e la sword & planet è ingiustamente trascurata.

Un mondo esotico zeppo di mistero e di avventura.
In trenta giorni.
E poi, una volta finito, un gioco di ruolo, piccolo e compatto, che giri su un sistema di gioco leggero e aperto. Il genere di cosa che si possa giocare in una sera, senza troppe fisime.
Che si possa giocare online.

E in futuro, chi lo sa, magari qualche racconto, da piazzare su qualche rivista.

È il primo novembre.
L’esperimento è appena iniziato.
Primo episodio: Genere & Setting.
Per definire le regole di campo.
In ogni post su Patreon non mi limiterò a mettere le idee del giorno, ma anche delle note sul perché io abbia deciso di fare certe scelte e non altre. Non sarà un corso di worldbuilding, ma sarà per chi è interessato anche un modo per scoprire non solo come si fa, ma anche perché. E magari discuterne.

Vediamo cosa succede.

(e sì, ci sono dei link commerciali, in questo post – siete stati avvisati.
E già che ci sono vi dico anche che Angeline Trevena ha scritto altri manuali, e ce n’è uno, leggero e veloce, su come costruire il background storico di un mondo immaginario. Al momento è in offerta.)

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

One thought on “Una sfida per novembre

  1. Da ML del NaNoWriMo posso dire che sì, il Nano non fa per te. Ma questo è ovvio.
    Non è rivolto a chi lavora come professionista tutto l’anno
    È rivolto a chi ha orari non compatibili con la scrittura.
    È una sfida contro se stessi quando il proprio impegno primario è altro.
    Ma la comuntà di appassionati che si è creata negli anni qui in Italia è una delle migliori che conosco, e partecipo a molte.
    Non ci sono flame, non ci sono coglio** che fanno i bulli, non c’è spam e non c’è nonnismo.
    Già solo per questo è una cosa meravigliosa.

    Dal nano sono usciti decine di persone che hanno poi scelto la carriera da scrittore ma non è utile a chi ogni giorno già scrive 2 o 3000 parole o più perché quello è il suo lavoro.
    Sono proprio cose diverse.

    Così come un ciclista professionista non partecipa a una gara di paese o un campione di scacchi non partecipa ai campionati cittadini di scacchi.
    Sono livelli diversi

    Sul concetto di ” patacca di “Vincitore del NaNoWriMo” non so cosa farmene.” soprassiedo
    Chiunque partecipi per una cosa del genere è solo un idiota e niente più

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