strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Nei meandri del Jianghu

7 commenti

Il Wuxia è una forma di fantasy avventuroso cinese, affine per molti versi al nostro sword & sorcery – a contrapposto al Xianxia, che è più affine (pur facendo tutti i distinguo del caso) al nostro high fantasy.
Il Wuxia si rifà a classici come Il Margine dell’Acqua – il romanzo-fiume anche variamente tradotto come I Briganti o I Briganti della Palude. Il grande Magnus, alias Robert Raviola ne avviò un adattamento a fumetti, purtroppo non riuscendo a completarlo.
Storie di spadaccini errabondi, banditi onorevoli, strambi filosofi taoisti e altra varia umanità, i wuxia, o per lo meno elementi del loro spirito, sono percolati nel mondo del gioco di ruolo fin dall’inclusione del monaco fra le classi giocabili di AD&D.
Nel corso degli anni, vari giochi sono stati pubblicati che si proponevano di rendere giocabile questo sottogenere.
Da una parte, i giochi metacinematografici come Feng Shui e Hong Kong Action Cinema, dall’altra tutta una serie di giochi ambientati in mondi più o meno cinesi, e più o meno fantasy.
Recentemente, il vecchio classico Weapons of the Gods (che rubava a piene mani anche dai fumetti coreani) si è tramutato in Legends of the Wulin, entrando in competizione con Hearts of the Wulin, che tratta più o meno gli stessi temi, ma gira con un altro sistema.
I cultori del sistema Fate possono dare un’occhiata a Tianxia: Blood, Silk & Jade, ma il vero cultore del wuxia ludico rivolgerà piuttosto il proprio sguardo verso Righteous Blood, Ruthless Blades, forse il più completo ed il più “cinese” dei giochi wuxia attualmente sul mercato.

Scritto da Brendan Davis e Jeremi Bai, quest’ultimo un esperto del genere, e traduttore dal cinese, e pubblicato da Osprey Games, Righteous Blood, Ruthless Blades (d’ora in avanti, RBRB) si presenta come un bel rilegato rigido indistruttibile di 268 pagine, stampato su carta patinata in formato ridotto (come tutti i giochi della Osprey), e con illustrazioni a colori.

Come tutti i giochi della Osprey, RBRB presenta un set di regole molto semplice – basato su dice pool di D10 – e ampiamente hackerabile ed espandibile. Un semplice sistema di risoluzione dei test, un enorme campionario di potenziali personaggi, un ancora più vasto catalogo di armi e oggetti ispirati alla tradizione del genere.

La campana di bronzo della distruzione? C’è.
L’arco dei diecimila li? C’è.
La scacchiera della morte? Ovviamente, c’è.

Con la sua struttura quasi da enciclopedia del genere, RBRB è unastrana bestia, con un sistema che si impara in un amen, ma che richiede la lettura completa del manuale e almeno una serata per mettere insieme i personaggi.

Ma davvero, volete giocare unp spadaccino alcoolizato con un braccio solo, legato da una relazione antagonistica con una bellissima cortigiana capace di spezzare le ossa dei suoi nemici suonando un liuto? Questo è il gioco che fa per voi.

E onestamente, chi non vorrebbe giocare personaggi del genere?

Ma forse l’elemento più interessante dell’intero volume è l’ampio spazio dedicato al Jianghu, che è poi proprio quel Margine dell’Acqua di cui di cui si parlava all’inizio – quello spazio liminale dove l’autorità imperiale non arriva, un non-luogo fatto di campagne aperte, locande, mercati, villaggi sperduti e palazzi abbandonati, case da gioco galleggianti e monasteri isolati, dove si muovono personaggi insoliti e dove le motivazioni si fanno sfumate.
Davis e Bai mettono bene in chiaro a pagina uno che questo non è un gioco storico, e che i principali riferimenti sono al cinema di Hong Kong degli anni ’60-2000, e la letteratura wuxia che da qualche tempo sta cominciando ad arrivare anche da noi. Sono però anche ossessivi nel voler fornire ai giocatori quanto più materialepossibile per poter giocare un wuxia quanto più autentico possibile.

Righteous Blood, Ruthless Blades è un ottimo gioco, che richiede impegno ma lo ripaga ampiamente.
È un bel libro, ha un prezzo in fondo ragionevole, ed include una lunghissima lista di film e libri consigliati e persino un “corso intensivo di wuxia”. E sul sito dell’editore sono disponibili espansioni varie (ad esempio un capitolo extra su come dare un nome autentico ai propri personaggi).

Non possiamo davvero chiedere di meglio.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

7 thoughts on “Nei meandri del Jianghu

  1. Il Wuxia in Italia è un’entità ancora sconosciuta, c’è margine per approfondimenti e analisi. E’ ancora una terra inesplorata, ma ho notato del pallido interesse. Forse solo vogliono storie più crude, più grondanti sangue di quelle che timidamente ho iniziato a scrivere io, poi abbandonando il filone per generi più classici e diffusi. Ma ammetto sono storie molto divertenti da scrivere con tutti gli “inside jokes” sottesi. Per chi ama il genere inizierei con “Volpe Volante della Montagna Innevata” poi da iniziati si può fare ricerche e si scoprono tesori.

  2. Che buffo… proprio ieri ho consigliato a un tizio su un forum di leggere I briganti/In riva all’acqua e cercato in rete l’adattamento di Magnus! Purtroppo I Briganti di Magnus dovranno aspettare un po’ in riva all’acqua (scusa per l’orrida battuta! 😀 ) fino a quando non costeranno un po’ meno, o avrò rimpinguato il gruzzoletto per le spese superflue.

  3. Ghigliottine volanti ne abbiamo? Se si, must have
    Complimenti a Shanmei per il bel suggerimento: leggendo il libro ci si ritrova nelle atmosfere delle pellicole di king hu o zhang che.

  4. così, per la cronaca, alla pinnacle hanno appena finanziato un setting per swade, legend of ghost mountain, col sottotitolo “supernatural wuxia mayhem”.

  5. Appena finito di leggere questa recensione ho scoperto che il catalogo della Osprey Games è scontato per Agosto, quindi ora ho tra le mani l’edizione fisica del manulae (da un paio danni che non compravo manuali fisici, solo pdf che si aggiungevano a un’altissima pila digitale). Proprio una bella produzione.
    In questo periodo ho anche iniziato a leggere “The Legend of the Condor Heores” di Jin Yong: tutto punta a un autunno ruolistico pieno di monaci taoisti e artisti marziali.
    Piccola aggiunta su uno degli autori: su Wuxiaworld (gran bel sito) avevo letto alcuni capitoli di una sua traduzione di una serie xianxia e uno dei commenti iniziava così: “È una lettura un po’ lunga (quattro volte la Bibbia), ma ne vale la pena”.
    Non male come incipit per una recensione.

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