strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Lo detesti e sai che te ne devi andare

Ieri sera abbiamo avuto un piccolo festeggiamento, qui a casa: mio fratello ha superato il secondo livello di selezione ed è stato ammesso ad un nanodegree come sviluppatore Android.
La notizia è arrivata dopo un primo ciclo di lezioni e prove, al termine delle quali 1.250 dei 10.000 partecipanti (che avevano superato la prima prova di ammissione) hanno ottenuto la borsa di studio di Google, mio fratello uno di loro.
Ora lo aspettano tre mesi di prove e lezioni coi tutor, al termine dei quali avrà una nuova qualifica professionale in un campo lavorativo piuttosto vivace, con una bella certificazione rilasciata da un colosso come Google.
Un bel colpo – e solo io e pochi altri sappiamo quanto lavoro abbia fatto mio fratello per arrivare a questo.

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Il primo effetto di questa piccola ma importante vittoria digitale sarà però completamente analogico: mio fratello dovrà trovarsi un posto in cui dormire lontano da Castelnuovo Belbo, per i prossimi tre mesi. Un posto dal quale poter accedere alla rete a una velocità normale. Continua a leggere


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Animali nevrotici e dove trovarli

La versione breve

A Castelnuovo Belbo, ridente (ma cosa avrà poi da ridere?) località della Valle Belbo1.

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La versione lunga

Diciamo che poiché in questo paese la connessione a internet è una cosa che capita ad altri2, succede che normalmente dalle sei del pomeriggio fino a più o meno le undici di sera, collegarsi a Internet diventi pressocché impossibile.
Inviare una mail richiede una dozzina di tentativi, aggiornare il blog è improponibile, e Pinterest vi fa una bella pernacchia perché non ha abbastanza banda per visualizzare le immagini.
La cosa non è un grosso problema, a livello di comunità, visto che la parte attiva della popolazione a Castelnuovo ci viene solo per dormire, e gli hoi polloi trascorrono la loro vita in una beata inconsapevolezza, seduti fuori dal bar ad aspettare di morire.
Ma se voi siete persone che magari con internet ci lavorano, allora dovete lavorarci fra la mezzanotte e le sei del mattino. Continua a leggere


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Dieci anni

PrintMentre ero, come si suol dire, in altre faccende affaccendato, il mese di marzo è arrivato ed è passato e così mi sono perso il decimo anniversario di strategie evolutive.
Strategie ha dieci anni e rotti, ormai, e striscia lentamente verso il milione e mezzo di visitatori.
Non male.
Nel corso di questi dieci anni, ho postato 3688 post (questo fa 3689), il che ci dà una media di un po’ più di 365 post all’anno, un post al giorno per dieci anni.
Calcolando una mendia di 600 parole per post, farebbero 2.213.400 parole.
Se invece calcoliamo una media di un’ora e mezza di lavoro per ciascun post – dal raccogliere il materiale al trovare le immagini e tutto il resto – farebbero 5532 ore1.
E, incredibile ma vero, strategie è in crescita – abbiamo superato i 500 lettori fissi.
E se è vero che ai tempi di Google Reader, cinque anni or sono, eravamo arrivati a 650, risalire da meno di 300 dopo il crash del 2013 è stata una bella scalata.

Ed ora mi piacerebbe riuscire a spiegarvi il profondo senso di inutilità di tutto questo. Il senso di vuoto e di desolazione.
Ma non oggi.
Buon finesettimana di Pasqua, che lo vogliate festeggiare come ricorrenza religiosa o come opportunità per staccare per un paio di giorni.
Ci si vede dall’altra parte.


  1. i tempi si sono nettamente allungati da quando mi sono trasferito in Astigianistan, perché qui, come abbiamo detto molte volte, internet è una cosa che succede agli altri. 


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Grandi pulizie

Ho dato una ripulita alla sidebar del blog, eliminando tutti gli elementi sui quali da almeno tre anni non c’erano click da parte degli utenti.
Inquesto modo il blog ha una grafica meno pesante, ci sono meno distrazioni, e tutti sono più felici.
O qualcosa del genere.
Fatemi sapere cosa ve ne pare, se avete voglia.

DeclutterYourLife

 


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Ultimo dell’anno

I will speak
to the masses
through the media

Beh, anche no. Questo non è il messaggio alla nazione.
È solo il post di fine anno, per mettere a dormire per sempre il 2016.

E avrei voluto dedicarlo, questo ultimo post, al ministro Giuliano Poletti.

“Bene così: conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi. Bisogna correggere un’opinione secondo cui quelli che se ne vanno sono sempre i migliori. Se ne vanno 100 mila, ce ne sono 60 milioni qui: sarebbe a dire che i 100 mila bravi e intelligenti se ne sono andati e quelli che sono rimasti qui sono tutti dei “pistola”. Permettetemi di contestare questa tesi.”

Non tutti sono pistola, Giuliano. Non tutti.
Però leggendo questa dichiarazione a tutti almeno uno, di pistola, è venuto in mente.

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Buoni propositi per il 2017?

Buoni propositi per il 2017…
Sì, certo, trovare una fonte stabile di reddito, salvare la mia casa e la mia esistenza.
E scrivere, scrivere di più e scrivere (se possibile) meglio.

Ma sapete cos’è?
Nel momento in cui ci si trova in condizioni di difficoltà – che si tratti di problemi economici o lavorativi, o problemi di salute, o quel che vi pare… quando ci si trova in difficoltà, il nostro cervello innesca tutta una serie di meccanismi, la maggior parte evolutisi quando andavamo a caccia di mammuth, che hanno lo scopo di ottimizzare la nostra reazione al pericolo.
Una delle conseguenze di ciò è che nel momento in cui ci si trova in difficoltà si sente una fitta di senso di colpa non appena si contempla qualcosa di frivolo.
Chessò, andare al cinema, passare un weekend a guardare le nuvole.
Organizzare una buona cena per noi ed i nostri familiari.
Leggersi un buon libro.
Il nostro sistema di emergenza si mette a squillare, perché quel tempo e quelle risorse potremmo usarle per fare altro, per cercare di sfuggire alla minaccia.

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E invece no.
Non sto dicendo che sia cosa buona e giusta comportarsi da irresponsabili, ma staccare, anche solo per dieci minuti, è indispensabile.
Altrimenti lo stress ci ammazza.
Ecco, il sistema neolitico di emergenza che abbiamo installato non riconosce lo stress e la depressione come minacce. E anzi, accresce l’ansia e lo stress proprio in presenza di quelle attività che ci permetterebbero di ridurre stress ed ansia.
Quindi, ricominciamo…

Buoni propositi per il 2017… Continua a leggere


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Un sacco di cose di cui parlare

… e nessuna voglia di farlo.
O se non nessuna certamente poca.

Siamo sopravvissuti al rischio di alluvione, ma strategie evolutive langue.
Non per mancanza di voglia da parte mia di aggiornarlo1, quanto per le troppe cose da fare.
E no, non intendo infliggervi nuovamente una lista dei miei lavori in corso dei quali, ne sono più che convinto, vi interessa abbastanza poco nella loro forma in corso e magari un po’ di più, si spera, nella loro forma definitiva. Continua a leggere