strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Liebster Award!

Il compianto Gianluigi Marianini sosteneva che se uno ha il buon gusto di non morire prima, prima o poi una laurea ad honorem gliela danno.
E così, nel suo decimo anno di vita, strategie evolutive ha incassato oggi – mentre io non c’ero – il suo primo Liebster Award, grazie ai buoni auspici di Kara Lafayette del blog Secondo Kara Lafayette.
Se volete sapere cosa sia e come funzioni il premio, le regole le trovate qui.

liebster-award2-720x288Lo scopo conclamato del Liebster Award è quello di far conoscere altri blog – e quindi mi si richiede di segnalare undici blog meritevoli del premio, rispondere alle undici domande ideat da Kara Lafayette per la dannazione dei suoi nominati, e proporre le mie undici domande.
Non necessariamente in quell’ordine.
Perciò, cominciamo con le domande di Kara… Continua a leggere


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Il miglior regalo che io abbia mai ricevuto

Poi ci sono quelle cose che non ti aspetti, e che succedono, e ti lasciano così, senza parole.
Che per uno che per campare scrive o – quando glielo lasciano fare – insegna, non è proprio una cosa divertente, restare senza parole.

Per i miei cinquant’anni1, alcuni amici si sono organizzati per farmi un regalo.
La loro idea, fornirmi una connessione alla rete decente, con la quale poter lavorare.
Non avevano fatto i conti, naturalmente, col fatto che Castelnuovo Belbo non perdona, nobody gets out alive, e quindi per tutti i loro sforzi il progetto è fallito.
Vuoi vivere nell’Astigianistan? E allora niente, vai a zappare la terra. Continua a leggere


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Cinquanta giri attorno al sole

Parlavo ieri sera con un amico che ha dieci anni meno di me, e mi diceva che lui ha smesso di crescere a venticinque anni.
Posso capirlo – a me questa faccenda di averne compiuti cinquanta non torna.
Siamo davvero sicuri?
Sarebbe come dire che Rumors dei Fleetwood Mac è uscito quarant’anni or sono, il che è palesemente una sciocchezza.

Resta comunque il fatto che io questi cinquant’anni non me li sento.
Oh, badate, sono stanchissimo, ed avendo passato la giornata di ieri a salire escendere scale per musei e gallerie d’arte, per colline e borghi medievali, non mi sento le gambe.
Però, ecco, io i cinquantenni li ho visti, e io non sono così.
Per fortuna.

Comunque, anche questa è fatta, torniamo alla normalità.

O forse no.


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Lo detesti e sai che te ne devi andare

Ieri sera abbiamo avuto un piccolo festeggiamento, qui a casa: mio fratello ha superato il secondo livello di selezione ed è stato ammesso ad un nanodegree come sviluppatore Android.
La notizia è arrivata dopo un primo ciclo di lezioni e prove, al termine delle quali 1.250 dei 10.000 partecipanti (che avevano superato la prima prova di ammissione) hanno ottenuto la borsa di studio di Google, mio fratello uno di loro.
Ora lo aspettano tre mesi di prove e lezioni coi tutor, al termine dei quali avrà una nuova qualifica professionale in un campo lavorativo piuttosto vivace, con una bella certificazione rilasciata da un colosso come Google.
Un bel colpo – e solo io e pochi altri sappiamo quanto lavoro abbia fatto mio fratello per arrivare a questo.

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Il primo effetto di questa piccola ma importante vittoria digitale sarà però completamente analogico: mio fratello dovrà trovarsi un posto in cui dormire lontano da Castelnuovo Belbo, per i prossimi tre mesi. Un posto dal quale poter accedere alla rete a una velocità normale. Continua a leggere


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Animali nevrotici e dove trovarli

La versione breve

A Castelnuovo Belbo, ridente (ma cosa avrà poi da ridere?) località della Valle Belbo1.

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La versione lunga

Diciamo che poiché in questo paese la connessione a internet è una cosa che capita ad altri2, succede che normalmente dalle sei del pomeriggio fino a più o meno le undici di sera, collegarsi a Internet diventi pressocché impossibile.
Inviare una mail richiede una dozzina di tentativi, aggiornare il blog è improponibile, e Pinterest vi fa una bella pernacchia perché non ha abbastanza banda per visualizzare le immagini.
La cosa non è un grosso problema, a livello di comunità, visto che la parte attiva della popolazione a Castelnuovo ci viene solo per dormire, e gli hoi polloi trascorrono la loro vita in una beata inconsapevolezza, seduti fuori dal bar ad aspettare di morire.
Ma se voi siete persone che magari con internet ci lavorano, allora dovete lavorarci fra la mezzanotte e le sei del mattino. Continua a leggere


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Dieci anni

PrintMentre ero, come si suol dire, in altre faccende affaccendato, il mese di marzo è arrivato ed è passato e così mi sono perso il decimo anniversario di strategie evolutive.
Strategie ha dieci anni e rotti, ormai, e striscia lentamente verso il milione e mezzo di visitatori.
Non male.
Nel corso di questi dieci anni, ho postato 3688 post (questo fa 3689), il che ci dà una media di un po’ più di 365 post all’anno, un post al giorno per dieci anni.
Calcolando una mendia di 600 parole per post, farebbero 2.213.400 parole.
Se invece calcoliamo una media di un’ora e mezza di lavoro per ciascun post – dal raccogliere il materiale al trovare le immagini e tutto il resto – farebbero 5532 ore1.
E, incredibile ma vero, strategie è in crescita – abbiamo superato i 500 lettori fissi.
E se è vero che ai tempi di Google Reader, cinque anni or sono, eravamo arrivati a 650, risalire da meno di 300 dopo il crash del 2013 è stata una bella scalata.

Ed ora mi piacerebbe riuscire a spiegarvi il profondo senso di inutilità di tutto questo. Il senso di vuoto e di desolazione.
Ma non oggi.
Buon finesettimana di Pasqua, che lo vogliate festeggiare come ricorrenza religiosa o come opportunità per staccare per un paio di giorni.
Ci si vede dall’altra parte.


  1. i tempi si sono nettamente allungati da quando mi sono trasferito in Astigianistan, perché qui, come abbiamo detto molte volte, internet è una cosa che succede agli altri. 


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Grandi pulizie

Ho dato una ripulita alla sidebar del blog, eliminando tutti gli elementi sui quali da almeno tre anni non c’erano click da parte degli utenti.
Inquesto modo il blog ha una grafica meno pesante, ci sono meno distrazioni, e tutti sono più felici.
O qualcosa del genere.
Fatemi sapere cosa ve ne pare, se avete voglia.

DeclutterYourLife

 


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Ultimo dell’anno

I will speak
to the masses
through the media

Beh, anche no. Questo non è il messaggio alla nazione.
È solo il post di fine anno, per mettere a dormire per sempre il 2016.

E avrei voluto dedicarlo, questo ultimo post, al ministro Giuliano Poletti.

“Bene così: conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi. Bisogna correggere un’opinione secondo cui quelli che se ne vanno sono sempre i migliori. Se ne vanno 100 mila, ce ne sono 60 milioni qui: sarebbe a dire che i 100 mila bravi e intelligenti se ne sono andati e quelli che sono rimasti qui sono tutti dei “pistola”. Permettetemi di contestare questa tesi.”

Non tutti sono pistola, Giuliano. Non tutti.
Però leggendo questa dichiarazione a tutti almeno uno, di pistola, è venuto in mente.

132907

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