strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Fare cose (non potendo vedere gente)

L’estate è ufficialmente iniziata – e se è vero che sono sepolto sotto ad una valanga di lavori da fare, è anche vero che è assolutamente indispensabile spezzare il ritmo. Il rischio altrimenti è che tutti i giorni, sempre e comunque, diventino tutti uguali. Si finisce con l’entrare in un continuum dal quale non c’è via di uscita, e che porta, inevitabilmente, alla depressione ed all’infelicità.

Le restrizioni dovute alle precauzioni che sono ancora necessarie per contrastare il COVID-19 non aiutano.
Perciò, proprio per sopravvivere, ho cercato di preparare un piano per, come si diceva, spezzare il ritmo. E visto che non è possibile vedere gente, l’unica possibilità è fare cose.

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Imperfetta, ma intervista

Giulietta Iannone ha appena postato su Liberi di Scrivere la trascrizione della mia intervista di ieri su Facebook.
Nonostante l’orrore lovecraftiano dei commenti annidati di Facebook, è stato molto divertente per me e – spero – per i partecipanti, ai quali va la mia gratitudine per la chiacchierata.
Dobbiamo rifarlo.

Se siete interessati, il testo completo è qui.


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Intervista Imperfetta

Stando alle ultime notizie, nel tardo pomeriggio di lunedì 22, che sarebbe poi tre tre giorni, prenderò parte a Interviste Imperfette, una iniziativa di Liberi di Scrivere e di Giulietta Iannone che da anni cura questo blog letterario.

L’idea è semplice e malevola – sul gruppo Facebook del blog ospitante, a partire dalle 18.30 di lunedì, risponderò in diretta alle domande del pubblico, che così avrà modo di constatare quanti errori di battitura io faccia quando scrivo in fretta (ma chi segue strategie ha già un’idea a riguardo).

Per il momento, l’annuncio della mia partecipazione ha suscitato un livello di interesse pari a quello di una festival di poesia dell’Abkhazia, il che mi porta a pensare che lunedì su Facebook ci saremo solo io, Giulietta perché deve, ed i cespugli che rotolano. Però chissà… potrebbe essere una buona occasione per mettermi in imbarazzo.

Nel caso, sapete dove trovarmi…


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Qui, e adesso

Non lo odiate anche voi quando fate un’affermazione, anche solo una osservazione banale, oppure esponete una vostra ferma convinzione, e immediatamente la realtà si organizza per venire a mettervi alla prova proprio su ciò che avete appena detto, come a voler vedere se le vostre convinzioni non siano, alla fine, solo chiacchiere?
A me succede di continuo.
Io la detesto, ‘sta cosa.

Poche ore fa, attraverso un messaggio via facebook, gli abitanti di Castelnuovo Belbo hanno saputo che è stato rilevato un primo caso di COVID-19 nel nostro paese.
È cominciata anche qui.

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OK, facciamo un esperimento

A titolo completamente ipotetico, diciamo che io abbia 100 euro da bruciare, cento sonanti monete da un euro disposte in dieci ordinate pile da dieci. Non si tratta di una cifra astronomica, ma per me non è una cifra da nulla. Per incassarla devo come minimo vendere una flash fiction a un mercato professionale.
Ma ipotizziamo che ci siano, qui sulla mia scrivania, 100 euro che urlano per essere spesi.

La domanda è, cosa scelgo fra:

  • Un corso di storytelling con Neil Gaiman.
  • Un corso di narrativa young adult con R.L. Stine
  • Un corso di scrittura creativa con Margaret Atwood
  • Un corso di scrittura focalizzato alle storie brevi di Joyce Carol Oates
  • Un corso di creatività e film-making con David Lynch

Un bel dubbio, eh?
Certo, con poco più di quindici euro, sulla piattaforma Masterclass, potrei avere accesso a TUTTI i corsi (questi, più gli altri sessanta al momento disponibili, da Penn & Teller che insegnano magia a Gordon Ramsey che mi insegna a cucinare a Helen Mirren che mi insegna recitazione), ma restiamo su una cifra modesta e per me gestibile – 100 euro, un corso.
Su cosa li spendo, questi ipotetici 100 euro?

E no, questa non è una pubblicità occulta per Masterclass – come potete vedere non ci sono link o altre cose. E non si tratta di voler fare concorrenza sleale a chi ci offre corsi di scrittura con un cartellino del prezzo a tre zeri.
È che non ci si può mai fermare nello sviluppare la nostra professione, bisogna tenersi aggiornati, imparare nuove cose, mi piacerebbe, seguire un corso di scrittura tenuto da qualcuno davvero bravo, oltretutto a un prezzo onesto, ma la scelta… ah!


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Scioperare o respirare i fumi

Ci sono persone che stanno scioperando su tutto il pianeta, per attirare l’attenzione dei governi sull’attuale crisi climatica.
Fra le splendide colline dell’Astigianistan l’autunno è arrivato, e dipinge di rame e di bruno le pendici e le valli, ed eccomi qua, fortunato bastardo che sono, a respirare i fumi velenosi che fuoriescono dal camino del vicino, perché quando arriva settembre iniziano a bruciare il loro rifiuti – plastica inclusa – nel camino di casa.

Mia madre chiamò il servizio ambientale a causa di questo problema, nel 1989, credo, e il tipo all’altro capo del filo le chiese se il fumo che stava vedendo fosse bianco o nero, perché se non fosse stato nero loro non potevano farci nulla.
Mia madre, asmatica di lungo corso, lo ridusse in briciole, sulla falsariga di “cosa c*zzo so di che colore sia, brutto stronzo, noi qui stiamo soffocando!”
Non ci fecero nulla.
Trent’anni dopo, continuano a non farci nulla.
Almeno è un segno che la diossina non ti uccide così in fretta.
E poi cosa ne soio? Sono un dannato estraneo, vivo in questo posto da soli dieci anni.
Anche mia madre era una dannata estranea, e una presuntuosa priantagrane – glielo disse la vicina, che in qualche modo aveva saputo della denuncia fatta da mia madre.
Mia madre non sarebbe mai tornata in questo posto negli anni seguenti, con grande irritazione di mio padre.

Non posso fare uno sciopero ambientale qui, perché fondamentalmente questa è una città fantasma popolata di morti – solo alcuni di loro non se ne sono ancora resi conto.
Cosa potrei fare, stare da solo con un cartello davanti all’unico negozio in paese?
Ma se potete, aiuta i ragazzi in sciopero.
Perché l’odore della plastica bruciata non dovrebbe essere l’odore che ti ricorda tua madre.