strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


12 commenti

Un anno senza libri

Ho avuto un’altra idea storta. Perché è la fine dell’anno, perché mi sento irrequieto (sarà la mezza età che avanza, inesorabile, verso la vecchiaia) e perché ho voglia di mettermi alla prova ma senza fare troppa fatica.

C’è questa faccenda che nel 2022 leggerò 52 libri, uno a settimana, e pubblicherò qui le mie recensioni. Ve l’ho già detto. Bene così.
Ma ecco un altro piano per l’anno che viene: farò del 2022 un anno senza acquisti.

Un No-Buy Year.

Continua a leggere


22 commenti

Tre pagine dell’agenda

All’inizio del mese ho recuperato, da una pila di quaderni che ho qui “in caso di necessità” una agenda del 2015, ancora vergine, e sulla prima pagiona ho cominciato a prendere appunti.

Sono ormai dieci mesi che strategie evolutive è bloccato su Facebook, fin da quel fastale 15 di gennaio quando la mia ricetta delle frittelle settecentesche fu la classica goccia che fa traboccare il vaso, e qualcuno pensò bene di segnalare il mio blog come sorgente di post che fomentano l’odio e l’intolleranza.
Non a tutti piacciono le frittelle.

Dieci mesi sono lunghi.
Dieci mesi sull’onda lunga della pandemia e del lockdown sono MOLTO lunghi.

Certo, Karavansara continua a funzionare, e fa la sua solita manciata di visite. Forse per il fatto che è in inglese, o che non ci posto ricette delle frittelle, non è stato ancora segnalato e bloccato. Qualcuno là fuori è molto distratto (o interessato solo a proteggere il pubblico italiano dalla minaccia di strategie evolutive).
Paura & Delirio sta andando molto bene – abbiamo superato i 25.000 download ed abbiamo una media di circa 300 ascolti per puntata. Per un podcast in italiano, che parla di cinema di genere e che fa episodi da un’ora e mezza, è un successo notevole, e possiamo solo ringraziare i nostri (timidissimi) ascoltatori.

Con l’autunno, la mia complice Lucia Patrizi ha lanciato un nuovo podcast, che gestisce in combutta con Marika “Redrumia” Paracchini. Si intitola Nuovi Incubi e vi invito ad ascoltarlo.

E con l’autunno, io ho preso la mia agenda scaduta con la sua copertina nera imbottita, ed ho cominciato a mettere giù delle idee, per mettere in piedi qualcosa di nuovo, e di autonomo.
Non “l’assurdo guazzabuglio di argomenti” (cit.) di strategie, non qualcosa che abbia nulla a che fare con Paura & Delirio, o con Karavansara, o con la mia pagina Patreon, o con i libri che scrivo per pagare i conti.
Qualcosa di nuovo.

Continua a leggere


4 commenti

Quattordici anni

WordPress mi informa che oggi strategie evolutive compie quattordici anni. Sono quattordici anni che ho trasferito il mio vecchio blog su questa piattaforma, dopo alcuni mesi di esperimenti altrove.

E mi ricordo due frasi, una che mi venne detta da un amico italiano appena aperto il blog, quando ancora non ero su wordpress…

vedo che anche tu hai ceduto alla tentazione narcisistica di parlare dei fatti tuoi in pubblico

… ed una che mi venne detta da un amico americano in ocasione sel settimo compleanno di strategie evolutive

con un blog così vecchio e ben avviato sviluppi certamente un buon reddito collaterale tramite la monetizzazione

Sono quattordici anni che strategie evolutive tira avanti, e voglio ringraziare tutti coloro che ancora mi legogno, tutti coloro che commentano, e tutti coloro che indefessamente segnalano i miei post a mister Zuckerberg in quanto inaccettabili promotori dell’odio.

Quattordici anni di narcisismo, e neanche l’ombra di un reddito collaterale, ma andiamo avanti.


8 commenti

Anthony lavorava da un verduriere…

Uno degli effetti più spiacevoli del blocco che ormai da alcuni mesi mi impedisce di condividere i miei post su Facebook è la poca voglia di scrivere dei post.
Il che è probabilmente ingiusto nei confronti di chi magari avrebbe voglia di leggere le mie chiacchiere (ammesso che ancora ci sia e non si sia cercato altre forme di intrattenimento), ma è davvero un problema reale.
Per cui l’idea per qualcosa di cui voler parlare mi viene anche, ma poi scatta il “sì, ma a che pro?”
La scarsità di commenti è un altro fattore, ma è certamente conseguenza del blocco – meno persone scoprono i miei post, meno persone li leggono, menopersone commentano.
Un lento ma inesorabile processo di desertificazione.

È vero, condivido passando per Tumblr – piattaforma che a momenti neanche mi ricordavo che ancora esiste.
Scrivo il post su strategie evolutive, posto il link su altre strategie, condivido il post su tumblr su Facebook.
Bello liscio.
O quasi.
La prima reazione alla mia prima condivisione di un post di Tumblr su facebook è stata

Noooo, Tumblr noooo!

Ed in effetti non è che stia andando proprio benissimo.

Poi, oggi, mi sono ricordato conto che i post su Patreon si possono condividere sia su Facebook che su Twitter.
E già li faccio, dei post su Patreon – anche se non tanti quanto mi piacerebbe (è stato un anno terribile).
Vero, i post Patron-only li possono leggere solo i miei sostenitori, ma quelli liberi li possono leggere tutti – e per me cosa cambia, se invece di leggerli su WordPress li leggete su Patreon?

OK, cambia che per me l’interfaccia di Patreon è un po’ di legno, ma a parte quello?
E magari qualcuno potrebbe addirittura decidere di sostenermi.
Sarebbe bello – il tentativo di zittirmi potrebbe finire col fruttarmi qualche lira.

Ecco, potrei fare i post che fino a qualche mese fa avrei fatto su strategie come post liberi su Patreon, e poi fare dei post Patron-only – insieme con la condivisione dei miei appunti di scrittura, i miei racconti, e tuitto il materiale extra che in maniera irregolare infliggo ai miei sostenitori.

Dopotutto, stavo già considerando l’opzione di usare Patreon come piattaforma per il mio prossimo corso …

E questo è un primo esperimento – questo post esce su Patreon (unpo’ prima) e poi su strategie.
Vediamo cosa succede.

(ah, naturalmente i post su Patreon saranno bilingue, perché è bello essere miei sostenitori)

Perché alla fine la soluzione pare essere quello che fece Anthony che lavorava in una drogheria, in quella vecchia canzone…


12 commenti

Una molotov in un MacDonald

Hey, questo blog è già stato segnalato e bloccato su Facebook come sentina di odio e malvagità rampante, posso anche fare un post intitolato Una molotov in un MacDonald. Nel senso, cosa possono fare, denunciarmi una seconda volta? Per lo meno ora avrebbero un motivo – se si fermano a leggere solo il titolo.
O, forse, anche se vanno avanti.
Ma è un rischio che sono disposto a correre.

E in effetti questo è un post sul rischio, e sulla paura, e sul mettersi in gioco.
Vediamo di andare con ordine – sarà probabilmente una cosa lunga, e magari anche un po’ confusa, ma prometto che arriveremo a quel MacDonald, ed alla molotov. Un po’ di pazienza.

Tutto comincia con un post pubblicato dalla mia complice e vicina di cella, Lucia Patrizi, che potete leggere qui, e vi invito a leggerlo prima di continuare.
Fatto?
OK, andiamo avanti.

Continua a leggere