strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Ho sognato una frittata di cipolle

urlHo fatto un sogno.
Si lo so, voi li odiate, quelli che il giorno dopo vi attaccano un botone che non finisce più per raccontarvi cos’hanno sognato la notte prima.
Anch’io li detesto.
Però che, dire, ho fatto un sogno, ed ora ve lo racconto.

Ho sognato che ero un cuoco.
Non un cuoco particolarmente famoso o titolato, non uno di quei cuochi che vanno in TV.
Non Gordon Ramsay, insomma.
Ma un cuoco competente, di quelli che sanno fare il loro lavoro. Continua a leggere


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Una colonna sonora

L’altro giorno ho trovato questo, in rete…

theme

… e onestamente, se dovessi rispondere, la mia risposta cambierebbe ogni giorno.
Chissà, ogni due ore.

Però è un gioco che ho sempre fatto, quello di sentire nella mia testa la colonna sonora di ciò che sto vivendo, e qui, oggi, ora, la mia colonna sonora sarebbe questa…

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Trenta giorni di buio

Comincia oggi un mese di nulla.
No, lo so, ora mi scriverete nei commenti “A me il calcio piace.”
Grazie.
A me piace la musica elisabettiana.
Mi piace molto, in effetti.

Se vi proponessi un mese di ininterroti concerti elisabettiani, tavole rotonde su Tallis e Dowland, Byrd e Morley, estratti e replay di pavane e galliarde, e la solita annosa questione se sia meglio Trevor Pinnock o Julian Bream, meglio lo straight consort o il broken consort*, direste che sono un pazzo. Continua a leggere


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Pro Bono

artist_work_for_free_closeupQuesto è un post difficile.
L’ho cominciato e cestinato una dozzina di volte.
Proviamo così:

Con maggio, finiti gli ultimi due lavori che avevo promesso a due amici e che ho consegnato a inizio settimana, non sarò più disponibile a scrivere pro bono.
Non ho più intenzione, in altre parole, di regalare i miei racconti, i miei articoli o le mie traduzioni a progetti editoriali altrui.

I motivi sono sostanzialmente due, e si riducono a due concetti piuttosto semplici, il tempo ed il rispetto.

Vediamo di ragionarci un po’ su. Continua a leggere


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Sessantasei anni?!

Il tempo è strano.
La nostra percezione del tempo è strana.
Noi il tempo lo percepiamo come sequenza di eventi – prima, durante, dopo.
Questo condiziona il nostro rapporto col tempo, la sua percezione.

La storia l’ho già raccontata altre volte – nell’estate del 1984, in una notte calda e infestata di zanzare, con solo Pippo Baudo in televisione, ripescai due musicassette che da tempo giravano per casa.
Un amico le aveva regalate a mio padre dicendogli “dai a tuo figlio qualcosa di buono da ascoltare”, e mio padre le aveva messe in un cassetto e se n’era scordato.
Perciò, nella disperata ricerca di qualcosa che tenesse la noia terminale a bada (e non richiedesse di tenere le luci accese), infilai uno di quei nastri nel mio Walkman*, e scoprii … beh, questo.

Ascoltatela, che poi andiamo avanti.

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