strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Un’offerta imperdibile

FIN_2014-06-19_BUS_006_32035707_I1Squilla il cellulare di mio padre.
“Il signor Mana Giampietro?”
“No, mi dispiace, Mana Giampietro è morto domenica passata.”
“Ah, mi dispiace… però lei sta usando la sua scheda, quindi posso dire a lei?”
“No. Sto per disattivare il numero…”
“Non importa. Perché Vodafone ha per lei un’offerta imperdibile per la telefonia fissa…”

Nota per il futuro prossimo: cancellare qualunque contratto con Vodafone.

 


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Un uomo buono

Quando mio padre e mia madre si sposarono, il sacerdote a un certo punto ingiunse loro, con tono stizzito, di smetterla di ridere.

“Guardate che questa è una cosa seria!”

E subito dopo la fine della cerimonia, una zia abbordò mia madre per dirle che era stata proprio fortunata.

“Hai sposato un uomo buono. Se non fosse stato un buono, sarebbe diventato un criminale come tutti i suoi compagni di scuola.”

Mio padre era andato a scuola dai Salesiani – e l’officiante era stato uno dei suoi insegnanti. La zia aveva evidentemente una pessima opinione di Don Bosco e dei suoi sacerdoti.
Ma la vecchia zia aveva ragione su un punto: mio padre era un uomo buono.

Mio padre era dinamico, intraprendente, coraggioso e molto spiritoso.
Aveva sofferto di una dislessia che i Salesiani avevano cercato di curare a ceffoni1, e aveva una mente matematica meravigliosa che non potendo studiare aveva poi applicato alle sue attività come agente di commercio.
Ed era un uomo buono – e forse questa è l’unica cosa che ha insegnato, a me e a mio fratello.
Non ad esserlo.
Ma almeno a provarci.
Anche quando non si andava d’accordo, anche quando si discuteva.

Ma da quando se ne andò mia madre, nel 2007, mio padre aveva perso qualcosa.
Era estremamente solo, e forse tendeva a isolarsi.
La depressione non aiutò a migliorare le cose.
E poi la malattia, i problemi.
Mio padre era molto stanco.
Aveva smesso di ridere.

Una delle ultime cose che mi ha detto, domenica, prima di andarsene, è stata

“Sono stanchissimo, vorrei solo poter dormire.”

Ora dorme, come Mark Twain e Richard Dawkins hanno detto in passato, quel sonno che era prima di noi e che sarà dopo, e che non deve farci paura.
E io sono qui che contro me stesso e contro tutto ciò in cui credo, spero che finalmente riposi, che sogni, e abbia magari ritrovato la persona con cui rideva.

Grazie a tutti ancora una volta per i messaggi di questi giorni.


  1. per cui forse la vecchia zia, mah, non aveva tutti i torti, e aveva solo sbagliato mira. 


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Giampiero Mana, 6-6-1940/8-5-2016

Alle sette di sera di oggi, mio padre è stato colto da un collasso cardiocircolatorio con ischemia mentre si trovava all’ospedale di Asti per quella che pensavamo fosse una visita di routine.
Venti minuti di rianimazione e massaggio cardiaco non sono serviti a nulla.

Mio padre era un uomo buono, che ha fatto il meglio che poteva con i mezzi a sua disposizione. Era un uomo con un carattere difficile ed era una persona molto sola.
Negli ultimi anni, la depressione e la salute incerta lo avevano fiaccato.
Era molto stanco.

Era mio padre, e gli volevo bene.

 

 


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Everybody in the old Cell Block…

The_Prison_AlbumSi discuteva, l’altra sera, durante l’ora d’aria, qui nel Blocco C della blogsfera… si discuteva, dicevo, del Blocco C della blogsfera.

Terribilmente autoreferenziale, non trovate?
Ma è un po’ più complicato, di così, quindi credo che farò un giro un po’ più largo.
Potrei anche spoilerarvi un libro (o forse un disco)…

Allora, nel 1974, Michael Nesmith scrisse una storia intitolata The Prison
Che in effetti è (anche, e soprattutto) un disco. Continua a leggere


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Tempo di bilanci

Credo che non farò alcun bilancio.
Sono stanco di bilanci.
E se dovessi segnalare davvero il peggio e il meglio del 2015, raccontare cosa ha funzionato e cosa no, credo che in molti si offenderebbero.
Ancora una volta.

Il 2015 è stato un anno durissimo.
Ma siamo sopravvissuti.
E vogliamo salutarlo così, con un pezzo per tutte le stagioni…

Ci si vede dall’altra parte.
Buon anno.


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Where are they now?

No, non la (bella) canzone di Al Stewart1.
È una cosa diversa.agendina-tascabile
Ho una piccola agendina da tasca, rilegata in pura plastica – comprata nel locale supermercato cinese, per circa un euro.
Una di quelle senza la data sulle pagine, che dovete scrivercela voi a mano.
Mi serve come archivio. Ogni pagina dispari riporta

  • la data
  • il titolo di una storia o un articolo
  • il wordcount
  • dove/a chi l’ho proposto
  • la data in cui è stato accettato
  • la data in cui è stato pagato – e quanto

La pagina pari, sul retro, riporta l’elenco delle recensioni ed eventuali note

Al mio attuale livello, un’agendina cinese da un euro è più che sufficientre.

E in questi giorni di fine anno mi sono ritrovato a domandarmi che fine abbiano fatto i quattro articoli, scritti pro bono a cavallo fra 2014 e 2015, puntualmente spediti ai rispettivi editori, e dei quali mai più ho avuto notizia – nonostante ripetute richieste.
In un paio di casi le email sono tornate indietro – account cancellati. Continua a leggere

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