strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Ultimo dell’anno

I will speak
to the masses
through the media

Beh, anche no. Questo non è il messaggio alla nazione.
È solo il post di fine anno, per mettere a dormire per sempre il 2016.

E avrei voluto dedicarlo, questo ultimo post, al ministro Giuliano Poletti.

“Bene così: conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi. Bisogna correggere un’opinione secondo cui quelli che se ne vanno sono sempre i migliori. Se ne vanno 100 mila, ce ne sono 60 milioni qui: sarebbe a dire che i 100 mila bravi e intelligenti se ne sono andati e quelli che sono rimasti qui sono tutti dei “pistola”. Permettetemi di contestare questa tesi.”

Non tutti sono pistola, Giuliano. Non tutti.
Però leggendo questa dichiarazione a tutti almeno uno, di pistola, è venuto in mente.

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Buoni propositi per il 2017?

Buoni propositi per il 2017…
Sì, certo, trovare una fonte stabile di reddito, salvare la mia casa e la mia esistenza.
E scrivere, scrivere di più e scrivere (se possibile) meglio.

Ma sapete cos’è?
Nel momento in cui ci si trova in condizioni di difficoltà – che si tratti di problemi economici o lavorativi, o problemi di salute, o quel che vi pare… quando ci si trova in difficoltà, il nostro cervello innesca tutta una serie di meccanismi, la maggior parte evolutisi quando andavamo a caccia di mammuth, che hanno lo scopo di ottimizzare la nostra reazione al pericolo.
Una delle conseguenze di ciò è che nel momento in cui ci si trova in difficoltà si sente una fitta di senso di colpa non appena si contempla qualcosa di frivolo.
Chessò, andare al cinema, passare un weekend a guardare le nuvole.
Organizzare una buona cena per noi ed i nostri familiari.
Leggersi un buon libro.
Il nostro sistema di emergenza si mette a squillare, perché quel tempo e quelle risorse potremmo usarle per fare altro, per cercare di sfuggire alla minaccia.

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E invece no.
Non sto dicendo che sia cosa buona e giusta comportarsi da irresponsabili, ma staccare, anche solo per dieci minuti, è indispensabile.
Altrimenti lo stress ci ammazza.
Ecco, il sistema neolitico di emergenza che abbiamo installato non riconosce lo stress e la depressione come minacce. E anzi, accresce l’ansia e lo stress proprio in presenza di quelle attività che ci permetterebbero di ridurre stress ed ansia.
Quindi, ricominciamo…

Buoni propositi per il 2017… Continua a leggere


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Un sacco di cose di cui parlare

… e nessuna voglia di farlo.
O se non nessuna certamente poca.

Siamo sopravvissuti al rischio di alluvione, ma strategie evolutive langue.
Non per mancanza di voglia da parte mia di aggiornarlo1, quanto per le troppe cose da fare.
E no, non intendo infliggervi nuovamente una lista dei miei lavori in corso dei quali, ne sono più che convinto, vi interessa abbastanza poco nella loro forma in corso e magari un po’ di più, si spera, nella loro forma definitiva. Continua a leggere


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Nota di servizio e Con Crud

Una rapida nota di servizio, perché vi devo due post, quello sul libro di McPhee e quello sul libro di Wilson, e perché sono stato comunque inattivo online, molto più inativo di quanto mi piaccia.

Al momento sto scrivendo (un paio di cose davvero divertenti), sto traducendo (un romanzo spettacolare) e sto facendo i conti con la lira, oltre a combattere una perniciosa forma di con crud che mi sono beccato a Stranimondi.

virus

con crud
Illnesses which are spread around at science fiction and furry conventions due to the large numbers of people who gather and interact in one confined place. Lack of sleep, drama, stress, travel, and post con depression may also depress the immune system, contributing to con crud.

Colpa mia, naturalmente – sottolineiamo che l’aria a Stranimondi era balsamica e curativa, prima che qualcuno si metta sulla difensiva e io venga linciato su Facebook.

E sì, diciamo che il mio smisurato amore per il genere umano in questi giorni è un po’ meno smisurato del solito. Non che il genere umano stia collaborando granché, ma che volete farci, quello è il genere umano, dopotutto.
Ma ne riparleremo, appena sarò un po’ più tranquillo.
Magari domani.


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Aspettatevi l’Inaspettato

cr0bz90umaac7ffÈ stata una settimana complicata, e strategie evolutive ha latitato, ma ora mi prendo due minuti per ribadire che domenica 16 Ottobre 2016, sarò a Milano a Stranimondi, la convention dove quelli che amano la fantascienza e il fantastico se non ci sono sono dei bugiardi.

 

In particolare, domenica mattina alle 11.30, tormenterò Mauro Longo, autore di Guiscardi Senza Gloria, con domande ribalde e poco pertinenti sul suo romanzo, sui libri-game di Civetta, e più in generale su Ultima Forsan, prima di passare la palla al pubblico per una sessione domande.

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E poiché non ci piace rischiare, provvederemo ad ammansire i partecipanti con del Barbera di Nizza DOC – un bel bicchiere di vino rosso sangue per tutti.

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Una nota volante…

8247a2b1-1bcc-4d75-981b-08b92e05c09a-jpg-_cb304714383__sl300__… per ringraziare i miei affezionati lettori (voi sapete chi siete) che mi hano ancora una volta inviato dei buoni regalo su Amazon.
Voi state alimentando il mio orrido vizio della lettura – una delle peggiori stimmate sociali, nel nostro paese.
Grazie.
Sappiate che i vostri buoni verranno sperperati in saggistica improbabile e romanzi che nessuno tradurrà mai.
O peggio, in raccolte di racconti di autori sconosciuti.
Grazie ancora.


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Una giornata tipo non esiste

rikers-island-penitentaryOK, c’è una specie di giochino che sta circolando qui nel blocco C della Blogsfera: alcuni di noi hanno cominciato a postare sui propri blog degli articoli su quello che è il loro processo di scrittura.
Lo ha fatto Alex Girola, lo ha fatto (in inglese) Angelo Benuzzi, lo ha fatto Germano Hell Greco.
E allora perché no?
In realtà ho già fatto in passato dei post più o meno su questo argomento (li abbiamo fatti tutti, in effetti) ma questa è una buona occasione per fare il punto di come sono cambiate – se sono cambiate – le cose negli ultimi mesi.

Negli ultimi due anni scrivere e tradurre sono state le mie principali attività – per il semplice motivo che quando si accudisce una persona ammalata, stare seduti lì vicino a scrivere è più semplice e comodo, per dire, che andare nei campi a raccogliere cotone.
Con la morte di mio padre, l’unica cosa che è cambiata è che ora non abbiamo più la sua pensione per arrotondare. Ed essendo il mercato del lavoro quello che è, io ho continuato a scrivere e a tradurre.
Sono solo cambiati i tempi. Fin qui, sono riuscito a pagare il grosso dei conti e a non far tagliare luce e telefono.
È un piccolo trionfo. Continua a leggere